Anteprima

Come s’invecchia, come si sceglie d’invecchiare, come si può invecchiare meglio? Questo filo conduttore corre tra l’intervista al professor Massimo Ammaniti, alcuni interrogativi che mi pongo e rigiro ai servizi di assistenza, sino alla presentazione del libro dello stesso Ammaniti e quello di Tahar Ben Jalloun.
In questo mese, dedicato ai caregiver nella regione Emilia Romagna s’inseriscono i due contributi di Laura Nave, che racconta un’esperienza dell’Associazione Demaison e di Rita Rambelli che però parla delle proteste dei caregiver dei disabili, in questo caso i genitori, che chiedono una legge che riconosca il loro ruolo, dopo anche i ritardi di attuazione della norma sul “Dopo di noi”.

Si parla di uguaglianze e diseguaglianze nell’intervista al prof. Salvatore Biasco e nel libro da lui scritto sul tema che presento a latere; di diritti civili nelle “ Mille parole” in merito al disegno di legge approvato alla Camera e ora all’attenzione del Senato sul Biotestamento e le DAT e ancora diritti di chi assiste nella presentazione a cura di Loredana Ligabue della rassegna cinematografica che accompagna il Caregiver day di maggio a Carpi.

Continuiamo l’approfondimento sulla qualità della cura, indagando nell’area per l’assistenza alle persone con demenza, con l’intervista a Silvia Faggian docente e consulente e referente per l’università di Bradford sulla Dementia Care Mapping, di cui abbiamo parlato presentando Tom Kitwood nei mesi scorsi. Sul tema presento due libri scritti dalla studiosa in collaborazione con altri, a cui affianco le mie considerazioni sul libro di un noto scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun.

Ancora di qualità e buone pratiche in questo aggiornamento, arricchite da esperienze e notizie che ci arrivano dai collaboratori in rete. Ho ripreso una notizia circolata in questi giorni: la nascita dei Villaggi Alzheimer. Sono al centro dell’intervista a Luisa Bartorelli, geriatra e consulente scientifico della Fondazione Roma, ente promotore di un Villaggio, ma anche dell’intervento di Rosanna Vagge sulla scia di un dibattito cresciuto sulla bacheca di PLV.
Continuo a parlare di qualità, proponendo la traccia di un mio percorso di approfondimento; per arricchire la riflessione Daniela Celin parla dell’esperienza in un hospice con un audit clinico sulle cadute e sulle loro implicazioni.
Altro tema che ricorre per la sua drammaticità: abusi e maltrattamenti sulle donne anziane, discriminate due volte, nel contributo di Teresa Bonifacio.

All’inizio del settimo anno di pubblicazione Perlungavita.it riparte, per riproporlo all’attenzione di tutti, da un interrogativo iniziale di questo progetto: quale qualità di cura nei servizi per anziani ( e disabili) autosufficienti e non autosufficienti. Drammaticamente attuale, ma non è al centro del dibattito tra utenti, esperti, stakeholders, decisori politici, come sottolineo nelle “Mille parole…”
Nell’intervista al professor Luciano Orsi, entra un requisito di qualità della cura: il diritto alle cure palliative e alle anticipazioni sul proprio fine vita per gli anziani con malattie terminale come le demenze.

Questo aggiornamento ha un filo conduttore: chi sono le donne vecchie, come vivono questa fase della loro vita, cosa trovano di nuovo e cosa invece si ripete anche in modo drammatico?
Dell’incontro con la vecchiaia ci parla Marina Piazza che sul tema ho condotto per due anni un incontro con un gruppo di donne, i cui verbali sono consultabili in un libro.
Due donne, Roberta Francia, geriatra, esperta di tecniche assessment funzionale multidimensionale e Patrizia Mathieu, componente il Comitato de "La Bottega del Possibile , ma anche medici di famiglia raccontano la loro esperienza sulla salute delle vecchie signore,in casa e in residenza protetta. Teresa Bonifacio, psicologa e autrice del libro "Anche da vecchie", ci parla delle donne nei messaggi della società dell’immagine.

Questo numero di PLV riprende dalla “domiciliarità” con un articolo, che sostiene la preminenza di questo diritto, di Salvatore Rao, presidente dell’associazione “La Bottega del Possibile, che come annunciato, diventa testimone e interprete “autentico”, su questi spazi.
La domiciliarità ha tante declinazioni , oggi ne richiamiamo tre: casa, comunità, partecipazione. Del buon abitare nella casa e nel condominio, come primo nucleo di una comunità inclusiva, ne parlo con Elvio Raffaello Martini, psicologo di comunità.

Persone, domiciliarità, demenze sono i tre termini che riassumono questo aggiornamento. Sono presenti nell’intervista ad Andrea Fabbo sullo stato dell’arte dei Piani nazionali ed europei sulla cura e sulla ricerca sull’Alzheimer, sulle impressioni post convegno di Elisabetta Granello, nelle riflessioni di Letizia Espanoli sulla “mente che sente” e nelle esperienze di Manuela Berardinelli per una comunità amica, di Rosanna Vagge sulla solitudine in una casa di riposo, di Fernando Schiavo sul rapporto arte e cura, parlando di cinema. Parla di consigli per convivere con le demenze anche il libro che vi presento “Vivere con l’Alzheimer. Anche le mie “Mille parole” partono da qui.

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