Riceviamo da Casa Morando un video di Silvia, 98 anni compiuti e reduce da una frattura al femore di cui Rosanna ci ha parlatoqui su PLV e le parole di Maria Grazia che hanno accompagnato la morte di Rina.

 Perdere la mascotte

 di Maria Grazia Sbarbaro

Chissà se alla fine ti piaceva questa casa che avevi trovato. Forse sì.
Anche se qualche rara volta mi dicevi : “....qui ho finito quello che c'era da fare io vado.....” alle tue parole mi rattristavo e allora mi consolavi dicendomi che rimanevi.
Un rapporto fatto di sguardi, sorrisi, mezze parole, ammiccamenti, gesti ma tanto, tanto profondo che si scioglieva in abbracci.
Rina o Angela e il tuo buffo modo di nascondere quanto di brutto avevi visto o ti avevano fatto.


La serietà con cui dicevi “è meglio stare zitta”. Abbiamo perso, ancora una volta, anche se avevamo detto che con te sarebbe stato diverso.
A me personalmente hai insegnato molto o meglio mi hai fatto capire tante cose...mai tornare sui propri passi e i piani assistenziali vanno rispettati.
Anche i più strampalati.
Quando sei arrivata hai portato con te “Teresa e Ugo” gallina e gallo e come li facevi filare.
Con loro passavi le giornate ed era bello vederti in giardino con in braccio la tua gallina.
Ci aiutavi tanto anche in casa.
Lavavi i piatti, pulivi la verdura e davi qualche consiglio, ma non a tutti eri gradita. Quando non capivi ci rimanevi male, abbassavi la testa e ti defilavi.
Grazie a te hanno trovato casa anche i nostri tre gatti che in questi anni sono sempre venuti a darti il buongiorno e la buonasera.
L'anima è capace di parlare lingue sconosciute.
Tutto troppo bello... per essere vero!
Alla prima defaillance ti hanno sbattuto fuori.
Perché non a tutti piacevi, perché vedevi oltre, la bontà e la cattiveria, da buon animale, le annusavi e le riconoscevi.
Per questo facevi un po’ paura e tanta era la voglia di emarginarti.
Una volta fuori dalla cucina ti hanno voluto far fuori anche dalle galline e Teresa per protesta ha smesso di fare le uova.
Le chiudevano e tu le liberavi, allora hanno pensato bene di prendere un galletto combattente.
Tu volevi Teresa e la voleva anche lui e giù botte.
Tu armata di sedia e lui armato di sperone.
Vi siete beccati... e qualche graffio te lo ha fatto.
Risultato tu chiusa in casa e lui...
Beh a lui è andata peggio: taglio speroni, taglio ali e lo hanno graziato niente collo...
Ma non ti sei persa di animo hai stretto un po' di amicizie all'interno...
Nel frattempo ti avevano tolto la borsa...con tutti i tuoi
averi...ti avevano tolto il
grembiule...non ti facevano più vestire a strati...mettevano le mani nelle tue tasche e come trofei brandivano il pezzo di pane che tu gelosamente custodivi.
Anche i posti migliori se si abbassa la guardia...però con il
tuo modo di fare hai conquistato molti.
I tuoi occhi vivi e vispi, il tuo sguardo sornione.
Hai trovato Gianna, e con Lei hai stretto un'amicizia di sguardi e di parole non dette.
Era bello vedervi andare, indifferenti, verso la porta, aprirla e poi con noncuranza avviarvi al cancello per scappare....
e là ...una tentava l'apertura e l'altra faceva il palo.
Con assoluta tranquillità, con sul viso dipinto lo scherno, la pazienza, la beffa, il sorriso ironico, tra
le urla farneticanti dell'Oss in servizio.
Se ho un rimpianto è questo: non avervi aperto la porta per godere di attimi di libertà.
E in questi ultimi mesi ti siamo stati vicini più che abbiamo potuto, senza mezzi ma con la grande forza dell'amore e dell'affetto.
Ti hanno tolto la libertà, ti hanno tolto gli animali, hanno ucciso la tua resilienza e in fondo anche te.
Alla faccia di chi dicevi che non eri più in grado di decidere....hai deciso.
Tra i sorrisi e con gli occhi che fissavano un punto indefinito nel muro...
Grazie per i bei sorrisi che mi hai fatto fino all'ultimo giorno, grazie per aver girato la testa verso di me quando sentivi la mia voce.
Le mascotte non muoiono mai.
E' anche grazie a te che abbiamo potuto dare un'occhiata più profonda ai veri problemi della casa di riposo.
Alle volte mi guardavi ed era come se mi dicessi alzati dalla scrivania e vieni a dare un'occhiata.
Segnavi con una precisione infallibile chi non ragionava con il cuore.
Abbiamo fatto poco, mentre invece tu hai fatto tanto.
Ci hai fatto capire che la demenza non intacca i sentimenti.
Che la voce di una persona a tuo parere buona, la hai riconosciuta fino all'ultimo.
Che a chi non ti andava a genio non lo salutavi e abbassavi lo sguardo.
Il dolore, la libertà negata il rimpianto, no questo no, la cattiveria delle persone, la falsità le riconoscevi nonostante i test ti fossero contrari e nemici.
E ti avessero catalogato ...indementimento ...
Non interessa a noi che ti abbiamo conosciuta e stimata
sapere che vita facevi.... o come ti hanno trovato....
E' come ti abbiamo conosciuto che ci interessa.
L'eleganza innata anche vestita di stracci che sapientemente mescolavi.
Con il foulard.Il grembiule e la borsetta.
Ma alcune vite vengono cancellate... proprio da chi dovrebbe loro ridare dignità.
Tanti ti sono stati vicini solo per dovere.
Sei arrivata da noi senza documenti, senza foto, senza parenti, qualche amico, sincero e un gallo e una gallina.
Nessuno ha mai cercato per te dove vivevi, una foto, una collana, un anello, niente.
Niente di materiale.
Che tristezza.
Ma il tuo patrimonio eri tu ... e ci hai scelto.
Hai deciso di stare con noi, di darci fiducia.
Speriamo di averla meritata, sappiamo di averla meritata.
Ciao Rina

 

Utilizziamo i cookie per garantire le funzionalità del sito e per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Continuando ne accetti l'utilizzo.
leggi la Nota Informativa Ok