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Diana
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Lisa
Orlando

Voci dalla rete

Perlungavita.it diventa grande, si fa nuovi amici, li accoglie in casa propria, li ringrazia per aver accettato l’ invito a costruire una preziosa rete di persone che guardano alla vecchiaia in modo positivo. Tutte le persone che fanno parte di queste “Voci” hanno già scritto per PLV dalla loro finestra aperta.

  • Ivano Baldini, presidente dell’Associazione AlzheimER Emilia Romagna, ha già raccontato, oltre alla sua vita, cosa è, cosa fa questa organizzazione. Su PLV ci farà conoscere esperienze nuove promosse dai familiari.
  • Diana Catellani ha accettato di aprire un altro suo blog, oltre a quello personale “nonnaonline” per raccontare il suo percorso con gli strumenti digitali, tra ostacoli e soddisfazioni.
  • Rita Rambelli è stata l’apripista, per testimoniare che gli anni sono una convenzione anagrafica, ma che si può andare “ Oltre l’età” per continuare ad essere curiosi del mondo.
  • Rosanna Vagge, anche lei già collaboratrice, medico e amante della scrittura , racconta le sue esperienze e la sua vita accanto ai vecchi delle residenze protette, ma non solo. In questa piacevole compagnia continuo le mie riflessioni sulla qualità della cura nei servizi, parlando di assistenza domiciliare.
  • Lisa Orlando, architetto, con una tesi sulla casa  idonea per gli anziani con l'Alzheimer, amante della lettura della montagna, ma anche della gioia dello scrivere: poesie, articoli, libri.Nel frattempo ha ottenuto un master in Comunicazione.
  • Ida Accorsi, insegnante di asilo nido in pensione, appassionata di Gianni Rodari e di confronti intergenerazionali coltiva i suoi interessi con l'aiuto del web.

diana catellaniFra pochi giorni saremo chiamati a votare per il rinnovamento del Parlamento europeo in un clima di grande sfiducia verso le istituzioni comunitarie e verso lo stesso progetto di Unione. Nella prospettiva del voto, ho seguito molte conferenze e letto libri su questo tema e qui riporto una breve sintesi di quanto ho recepito sul tema Europa.
Sono passati molti anni da quando la costruzione dell’Europa Unita ha mosso i primi passi e da allora molte cose sono cambiate: le democrazie occidentali oggi sono in crisi per la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni, per la distanza tra cittadini e “palazzo”, per il nazionalismo che rialza la testa, per il populismo che pare dilagare in vari paesi europei e per la paura indotta dall’ immigrazione.
A tutto questo si aggiungono: gli effetti di una lunga crisi economica che ha portato un notevole aumento della disoccupazione soprattutto giovanile; il terremoto “Brexit” che ha prodotto effetti deleteri anche senza essere diventato realtà (è rimasto allo stato di solo annuncio); l’isolazionismo degli USA; l’egoismo di certi stati membri che intendono la UE solo come bancomat da cui attingere risorse, ma poi si ritraggono quando si richiede la loro solidarietà…. Questi fattori di disgregazione sono amplificati da una classe politica che in genere tiene più in considerazione la possibilità di essere rieletta che non il bene dei propri cittadini.
In questo stato di cose, una propaganda manovrata ad hoc, induce la gente a individuare nell’Europa, che pure ha commesso molti errori, la responsabile di tutti i mali. ….. Ma molto più spesso sono i singoli stati col loro miope egoismo a ostacolare l’efficacia delle direttive europee….

ida accorsi“Il giornalino di Gian Burrasca” un classico della letteratura per ragazzi, una bella e divertente lettura che narra le avventure di un piccolo eroe scapestrato!
Tra il 1907 e il 1908 Gian Burrasca irrompe con le sue monellerie sul Giornalino della domenica, il giornale per bambini rimasto famoso per la bellezza delle illustrazioni. La serie delle puntate fu poi raccolta dall'autore, Luigi Bertelli, che firmò col nome di Vamba uno dei più divertenti libri per ragazzi.
Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca, annota in un diario gli avvenimenti della sua vita e della vita della sua famiglia. Naturalmente, poiché è stato educato a non mentire mai, dice sempre la verità, anche quella che non dovrebbe o potrebbe dire, o che le sorelle e i loro fidanzati, poi mariti, non vorrebbero si sapesse, e combina un sacco di guai per merito dei quali viene chiuso nel collegio Pierpaoli dove non solo non si educa, bensì diviene l’anima di una ribellione contro la falsa e tirannica disciplina che vi è imposta da una ridicola ma prepotente coppia di proprietari-direttori. Il diario diviene così la protesta e la rivolta di un ragazzo contro il mondo conformista e soffocante dei “grandi".
Giannino Stoppani vive infatti in una società d’altri tempi in cui i grandi fanno da padroni: a casa il babbo con le punizioni, le sorelle a dargli del disgraziato, a scuola il professore di latino mentre urla “Tutti fermi! Tutti zitti!” e al collegio i perfidi Stanislao e Geltrude somministrano una brodaglia preparata con gli scarti della settimana. Però Giannino non si sottomette e osa comportarsi come ciò che realmente è: un bambino.

