Infinito presente“Infinito presente” edito da Sperling & Kupfer nel 2017, è il secondo libro di Flavio Pagano che ha per sottotitolo “Una storia vera di amore, Alzheimer e felicità.
Qui si cambia registro nella rappresentazione “teatrale”, ma anche nella chiave narrativa.
Il romanzo diventa diario, l’improvvisazione famigliare diventa riflessione e “saggio” psicologico, pagando a volte in termini di appesantimento del racconto.
Gli attori riprendono il loro nome vero, perché è un diario ed entra in scena anche la madre, la protagonista principale a cui Pagano dà voce, come uno specchio catalizzatore delle emozioni e delle immedesimazioni altrui, quando chiede ad ogni famigliare di “intuarsi” (quanto è immediato il dialetto!) , nella vecchia che parla.

La scelta di assistere in famiglia- essendoci anche le condizioni ambientali, numeriche e relazionali per farlo- richiede anche una pratica collaudata nell’assistenza. Perché il caregiver, assumendo anche il termine “burocratico” di chi si prende cura, deve calarsi nel presente, nella realtà anche quando sgradevole e maleodorante.
La madre diventa una persona, con un nome Sara, che ha un colloquio e una percezione diversa di ogni membro della famiglia e che riassume nei suoi monologhi i valori che ha voluto trasmettere ai figli, l’amore prima di tutto verso gli altri da regalare” a piene mani, senza risparmio”, soprattutto quando si tratta dei propri figli.
Questo amore diffuso, sarà quello che aiuterà figli e famigliari ad affrontare le ansie devastanti, il dolore non rilevabile, lo stress della perdita di memoria le terribili crisi dove il non riconoscere le persone diventa fonte di aggressività e violenza.
Anche in questo secondo volume appaiono tanti operatori dei servizi sanitari nella loro generosità e capacità, ma anche nella incompetenza e nell’approssimazione.
Nella seconda parte del libro sembra ritornare lo spirito esplorativo e avventuroso del primo. In questo le riflessioni e gli interrogativi si soffermano sulle persone, sulla malattia e sulla comunità esterna. Nell’altro “Perdutamente” si concentravano sulla famiglia e sul suo impatto con una demenza che avanzava.
Non è possibile riassumere e riportare sentimenti ed emozioni. Richiamo alcuni passaggi? Cosa vuol dire “malattia”? l’Alzheimer è una malattia, nel suo riportare a galla infanzia e adolescenza, ricordi tristi e gioiosi, paure e desideri? Oppure ci mette di fronte ad uno scorrere di azioni, momenti, scelte che sta a noi affrontare, mettendoci coraggio? Dove si arresta la possibilità di dialogare con la persona con demenza? Siamo noi che non vogliamo capire? Eva, la bambola, cosa significa per Sara?
In tutto il libro permane questa forza e questo interrogativo: dove inizia la realtà? Dove si ferma la fantasia? Tra leggenda e realtà chi vince?
L’ultima parte che entra con forza nel libro parla dei caregiver.
Quale forza danno le strette di mano tra i caregiver e perché troppo spesso emerge quasi la vergogna per avere un familiare con l’Alzheimer? Scambiarsi una storia, servirsi delle parole può aiutare.
Un messaggio di questi due libri faccio mio o lo rilancio.
Poiché ancora non ne sappiamo il perché, con le demenze dobbiamo abituarci a convivere, in attesa che la scienza ci dica e ci dia qualcosa in più. Sollecitando e individuando tutti gli aiuti possibili che ci possono/debbono venire dal sistema pubblico, perché non si inizia, se non ad accettare, ma almeno ad abituarsi a convivere con questa “deviazione” senza vergognarsi né sentirsi in colpa quando si perde coraggio e forza? Perché non si parla con chi sta nello stesso pianerottolo, nello stesso condominio, nello stesso quartiere? Si scoprirà in quanti hanno vissuto o stanno vivendo gli stessi problemi.
Alla fine il messaggio più diretto e anche più nuovo di questi due libri è diretto alle tante persone che soffrono di demenza, ai loro famigliari e agli amici che sono una famiglia, sono un quartiere, una comunità che impara a parlarsi.
Citta senza muraUn terzo libro di Pagano, una raccolta di poesie, è uscito in qusti giorni, a chiudere la trilogia sull'Alzheimer: Città senza mura, edizione Fuorilinea


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