Anteprima

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In questo aggiornamento alcune mie riflessioni, con l’epidemia COVID-19 ancora in corso, sul clima creato sui vecchi e attorno ai vecchi, principali vittime del virus, su cui sarà opportuno ritornare, quando, si spera presto, la situazione sarà normalizzata.
L’intervista a Andrea Fabbo, geriatra dell’Asl di Modena e referente per il Progetto Demenze della RER è centrata sull’accordo raggiunto dalla conferenza unificata Stato/ Regioni su “Linee Indirizzo nazionali per la costruzione di Comunità amiche delle persone con demenza”.
L’invito di Ferdinando Schiavo a riflettere sul rapporto a distanza tra il medico, che “non tocca” il paziente, particolarmente attuale in epoca di coronavirus.

Nelle “Mille parole” alcune riflessioni suggerite dai recenti commenti alla pubblicazione degli indicatori demografici del 2019 e dalla realtà del sistema di welfare del Paese, con tutte le sue diseguaglianze territoriali e progettuali.
Giampaolo Collecchia, medico di medicina generale e studioso di medicina digitale partendo dalle offerte di dispositivi digitali indossabili anche per gli anziani s’interroga sugli sviluppi tecnologici e sui temi etici che sollevano.
Ferdinando Schiavo inserisce nella presentazione di un caso che gli è stato sottoposto il suo plauso e rispetto per gli ex allievi OSS, dei corsi regionali in cui insegna.

In questo aggiornamento compare spesso la parola “competenza/e”.
Per affrontare l’invecchiamento della società, il nostro paese, in tutte le sue istanze deve sapere dotarsi delle conoscenze e competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro, garantendo che siano equamente divise tra tutti gli attori in causa. A questa premessa contenuta nelle “Mille parole” si affianca l’intervista al sociologo Walther Orsi, che come volontario  nell’Associazione “Cittadinanzattiva”, ha ideato e ora coordina a Bologna il progetto “Buone pratiche sociali” che ha, tra i suoi obiettivi, la diffusione tra i cittadini delle necessarie conoscenze per affrontare temi quali la solitudine degli anziani, nuove forme di cohousing, la partecipazione dei cittadini.
Competenze per affrontare il proprio lavoro sono nel libro “Trame” di Tiziana Tesauro, che ci illustra le varie fasi di un laboratorio creato per la formazione degli operatori sanitari e sociali impegnati nella cura delle persone più fragili. Di questa ricerca intervento si parla anche nella mia presentazione del libro.

Tre parole unificano questo aggiornamento prenatalizio di Perlungavita.it: solidarietà, responsabilità, memoria.
Sono il filo conduttore del libro “Il treno dei bambini” di Viola Ardone, che recupera i valori originari di quell’iniziativa che, nel dopoguerra, portò migliaia di bambini da una Napoli, distrutta economicamente e socialmente, nelle città emiliane, che già avevano organizzato questo aiuto per l’infanzia di Roma.
Viola racconta nell’intervista come è stata conquistata da questa storia mentre Aude Pacchioni, una delle organizzatrici di quei treni parla, ancora oggi rivivendo con emozione quella esperienza, di tutto il lavoro preparatorio che la rese possibile, ma anche dello spirito di solidarietà, del senso di responsabilità di cui le famiglie accoglienti si fecero portatrici e dei rapporti che ne scaturirono negli anni seguenti.
Di questa storia si sta perdendo la memoria, anche se tanti sono i libri, i documentari, le canzoni che la ricordano, che ho riportato nelle “Mille parole” intrecciandoli con il colloquio con Aude.

Si parla in questo aggiornamento di popolazione  e di anziani, ma cercando di andare oltre le preoccupazioni e gli allarmi per l’invecchiamento della società italiana, per parlare di comunità, città, relazioni tra le generazioni.
Abbiamo intervistato il professore Alessandro Rosina docente di Demografia e Statistica sociale, percorrendo con lui riflessioni e analisi sui mutamenti avvenuti nel corso dei secoli sul filo del suo libro “Il futuro non invecchia” che ho letto per voi.
Da questo testo e dal colloquio con Rosina scaturiscono alcune delle mie considerazioni nelle “Mille parole” che, alla luce di calamità naturali che hanno colpito alcune città, Venezia in primis, si soffermano sulla fisionomia delle città odierne e del futuro che per loro si prospetta, viste con gli occhi degli anziani.

Un diverso modo di confrontarsi con la demenza, parlando di orgoglio, emozioni, angosce, ma anche benefici per anziani, famigliari e spesa pubblica.
Si approfondiscono alcune esperienze e realtà, per poter affrontare in un diverso modo la non autosufficienza e i cambiamenti demografici temi al centro delle “Mille parole”
Sull’esperienza della cohousing “Ca’ nostra” di Modena abbiamo intervistato Giuseppe Fiorani, coordinatore di una ricerca condotta da un gruppo interdisciplinare, sull’analisi dei costi e benefici di questo servizio, confrontato con altri interventi tradizionali.
Ancora sulla demenza Ferdinando Schiavo racconta il suo incontro con Wendy Mitchell, una signora di 63 anni, con una diagnosi di demenza a 58 anni, che ha deciso di non arrendersi.

Si parla di anziani a 360 gradi: uomini e donne, pazienti e curanti, nonni e consumatori, eroi dimenticati della storia, cittadini con il diritto di scegliere per la vita e per la morte, spesso ingabbiati nella solitudine ma anche con il coraggio di invecchiare.
Le “Mille parole” traggono spunto da un ripetersi di suicidi (omicidi/suicidi) di coppie di anziani, tragedie sempre più frequenti, con motivazioni diverse, ma un tratto comune: la solitudine.
L’intervista a Marina Piazza parte dal suo ultimo libro, che presento a latere, per parlare della “ vita lunga delle donne” con un messaggio: libere di invecchiare.

Questo aggiornamento di agosto di PLV ha trovato nella casualità dei diversi contributi, miei e degli altri collaboratori, quasi una univocità di argomenti, che si potrebbero accorpare sotto un titolo: sapere, conoscenza e ricerca per la cura futura dell’essere umano.
Perché alla fine, sembra che tutti o quasi, pur durante le vacanze, siamo attratti dal sapere cosa ci riservano i prossimi anni. Sarà l’incertezza del clima meteorologico e politico.

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