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Catellani

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Vagge

Lisa
Orlando

Voci dalla rete

Perlungavita.it diventa grande, si fa nuovi amici, li accoglie in casa propria, li ringrazia per aver accettato l’ invito a costruire una preziosa rete di persone che guardano alla vecchiaia in modo positivo. Tutte le persone che fanno parte di queste “Voci” hanno già scritto per PLV dalla loro finestra aperta.

  • Ivano Baldini, presidente dell’Associazione AlzheimER Emilia Romagna, ha già raccontato, oltre alla sua vita, cosa è, cosa fa questa organizzazione. Su PLV ci farà conoscere esperienze nuove promosse dai familiari.
  • Diana Catellani ha accettato di aprire un altro suo blog, oltre a quello personale “nonnaonline” per raccontare il suo percorso con gli strumenti digitali, tra ostacoli e soddisfazioni.
  • Rita Rambelli è stata l’apripista, per testimoniare che gli anni sono una convenzione anagrafica, ma che si può andare “ Oltre l’età” per continuare ad essere curiosi del mondo.
  • Rosanna Vagge, anche lei già collaboratrice, medico e amante della scrittura , racconta le sue esperienze e la sua vita accanto ai vecchi delle residenze protette, ma non solo. In questa piacevole compagnia continuo le mie riflessioni sulla qualità della cura nei servizi, parlando di assistenza domiciliare.
  • Lisa Orlando, architetto, con una tesi sulla casa  idonea per gli anziani con l'Alzheimer, amante della lettura della montagna, ma anche della gioia dello scrivere: poesie, articoli, libri.Nel frattempo ha ottenuto un master in Comunicazione.
  • Ida Accorsi, insegnante di asilo nido in pensione, appassionata di Gianni Rodari e di confronti intergenerazionali coltiva i suoi interessi con l'aiuto del web.

"Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità ad arrampicarsi sugli alberi, lui passerà la sua vita a credersi uno stupido" Albert Einstein
rita rambelliL’Assemblea Generale dell’ONU il 6 dicembre 2006 ha adottato la “ Convenzione sui diritti delle persone con disabilità ” sottoscritto dall’Italia il 30 marzo 2007 a New York, in vigore in Italia dal 15 marzo 2009 (G.U. n. 61 del 14 marzo 2009), condiviso da 191 Paesi aderenti all’ONU, redatto come sancisce l’art.1° “con l’obiettivo di promuovere, proteggere ed assicurare pari diritti alle persone disabili nel rispetto della dignità di ognuno”.

diana catellaniQuest’anno la programmazione dell’Università della Terza Età di Erba ha riservato ampio spazio al tema “DONNA ” analizzato da diversi punti di vista.
E’ così che abbiamo parlato di emancipazione, partendo dai primi anni del Novecento che ha visto le donne, soprattutto in Francia e in Inghilterra, mobilitarsi per rivendicare il diritto al voto. Erano le cosiddette suffragette che trovavano il coraggio di scendere in piazza per ribellarsi allo stato di soggezione nel quale erano tenute da sempre. E nel 1914 stavano per ottenere i primi risultati concreti: infatti, era prevista la loro partecipazione al voto nelle elezioni comunali che dovevano svolgersi in Francia nel 1916, ma ecco che scoppia la Grande Guerra e si evidenziano nuove esigenze.

rita rambelliL’avvicinarsi della fine dell'anno porta quasi inevitabilmente a fare dei bilanci e delle previsioni per il futuro. Io credo che uno degli argomenti più interessanti su cui cercare di capire dove stiamo andando sia quello che riguarda le variazioni della popolazione nella nostra regione e di conseguenza le sfide che ci aspettano per mantenere l’attuale livello di welfare.

diana catellaniSi avvicina ormai il Natale e noi nonni cominciamo a pensare ai regali di Natale per i nipotini, cosa abbastanza impegnativa visto che ormai i nostri bambini hanno già tante (forse troppe ) cose. Per i maschietti la scelta è più semplice perché sono ancora in quell’età in cui una costruzione può risolvere il problema; per la mia nipotina maggiore , che ha già 14 anni ed è in prima superiore, so che potrà essere gradito un po’ di denaro, ma voglio accompagnarlo con un libro, che ho letto da poco e che mi pare possa esserle utile. Si tratta di: "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D’Avenia.

rosanna vagge“Che cos’è per te la dignità?” Chiesi a bruciapelo a Maria nel bel mezzo di un incontro dedicato agli anziani.
Seguì un bisbiglio dei partecipanti, sei o sette, non di più, che si interrogavano del perché avessi rivolto una domanda tanto impegnativa proprio a Maria, che se ne stava zitta zitta seduta su una sedia, apparentemente indifferente a tutto ciò che le era attorno. Mi accucciai accanto a lei e insistetti: “Maria, come definiresti la dignità? Con parole tue, in modo semplice”. Fece una strana smorfia con la bocca, arricciando il mento, accompagnata da un gesticolare goffo delle mani e pronunciò queste parole, scandendo bene sillaba per sillaba come sanno fare solo i sardi: “E’ difficile da dire … ma … è una cosa pulita … molto pulita”.
Nessuno di noi si aspettava una risposta del genere, qualcuno mormorò brava, qualcun altro disse che la risposta era molto bella ed io mi emozionai e sentii, come spesso mi accade, i brividi lungo la schiena.

rita rambelliHo incontrato Dario Fo per la prima volta a Milano qualche mese dopo aver ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, il
9 ottobre del 1997, per parlargli della campagna di informazione sulla donazione di organi che stava per essere avviata in Emilia-Romagna, della quale lui e Franca furono tra i primi convinti testimonial. In quella occasione mi regalò, come fosse un bene prezioso, quella che lui definì “la nostra più bella foto insieme” con i loro autografi, autorizzandomi ad utilizzarla per la campagna di informazione regionale e da cui ricavammo con la loro collaborazione, un bellissimo manifesto.

rosanna vagge“E’ la mia borsetta, ho dentro le mie cose!” risponde disperata Silvia ad un solerte operatore che le annuncia che è arrivata l’ora del pranzo e che è il caso di sistemarsi in modo corretto alla tavola già apparecchiata.
Insomma, tenere la borsa in grembo mentre si mangia, tanto più a 98 anni compiuti, è certamente d’impiccio, e poi chi mai potrebbe rubarla in una casa di riposo?
Semplice e logico posizionarla accanto alla sedia o appenderla allo schienale.
E invece no. La centenaria non la molla, la nasconde nell’incavo prodotto dalla sua schiena curva difendendola ai lati con entrambe le braccia e avvinghiandosi alla tracolla con le mani rattrappite ma forti.

rita rambelliBologna- 96 anni, portati egregiamente, Marino Golinelli ha fatto nella sua lunga vita tante cose belle e importanti, non solo nel mondo produttivo, creando utili finanziari e posti di lavoro, ma anche nel campo del sociale e della cultura. Golinelli inizia rilevando nel primo dopoguerra a Bologna, precisamente nel 1948, un piccolo laboratorio per la produzione di farmaci, che in pochi anni diventa un’impresa farmaceutica qualificata.
Oggi, con la nuova Alfa Wassermann ha avviato, con la tenacia di un ragazzino un gruppo farmaceutico internazionale con oltre millecinquecento dipendenti. È un imprenditore, certo, ma a modo suo un pioniere, oltre a essere diventato un grande collezionista d’arte contemporanea.

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