Mille parole per l'eguaglianza

Ultimo messaggio ai sindaci: gli anziani auto e non autosufficienti non sono una massa indistinta, ma sono tante persone e tante individualità. I servizi gestiti, direttamente o indirettamente, dalla pubblica amministrazione, o da altri soggetti convenzionati o anche solo autorizzati, devono garantire una risposta rispettosa della persona.

Come si può pensare tra 10/20 anni di poter garantire un'assistenza per la disabilità cronica solo in servizi residenziali collettivi? Come si può lasciare che il giusto concetto di domiciliarità pesi solo sulle famiglie e sui caregiver, siano anche "badanti", perché non si è progettato un welfare flessibile a più ingressi?

Perlungavita.it compie quattro anni. Lascio agli altri valutare se sta crescendo bene o ha bisogno aiuto. Mi sono impegnata, nel corso di questi anni, con attenzione al mondo circostante, sulla base delle mie riflessioni e principi, ad individuare alcuni filoni d’intervento che mi sono sembrati innovativi e forse non sufficientemente all’attenzione

Ho parlato di formazione degli operatori nell’organizzazione dei servizi (isole di lavoro per l’assistenza), nel perseguire umanizzazione e personalizzazione, nel rinsaldare responsabilità individuali e collettive, per valorizzare l’integrazione, per adottare nuove tecnologie.

Tecnologie, nuove tecnologie, ritardi dell’Italia sulle tecnologie. Sono termini ripetuti all’infinito sui giornali, in radio e televisione, in ogni spazio in cui si racconta  qualcosa.

Nell’area welfare e servizi possono avere declinazioni e significati diversi in relazione al campo di applicazione e alle discipline.

E’ uscito la Raccomandazione Siquas “I requisiti di qualità nell’integrazione tra sanità e sociale”, (Franco Angeli) che ho curato con altri quattro amici e soci Siquas, Anna Apicella, Giorgio Banchieri, Francesco di Stanislao e Veronica Sabatini. 

Un cartello di protesta, nell’ultima manifestazione a Roma dei malati di SLA, rivendicava il diritto della famiglia a scegliersi gli assistenti famigliari, rifiutando le prestazioni degli operatori delle cooperative sociali, quasi ovunque in tutto il paese, gestori ed erogatori del servizio.

Cosa significa operare con criteri di personalizzazione e umanizzazione nei servizi di cura, in particolare quelli socioassistenziali e sanitari, caratterizzati da una permanenza più lunga nel servizio rispetto al servizio sanitario, da una relazione sempre ravvicinata tra utente e operatore?

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