rita rambelliPersonalmente non amavo la trasmissione “Velone” di Striscia la Notizia del 2010 realizzata proprio a Riccione così come non amo guardare le storie patetiche di “C’è posta per te” e il “Trono Over di uomini e donne” perché mi sembra che in queste trasmissioni gli over ’70 siano sfruttati e resi spesso patetici e ridicoli. Poi arriva Brandina che cerca una ottuagenaria per fare la commessa, sempre a Riccione e mi chiedo cosa sta succedendo?
'Cercasi simpatica commessa ultraottantenne' recitava l'annuncio di Marco Morosini, anima di Brandina. In viale Dante, nel cuore di Riccione si sono presentate in 18 (foto) al casting giovedì 9 maggio alle 16,30. Provengono soprattutto dall'Emilia Romagna e dalle Marche.
Potrebbe sembrare una goliardata, invece no, l’annuncio lanciato anche sui social è serio e le motivazioni a cercare questo tipo di commessa per la nuova Bottega Brandina di Riccione le ha spiegate ai giornalisti il designer Marco Morosini, ideatore del marchio di borse e accessori Brandina, made in Romagna.

rosanna vaggeLa frase “Herrare umanun est, perseverare autem diabolicum”, leggo su Wikipedia, è attribuita a Lucio Anneo Seneca, detto il vecchio, padre dell’omonimo e più famoso filosofo che siamo soliti chiamare semplicemente Seneca. Che sia giusta o no questa attribuzione, poco importa, ma mi fa sorridere l’idea che una citazione così veritiera, inerente i fattori umani, chiara e profonda nel suo significato, sia stata pronunciata da un signore soprannominato “il vecchio”. Mi fa sorridere, amaramente, perché è proprio nella cura dei vecchi, che noi, cosiddetti professionisti della salute degli anni 2000, persistiamo nel compiere errori, a fronte di ogni evidenza, che ci fanno passare dall’umano al diabolico.

rita rambelliChi, almeno una volta nella sua vita, non si è lasciata ispirare, magari senza saperlo, dai look di Iris Apfel? La gioia di sentirsi non bella, ma diversa, di farsi notare??
Iris è l’icona di chi vuole vivere la vita fino all’ultimo giorno senza lasciarsi condizionare dagli altri e tanto meno dalle regole della moda ufficiale.

diana catellaniDa venticinque anni a Erba è attiva una Università della Terza Età, nata soprattutto per il coraggio e la tenacia di una donna, che ancora oggi, nonostante qualche problema di salute, continua a sostenere il peso dell’organizzazione di un’Associazione divenuta ormai abbastanza complessa.
In questi venticinque anni più di mille persone si sono iscritte a questa UTE, trovando sempre un’accoglienza amichevole e occasioni preziose di aggiornamento culturale e di socializzazione.

ida accorsiMomo, un libro per ragazzi di genere fantastico, pubblicato nel 1973 è l'opera più famosa di Michael Ende (1) dopo La storia infinita e mette in evidenza alcuni degli aspetti della società attuale, come la mancanza di tempo. Il libro narra cosa accade a Momo, una bambina che non ha i genitori, non ha nemmeno una casa, ma vive in una piccola stanzetta scavata tra le mura di un antico anfiteatro alla periferia di una grande città.
Momo, il personaggio principale, ha circa otto/dieci anni, non ha doti soprannaturali, non è di una bellezza straordinaria né ha la grazia di una fata. Lei è speciale, semplicemente, per il suo modo di ascoltare la gente, molto profondo e attento, come nessuno al mondo.

diana catellaniQuando, dopo quasi due mesi, puoi mettere a terra il piede infortunato e puoi smettere si saltellare aggrappata a un deambulatore, senti che puoi ricominciare a vivere e provi la grande soddisfazione di poter fare di nuovo le piccole cose di ogni giorno, anche se sempre aiutata da una stampella. E’ una sensazione bellissima poter di nuovo fare le scale, cucinare un piatto di spaghetti o lavare quella maglietta che non può andare in lavatrice.
Bisogna mettere in conto però che ogni passo costa fatica e dolore, ma pensi che tutto presto passerà e ti fai coraggio. Cominci la riabilitazione, dolorosa sì, ma ti consentirà di muoverti meglio e quindi sottostai volentieri ai consigli della fisioterapista che ti dice che bisogna esercitarsi, che devi muoverti tranquillamente perché la tua gamba ora è forte come prima, anzi, (scherza) con tutta quell’armatura di chiodi e sbarre è più forte di prima.

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