rita rambelliSono passati circa vent’anni da quando non dormivo la notte e aspettavo il ritorno di mia figlia terrorizzata da quelle che chiamavamo le stragi del “sabato sera” .
Sembravano problemi superati, ma in questo week-end di metà luglio, in uno sabato sera, ci sono stati 12 giovani morti in sei diversi incidenti causati da un mix micidiale di alcol, velocità, droghe e distrazione che hanno riportato alla luce il problema delle stragi di giovani vite.
Cosa è successo? Eppure i tempi sono cambiati, c’è l’omicidio stradale, i limiti di alcolemia, le grandi discoteche sono ormai tutte chiuse, e i giovani di oggi non sembrano più interessati a fare tanti chilometri in macchina per andare in un locale alla moda.
Forse è diminuita l’attenzione per la prevenzione della salute e per l’educazione stradale, e sono diminuiti anche i controlli perché, come afferma l’Associazione sostenitori della polizia stradale, ci sono sempre meno pattuglie per le strade, soprattutto di notte e di conseguenza sono drasticamente diminuiti i controlli sul livello di alcolemia.

All’epoca delle “stragi del sabato sera” come direttore della comunicazione sanitaria ho partecipato attivamente alla campagna regionale dell’Emilia-romagna sulla sicurezza stradale con l’obiettivo di informare e rendere consapevoli i cittadini sugli effetti dell’alcol sul nostro organismo, spesso sconosciuti o comunque sottovalutati da molti, e su come possiamo evitarli o superarli. Furono prodotte e distribuite nelle discoteche, nei bar, nei ristoranti e nelle scuole migliaia di manifesti e locandine di cui allego una copia
Oggi si dovrebbe riprendere questo lavoro tenendo conto che sono aumentate le componenti che determinano gli incidenti, perché ai problemi dell’alcol si sono aggiunti quelli della distrazione legata alla smania di apparire sui social o alla possibilità di comunicare sempre e con tutti in ogni momento.
E’ ormai quasi normale vedere persone, anche non sempre solo giovani ma di ogni età, camminare per la strada o addirittura guidare bici, moto o auto parlando al telefono o chattando.
Questo è un elemento nuovo che va ad aggiungersi ai vecchi e mai superati problemi della guida in stato di ebrezza e spesso anche accompagnata da droghe.
Bere un bicchiere di vino o una birra in compagnia rappresenta per molti di noi un momento di socialità e anche se il bere in maniera moderata e responsabile è socialmente accettato dalla nostra cultura, non bisogna dimenticare che il consumo eccessivo di prodotti alcolici è dannoso per la salute e può produrre gravi conseguenze sociali in quanto può essere causa di comportamenti violenti e perdita del controllo nelle relazioni e nelle attività strumentali.
Chi guida un veicolo deve esserne consapevole delle sue condizioni per non mettere a rischio la sua vita e quella degli altri, perchè guidare è un’attività complessa che richiede chiara capacità di giudizio, buona coordinazione dei movimenti, riflessi rapidi e vista efficiente.
L’alcol presente nel sangue è dimostrato scientificamente che allunga i tempi di reazione, riduce l’acutezza visiva e ostacola la coordinazione motoria. Bevendo via via quantità più elevate di alcol, la guida diventa sempre più imprecisa e si è incapaci di fronteggiare gli imprevisti.
Per non correre inutili pericoli e non farli correre agli altri, il consiglio della campagna informativa era semplice:
“Se devi guidare, non bere; se hai bevuto, fai guidare qualcun altro oppure aspetta a metterti alla guida il tempo necessario ad eliminare gli effetti dell’alcool a seconda delle unità alcoliche che hai ingerito".
La quantità di alcol da non superare per non influenzare minimamente lo stato di vigilanza necessario per guidare in modo sicuro cambia in funzione di fattori soggettivi come il sesso, il peso, l’altezza, l’età, lo stato di salute, le condizioni di fatica e di riposo, l’uso di alcuni tipi di farmaci o di droghe.
Comunque in tutti i Paesi, compresa l’Italia, la legge fissa la quantità di alcol massima che può essere presente nel sangue di una persona alla guida (alcolemia). Superato questo limite cominciano a scattare le sanzioni la cui severità aumenta in funzione proporzionale al superamento del limite stesso. La legge è chiara ma a mio avviso le informazioni necessarie per essere consapevoli dei pericoli sono scarsamente diffuse e poco conosciute soprattutto dai giovani ai quali dovrebbero essere insegnate a scuola già dalle scuole primarie.
Secondo il codice della strada il limite legale di alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) alla guida non deve superare 0,5 g per litro che corrisponde a 2-3 unità alcoliche per un uomo e a 1-2 unità alcoliche per una donna.
Per metabolizzare completamente un’unità alcolica, l’organismo impiega almeno un’ora, tempo che varia in funzione del peso corporeo e della sua assunzione o meno a digiuno. Donne e anziani hanno bisogno di un tempo maggiore per smaltire una singola unità alcolica
Non è proibito bere in piccole quantità ma dobbiamo tenere conto del fatto che le capacità di smaltire l’alcol cambiano da persona a persona in base al sesso, all’età e alla corporatura e che non bisogna bere a digiuno e non si devono superare le quantità considerate a basso rischio:
• 2-3 unità alcoliche al giorno per gli uomini
• 1-2 unità alcoliche al giorno per le donne
• 1 unità alcolica al giorno per gli ultra 65enni
• zero unità di alcol sotto i 16 anni.
Ma che cosa è l’unità alcolica: l’unità alcolica corrisponde a circa 10-12 grammi di alcol puro, corrispondenti a:
- un bicchiere standard di vino (12°, 125 ml),
- una lattina di birra (4,5°, 330 ml),
- un aperitivo (18°, 80 ml),
- un bicchierino di superalcolico (36°, 40 ml).
Alcuni anni fa Oliviero Toscani pensò di colpire il sentimento comune con una campagna sociale contro le stragi del sabato sera, con un manifesto che poi fu immediatamente ritirato per rispetto alle famiglie dei ragazzi morti.
La foto della campagna ritraeva un’auto distrutta e accartocciata con sotto la scritta
“QUATTRO PIRLA IN MENO!”
Anch’io sono stata d’accordo allora nel non affiggerlo per le strade, ma quando sento certe tragiche notizie come quelle di queste settimane mi domando cosa bisognerebbe fare per svegliare l’attenzione di tutti quelli che sembrano non vedere i pericoli che si corrono senza una adeguata informazione e senza severi controlli che rendano fattive le nuove leggi!
Allego una locandina informativa sugli effetti dell’alcol realizzata dal Servizio sanitario regionale negli anni ’90.
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