diana catellaniE’ un momento piuttosto angosciante quello che stiamo vivendo.
Nella mia vita, che pure non è troppo breve, non credo di avere mai avuto sensazioni di precarietà, d’insicurezza e d’inquietudine tanto forti come in questi giorni.
Forse stiamo solo raccogliendo, noi paesi occidentali, il frutto avvelenato di guerre insensate, combattute con armi tanto intelligenti da produrre più morti tra i civili che tra i soldati del campo avverso, guerre combattute con l’ipocrisia di chi dice di voler difendere democrazia e diritti umani, per nascondere obiettivi economici molto meno nobili.

Se andiamo a ritroso nel tempo poi, non credo che i paesi occidentali si siano fatti molto amare dal resto del mondo con le politiche imperialistiche e coloniali che hanno permesso ai nostri paesi di usufruire di ricchezze sottratte ai legittimi destinatari. Noi che proclamavamo i diritti dell’uomo e del cittadino, intendevamo restringere questi diritti solo alle nostre società, ma ne facevamo allegramente carta straccia quando si trattava di cercare il nostro “posto al sole”.
Abbiamo contribuito a impoverire interi continenti e non siamo stati estranei a intrighi che fomentavano guerre interminabili. Per molto tempo una gran parte dell’umanità ha subito soprusi che ora non è più disposta a sopportare: le moderne comunicazioni rendono facilmente confrontabili le condizioni di vita nelle diverse parti del mondo e da qui le grandi migrazioni.
Già i migranti….Chi fugge da condizioni di vita disperate, può tollerare di restare ai margini della società in cui intende inserirsi e può accontentarsi di poter mantenere la propria famiglia, di poter crescere e istruire i propri figli, di non correre pericolo di essere trucidato a ogni piè sospinto; le generazioni successive però non hanno più questi ricordi e sentono come insopportabile l’essere destinati ai lavori più umili, a essere considerati cittadini di serie b e ciò che apprendono nelle scuole li rende più consapevoli delle loro condizioni di subalternità.
Così io mi spiego in queste terribili giornate di luglio gli attacchi terroristici di Dacca e di Nizza e quelli che li hanno preceduti a Parigi e Bruxelles e sono convinta che le motivazioni religiose siano solo un comodo specchietto per le allodole….è l’odio il motore principale di questi massacri…
Ci sono tanti altri motivi di inquietudine , non ultimo la corruzione che divora le risorse di questo nostro paese che continua a dibattersi in una crisi infinita; e cosa dire della Brexit, che nessuno sa come gestire? Che fine farà l’UE, che, se non altro, ci ha assicurato 70 anni di pace? I miei nipoti in che mondo dovranno inserirsi? E i miei figli potranno continuare a provvedere alle necessità delle proprie famiglie, così come abbiamo potuto fare noi , prima generazione che non ha conosciuto guerre in casa propria?
Questi e altri interrogativi mi tengono occupata la mente in questi giorni d’estate e spesso non è solo il caldo a rendere interminabili le mie notti.

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