Libri

 

Infinito presente“Infinito presente” edito da Sperling & Kupfer nel 2017, è il secondo libro di Flavio Pagano che ha per sottotitolo “Una storia vera di amore, Alzheimer e felicità.
Qui si cambia registro nella rappresentazione “teatrale”, ma anche nella chiave narrativa.
Il romanzo diventa diario, l’improvvisazione famigliare diventa riflessione e “saggio” psicologico, pagando a volte in termini di appesantimento del racconto.
Gli attori riprendono il loro nome vero, perché è un diario ed entra in scena anche la madre, la protagonista principale a cui Pagano dà voce, come uno specchio catalizzatore delle emozioni e delle immedesimazioni altrui, quando chiede ad ogni famigliare di “intuarsi” (quanto è immediato il dialetto!) , nella vecchia che parla.

PerdutamenteHo iniziato a leggere “Perdutamente” di Flavio Pagano chiedendomi quale era la storia vera e quale la finzione letteraria. Perché anche nella sinossi di copertina si dice che questo è un romanzo, basato su una storia vera. Anzi nel libro successivo “Infinito presente” l’autore sembra voler favorire la storia vera, nata dal diario, scritto nel corso dell’assistenza alla madre.
Alla fine ho cambiato registro e chiave di lettura. Bisogna leggerli emozionandosi, ridendo e arrabbiandosi, soffermandosi su situazioni che molti hanno vissuto, perché tanti hanno ricordi analoghi.
Sono due libri con protagonista un’anziana donna colpita dall’Alzheimer, “perno” di una strampalata famiglia, guidata e governata da sentimenti ed emozioni esternati senza remore e censure, che ha deciso di assistere a casa la madre, anche nelle difficoltà della demenza che avanza.

Schermata 2018 09 18 alle 19.35.25“Mia madre è morta lunedì 7 aprile nella casa di riposo dell’ospedale di Pontoise, dove l’avevo portata due anni fa”. È l’incipit ripreso in quasi tutte le recensioni di questo ultimo libro (marzo 2018) di Annie Ernaux, “Una Donna” (L’Orma editore) ma è anche il filo di una matassa –la vita dell’autrice- che si snoda nel tempo, non rispettando una cronologia o eventi personali o collettivi, ma il riemergere nel cuore, nella mente di Annie di emozioni, sentimenti, rapporti e relazioni con se stessa, con le persone della famiglia, con gli amici e il mondo circostante.

Copertina LonganesiFiori sopra l inferno PIATTOCi sono tanti protagonisti in questo libro “Fiori sopra l’inferno” che sta riscuotendo tanto successo. È alla sesta edizione a poco più di sei mesi dalla pubblicazione.
In un paesaggio montano affascinante, bucolico ma spesso incombente e pauroso, rilassante ma anche misterioso, si muovono tanti protagonisti, ognuno con un ruolo specifico nella storia.
Ci sono gli abitanti di questo paesino, Travenì, un nome inventato, ma simile a tanti altri dell’alta montagna del Friuli, una comunità chiusa, ostile, non preparata ai cambiamenti, spaccata al proprio interno tra i cittadini, le istituzioni, i rappresentati delle Forze dell’ordine, ma omertosa nel coprire, anche i comportamenti più spregevoli. La frattura più pesante, anche se nascosta o ignorata è tra gli adulti e i bambini, che difendono la propria sopravvivenza alleandosi e sostenendosi tra loro.

manuela vaccariIL TEMPO DELLA CREAZIONE***
Quando ho saputo [1] che mia figlia aspettava un bambino, la gioia è stata per lei: sentivo che finalmente realizzava ciò che desiderava, che aveva conferma della sua integrità, della sua salute e della sua capacità generativa. Per me ho provato il sentimento della fine di un’epoca: come un completamento, un ciclo che si chiude. Ho pensato a un passaggio storico, al compimento della mia opera di madre, perché da ora mia figlia si sarebbe trovata al mio posto e io in una nuova posizione. Grazie a Francois Fleury [2] , etnoterapeuta e studioso di culture, ho ritrovato questa visione rappresentata tra le donne Kabil, dell’Algeria. Hanno un proverbio che recita: l’opera di una madre si conclude quando la figlia diventa madre a sua volta[3] .

I dirittiÈ la nostra un’età dei diritti, in cui più soggetti si affacciano al mondo rivendicando una loro visibilità, una loro individualità, il loro esserci in questa società e quindi un loro diritto a poter fruire e reclamare - indipendentemente dalla situazione personale, intellettiva, sanitaria, sociale, anagrafica - della considerazione, protezione e difesa da parte dell’assetto istituzionale e giuridico del loro paese.
Se alcune di questi individui/ cittadini hanno, per ragioni diverse, meno possibilità, opportunità, strumenti per veder rispettati dignità, salute, integrità, benessere è la società nel suo insieme che deve fornire le ancore di salvataggio e in questo caso diritti e istituti che garantiscono condizioni uguali di partenza.

“Legami di cura” rimandano subito ad altre situazioni: relazioni, confronti, contaminazioni, intrecci tra le persone, servizi, tradizioni, prestazioni.
In questo nuovo libro sui temi della longevità e della comunità, dopo “Abitare l’invecchiamento” Rosita Deluigi, mantenendo il suo sguardo pedagogico sul tema, mette sotto i riflettori le badanti, questa figura sempre un po’ trasparente, delineata per ciò che fa e mai per ciò che è.
Esistono tanti libri sulle badanti, in particolare per sottolineare, come madri, il dramma che hanno alle spalle dei figli abbandonati, “gli orfani bianchi”. Oppure il libro “meravigliato” di qualche buona penna che, per esperienza diretta, scopre che dietro la badante c’è la persona. Pochi sono quelli sulla donna, la lavoratrice, la migrante, l’essere umano.

 È il racconto di un’esperienza, questo volume edito dai due partner promotori, l’INPS nell’ambito del suo progetto Home Care Premium (HCP) e l’Azienda Sanitaria provinciale di Catanzaro soggetto attuatore con altri enti e associazioni presenti nel territorio del distretto Catanzaro Lido, ma non solo. Lo scrive, con altri, il sociologo Franco Caccia, coordinatore del progetto, di cui ci illustra, con un contributo specifico per PLV, il percorso e i risultati.
Ho scelto di presentare il libro per tre motivi precisi:
• È la sintesi finale di un progetto conosciuto perché presentato in diversi convegni e iniziative in tutta Italia;
• È un prodotto specifico del progetto HCP attuato a Catanzaro;
• È per se stesso un “progetto” comunicativo, pensato e realizzato con alcune scelte editoriali e grafiche precise.

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