rita rambelliA me piace molto viaggiare e non ritengo che essere considerati “turisti” sia un problema di età perché sempre più persone pensano che l’età della pensione sia proprio il momento ideale per viaggiare e vedere tutte le bellezze naturali ed artistiche che esistono nel mondo. La vita si è allungata ed anche le caratteristiche e le esigenze delle persone. Il sistema turistico italiano è consapevole dell’importanza che può costituire il turismo della Terza Età, ma spesso gli “anziani” sono considerai ancora solo dei riempitivi per i periodi della bassa stagione, ma non li si considera un target privilegiato ed in molti casi in grado di spendere. In generale si ritiene che gli anziani siano più “vecchi” di quanto loro realmente non siano o non sentano di essere. Le ricerche più recenti hanno sfatato molti dei miti legati alla terza età e in particolare occorre prendere atto che gli anziani:
• non vogliono essere considerati persone non attive, deluse e sole,
• né vogliono essere considerati persone che sono a pieno titolo membri della società,
• non vogliono essere chiamati vecchi, o pensionati, ma sottolineano una sostanziale continuità con la stagione di vita precedente,
• non possono essere incasellati in un gruppo unico, perché sono piuttosto un aggregato di esigenze eterogenee,
• amano riconoscersi individualmente, desiderano proposte e servizi personalizzati, e non vogliono essere ghettizzati.

In buona sostanza anche gli anziani vogliono essere considerati per quello che sono: persone e consumatori al pari degli altri e il vero dato di novità e di interesse non è tanto relativo all’”invecchiamento della società” del quale tutti parlano, ma il “ringiovanimento degli anziani” e del loro modo di vivere.
Gli anziani che accettano la terza età come una esperienza nuova e diversa da quelle precedenti, “riducendone e un poco anche accettandone gli svantaggi, ed imparando a sfruttarne i vantaggi con filosofia e spirito di curiosità” (Levi, 1998), vedono nelle vacanze una importante opportunità. Le vacanze, lo dimostrano le ricerche, acquistano un ruolo fondamentale nella vita delle persone anziane. Tutti gli esperti concordano sul fatto che le vacanze stimolino la fantasia, la creatività e soprattutto la socializzazione e siano quindi una buona premessa per altre attività da proseguire nei luoghi di residenza.
Le ricerche e le previsioni sul futuro ci dicono che gli anziani dal punto di vista culturale e politico in futuro saranno molto più potenti di quanto non lo siano ora, esprimeranno le loro idee con più forza, e tuteleranno sempre meglio i loro interessi. Alcuni studiosi, anzi, ritengono che gli anziani in futuro attireranno almeno la stessa attenzione che viene oggi dedicata ai giovani ed ai loro problemi anche perché gli anziani contribuiranno sempre di più ai consumi complessivi e le imprese saranno sempre più attente alle loro esigenze. Così gli anziani subiranno meno di oggi il fascino degli stili di vita giovanili e proporranno propri modelli agli altri gruppi sociali. Aumenteranno in particolare i bisogni immateriali che già ora caratterizzano buona parte degli anziani, dal bisogno di cultura, spettacoli, lettura…al bisogno di relazioni. Ma il progresso non sarà solo di tipo quantitativo, assisteremo infatti ad ulteriori cambiamenti e profonde modifiche del modo di fare vacanza. Sempre più persone anziane considereranno la vacanza come una delle modalità per arricchirsi da un punto di vista culturale, per conoscere situazioni e culture diverse, oltre che per recuperare la propria memoria e le proprie tradizioni. Ai pacchetti tutto compreso si chiederanno più servizi attivi e sportivi e meno atteggiamenti di tutela ma cresceranno anche le vacanze organizzate su misura e aumenteranno gli operatori specializzati nelle vacanze per la Terza Età e nei servizi per le persone anziane all’estero.
Una interessante iniziativa turistica è stata avviata ormai da vent’anni dall’Associazione Amare Ravenna, che fa ogni anno di Andalo, in trentino, la loro “capitale” delle vacanze.
Andalo viene ogni anno pacificamente invasa da centinaia di protagonisti delle attività estive di Amare Ravenna, associazione che nelle prime due settimane di settembre accompagna in questa piccola località turistica in provincia di Trento anche orchestre - rigorosamente romagnole - cantanti, personalità istituzionali ed ecclesiastiche, ballerini latinoamericani e ogni genere di intrattenimento culturale. Gli alberghi non hanno più camere libere, il palacongressi è gremito. Allegria, attività sportive, lunghe passeggiate per il paese e sui monti. I partecipanti quest'anno saranno 850, assieme a 40 disabili e si trovano protagonisti di una grande kermesse che è un po' villaggio vacanze e un po' riposo e scambio di relazioni che proseguono poi quando si ritorna a Ravenna.
Il presidente di Amare Ravenna, Daniele Perini, è l'infaticabile organizzatore, l'ideatore, l'anima del "progetto Andalo". Consigliere comunale, protagonista del mondo del volontariato, giornalista e conduttore televisivo, da 17 anni accompagna qui gli anziani associati ad Amare Ravenna. In una intervista ha dichiarato che i suoi associati vogliono vacanze piene, vogliono stringere nuove amicizie. L'età media si sta allungando: negli anni Settanta un sessantenne era già anziano. Ora più semplicemente è un adulto, che ha ancora tanto tempo da vivere e può imparare tante cose, frequentare l'università, viaggiare, fare nuove amicizie.

Nelle foto
 
I partecipanti durante una attività all’aria aperta e il presidente Daniele Perini durante uno spettacolo serale.
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