Mille parole per l'eguaglianza

donne nella storia d italia christine de pizan 180900 LCosa hanno in comune Christine de Pizen, Luigia Marcucci, Lidia Menapace e Annie Ernaux? E perché a loro vorrei aggiungere Chimamanda Ngoni Adichie e Barack Obama?
Christine, Luigia, Lidia e Annie sono scrittrici, protagoniste, che si raccontano o sono raccontate di una lunga storia, mai conclusasi, per la conquista da parte delle donne di parità di diritti, di rispetto, di dignità non tanto nei confronti della componente maschile, ma nella società.
Ognuna di queste ha dato un suo contributo, rileggendo anche la storia per i periodi che le hanno precedute fino ai giorni in cui sono vissute.

Tutto nasce per caso. L’aggiornamento di agosto di Perlungavita.it lo dedico di norma alla segnalazione di libri che ho letto e che hanno un legame con le materie trattate sul sito, anche se a volte dettato dai miei occhiali di lettura e dalla mia visione della società e del mondo.

Uguaglianze e diseguaglianze, sanità pubblica e salute globale. È un filo conduttore, una figura di scienziato e politico, Giovanni Berlinguer, che ha ispirato questo aggiornamento. L’occasione è stata la pubblicazione di un libro che raccoglie i suoi scritti negli ultimi 25 anni di attività, dal 1984 al 2011, nel primo anniversario della sua morte, avvenuta nell’aprile del 2015.
Mai il titolo di questa rubrica “ Mille parole per l’eguaglianza” poteva trovare un simbolo più evidente, della figura di Berlinguer.

Come meglio si assiste una persona con patologie cognitive? Come si può aiutare lei e i suoi famigliari?
Qui parliamo di morbo di Alzheimer e altre patologie dementigene. I contributi pervenuti sono molteplici: sullo stato della ricerca e sugli indirizzi attuali, sulle esperienze di aiuto alla famiglia e sulle azioni per dare concretezza all’idea di domiciliarità, sulle molteplicità di servizi attivati nel territorio da soggetti diversi.
Si inseriscono in notizie di questi giorni, dalle RSA aperte della Regione Piemonte alle diverse esperienze delle Case della Salute che possono essere, un’opportunità reale se ben indirizzate.

Dedicato a chi si prende cura di una persona cara. Ho aperto questo sito nel 2011, parlando di caregiver, lanciando una campagna per un riconoscimento del loro ruolo. Sono stata accompagnata e aiutata in questo percorso da “Anziani e non solo” che ha alimentato di contenuti e innovazioni lo spazio. Oggi siamo arrivati alla presentazione della proposta di legge in Parlamento, dopo quella della Regione Emilia Romagna di cui parliamo nell'intervista..

Non manca giorno che giornali e notiziari TV annuncino, con il dovuto orrore mediatico e un ipocrita tono di sbigottimento il nuovo episodio di maltrattamenti a danni di persone fragili o in stato di dipendenza: bambini, dai piccolissimi degli asili nido sino alle elementari,vecchi e disabili, malati psichiatrici e cittadini arrestati ( per questi l’orrore è rinviato) e donne, mogli o ex.

Integrazione sociosanitaria: se ne parla dall’entrata in vigore della legge di riforma sanitaria n. 833/78, ma si fanno tre passi avanti e due indietro.
Nel corso di un seminario de La Bottega del Possibile per i direttori delle case di riposo o altre tipologie di servizi territoriali si è tentato non di aggiungere altre rimostranze o mappe di desideri, ma di cambiare prospettiva e percorso.
Ho parlato di “Polo sociale”, di sistema da ricostruire, con i suoi obiettivi, le sue relazioni e reti, con le sue professioni da riformulare, partendo da alcune constatazioni.

Ancora nubi sul futuro degli anziani, non solo per i prossimi pensionati.
Nelle ultime settimane si sono concentrati eventi diversi, ma tutti significativi per la popolazione anziana.
L’Istat dice che aumentano i vecchi, aumenta il numero dei decessi nel 2015 soprattutto tra le classi d’età più elevate, (il tasso di mortalità è il più alto dal dopoguerra) ma, cosa più preoccupante, anche se già avvenuta, si riduce la speranza di vita alla nascita, soprattutto per le donne.

Caro prossimo pensionato e cara prossima (quando?) pensionata, dovete imparare il “fai da te”, sempre.
Fai da te quando devi scegliere un diverso stile di vita per la tua salute, perché società, governo, istituzioni e Servizio sanitario hanno altro da fare. Fai da te quando devi differenziare i rifiuti e non sai in quale “campana” metterli. Devi diventare un piccolo chimico, perché tutti vogliono salvare l’ambiente, con la tua intelligenza e conoscenza, ma nessuno ha chiesto alle industrie di indicare sugli ingombranti imballaggi dei loro prodotti dove si cestinano.

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