Libri

ALTER HABILITASLa lettura dell’ebook “Alter-Habilitas” (1) che l’Ente di ricerca accreditato “Alteritas- Interazione tra i popoli” ha pubblicato offre due opportunità: una di aggiornamento culturale, l’altra di riflessione sul nostro rapporto con la disabilità e con le persone che ne sono portatrici.
Si apprende una marea di informazioni, eventi, linguaggi, approfondimenti, concetti filosofici ed etici sull’evoluzione dei concetti di abilità/disabilità, abile/ disabile nei secoli e nelle diverse culture e sul rapporto tra società e persona con disabilità.
Si conferma quanto anche in questa nostra epoca sia necessario ripensare il rapporto con questa condizione di vita.
Cito tra tutte le patologie cognitive e relazionali che colpiscono ragazzi adulti e anziani, dall’autismo alle demenze non più soltanto senili. Il sentimento anche di vergogna che coglie i famigliari, il ritrarsi delle persone a fronte di comportamenti “strani” ha ancora in sé molte delle paure anche inconscie delle epoche precedenti.
Il volume è organizzato in tre sezioni che parlano di disabilità da tre diverse prospettive:
1)il linguaggio che individua la disabilità e il disabile,
2)l’evoluzione storica del rapporto tra disabilità e società coeva, la rappresentazione che ne viene data nelle elaborazioni teoriche, nella cultura, e soprattutto nella percezione che la comunità ha e aveva dei disabili e la loro inclusione/esclusione nella struttura sociale,
3)la collocazione di singole disabilità nel proprio contesto, anche in tempi diversi e le reazioni, positive e negative, che suscitano o hanno suscitato.

 

Infinito presente“Infinito presente” edito da Sperling & Kupfer nel 2017, è il secondo libro di Flavio Pagano che ha per sottotitolo “Una storia vera di amore, Alzheimer e felicità.
Qui si cambia registro nella rappresentazione “teatrale”, ma anche nella chiave narrativa.
Il romanzo diventa diario, l’improvvisazione famigliare diventa riflessione e “saggio” psicologico, pagando a volte in termini di appesantimento del racconto.
Gli attori riprendono il loro nome vero, perché è un diario ed entra in scena anche la madre, la protagonista principale a cui Pagano dà voce, come uno specchio catalizzatore delle emozioni e delle immedesimazioni altrui, quando chiede ad ogni famigliare di “intuarsi” (quanto è immediato il dialetto!) , nella vecchia che parla.

PerdutamenteHo iniziato a leggere “Perdutamente” di Flavio Pagano chiedendomi quale era la storia vera e quale la finzione letteraria. Perché anche nella sinossi di copertina si dice che questo è un romanzo, basato su una storia vera. Anzi nel libro successivo “Infinito presente” l’autore sembra voler favorire la storia vera, nata dal diario, scritto nel corso dell’assistenza alla madre.
Alla fine ho cambiato registro e chiave di lettura. Bisogna leggerli emozionandosi, ridendo e arrabbiandosi, soffermandosi su situazioni che molti hanno vissuto, perché tanti hanno ricordi analoghi.
Sono due libri con protagonista un’anziana donna colpita dall’Alzheimer, “perno” di una strampalata famiglia, guidata e governata da sentimenti ed emozioni esternati senza remore e censure, che ha deciso di assistere a casa la madre, anche nelle difficoltà della demenza che avanza.

Schermata 2018 09 18 alle 19.35.25“Mia madre è morta lunedì 7 aprile nella casa di riposo dell’ospedale di Pontoise, dove l’avevo portata due anni fa”. È l’incipit ripreso in quasi tutte le recensioni di questo ultimo libro (marzo 2018) di Annie Ernaux, “Una Donna” (L’Orma editore) ma è anche il filo di una matassa –la vita dell’autrice- che si snoda nel tempo, non rispettando una cronologia o eventi personali o collettivi, ma il riemergere nel cuore, nella mente di Annie di emozioni, sentimenti, rapporti e relazioni con se stessa, con le persone della famiglia, con gli amici e il mondo circostante.

Copertina LonganesiFiori sopra l inferno PIATTOCi sono tanti protagonisti in questo libro “Fiori sopra l’inferno” che sta riscuotendo tanto successo. È alla sesta edizione a poco più di sei mesi dalla pubblicazione.
In un paesaggio montano affascinante, bucolico ma spesso incombente e pauroso, rilassante ma anche misterioso, si muovono tanti protagonisti, ognuno con un ruolo specifico nella storia.
Ci sono gli abitanti di questo paesino, Travenì, un nome inventato, ma simile a tanti altri dell’alta montagna del Friuli, una comunità chiusa, ostile, non preparata ai cambiamenti, spaccata al proprio interno tra i cittadini, le istituzioni, i rappresentati delle Forze dell’ordine, ma omertosa nel coprire, anche i comportamenti più spregevoli. La frattura più pesante, anche se nascosta o ignorata è tra gli adulti e i bambini, che difendono la propria sopravvivenza alleandosi e sostenendosi tra loro.

manuela vaccariIL TEMPO DELLA CREAZIONE***
Quando ho saputo [1] che mia figlia aspettava un bambino, la gioia è stata per lei: sentivo che finalmente realizzava ciò che desiderava, che aveva conferma della sua integrità, della sua salute e della sua capacità generativa. Per me ho provato il sentimento della fine di un’epoca: come un completamento, un ciclo che si chiude. Ho pensato a un passaggio storico, al compimento della mia opera di madre, perché da ora mia figlia si sarebbe trovata al mio posto e io in una nuova posizione. Grazie a Francois Fleury [2] , etnoterapeuta e studioso di culture, ho ritrovato questa visione rappresentata tra le donne Kabil, dell’Algeria. Hanno un proverbio che recita: l’opera di una madre si conclude quando la figlia diventa madre a sua volta[3] .

I dirittiÈ la nostra un’età dei diritti, in cui più soggetti si affacciano al mondo rivendicando una loro visibilità, una loro individualità, il loro esserci in questa società e quindi un loro diritto a poter fruire e reclamare - indipendentemente dalla situazione personale, intellettiva, sanitaria, sociale, anagrafica - della considerazione, protezione e difesa da parte dell’assetto istituzionale e giuridico del loro paese.
Se alcune di questi individui/ cittadini hanno, per ragioni diverse, meno possibilità, opportunità, strumenti per veder rispettati dignità, salute, integrità, benessere è la società nel suo insieme che deve fornire le ancore di salvataggio e in questo caso diritti e istituti che garantiscono condizioni uguali di partenza.

“Legami di cura” rimandano subito ad altre situazioni: relazioni, confronti, contaminazioni, intrecci tra le persone, servizi, tradizioni, prestazioni.
In questo nuovo libro sui temi della longevità e della comunità, dopo “Abitare l’invecchiamento” Rosita Deluigi, mantenendo il suo sguardo pedagogico sul tema, mette sotto i riflettori le badanti, questa figura sempre un po’ trasparente, delineata per ciò che fa e mai per ciò che è.
Esistono tanti libri sulle badanti, in particolare per sottolineare, come madri, il dramma che hanno alle spalle dei figli abbandonati, “gli orfani bianchi”. Oppure il libro “meravigliato” di qualche buona penna che, per esperienza diretta, scopre che dietro la badante c’è la persona. Pochi sono quelli sulla donna, la lavoratrice, la migrante, l’essere umano.

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