Libri

la ragazza con gli occhi di cartaC’è stato un trailer atipico, su carta, per l’esordio di Teresa Battaglia, la commissaria con l’Alzheimer, prima di comparire in “Fiori sopra l’inferno” (2018).
L’ho ritrovata in un racconto breve dell’autrice, Ilaria Tuti, “La ragazza dagli occhi di carta” pubblicato nel 2015 da Nero Press Edizioni, disponibile in ebook. Ci sono gli stessi protagonisti, (il commissario e la sua squadra) con qualche contraddizione temporale rispetto alla pubblicazione del libro successivo, gli stessi luoghi, il tema ricorrente della violenza sulle donne che Teresa conosce in prima persona, un intreccio tra realtà quotidiane ed avvenimenti, tra l’horror e fantascientifico.

Il sogno della macchinaLa “macchina da cucire” un sogno, un riscatto, un totem al centro della cucina.
Non avevo letto altri libri di Bianca Pitzorno, che conoscevo più come autrice di romanzi per bambini.
Poi mi è capitato tra le mani “Il sogno della macchina da cucire” (Bompiani editore-2018) e mi ha fatto fare un balzo all’indietro di sessanta e forse più anni quando la macchina da cucire (o la macchina da maglieria) stazionavano al centro della cucina in casa mia come in tutte le altre abitazioni del carpigiano e in tutta la bassa provincia modenese.
Dopo aver letto il libro di Bianca Pitzorno ho ripensato a quanta strada è stata fatta dall’ottocento ad oggi, ma quanti buchi neri sono ancora aperti o si riaprono continuamente per la conquista dei diritti al lavoro e alla libertà per le donne.

Ninfa dormienteÈ tornata Teresa Battaglia, il commissario di polizia, specializzato in profiling che lotta con il morbo di Alzheimer, con una nuova indagine “Ninfa dormiente” (editore Longanesi).
La sua creatrice Ilaria Tuti, è stata intervistata da PLV dopo il suo romanzo d’esordio “Fiori sopra l’inferno”, già tradotto in vari paesi europei, dalla Scandinavia alla penisola iberica, in Turchia e in Israele, negli Usa e in Canada, selezionato dal Times come “Crime Book of the month” nel marzo 2019
Ilaria ha già inventato il suo stratagemma per fare di Teresa un’investigatrice con un futuro. Indagherà sui “cold case”, i delitti irrisolti, per non vivere l’ansia che le defaillance della sua memoria per la patologia incombente, possano ritardare la scoperta del colpevole in un crimine “caldo”.

Lamore che duraSe mi si chiedesse a chi vorrei assomigliare tra le varie figure femminili che Lidia Ravera ci propone nei suoi libri non avrei dubbi: Emma, la protagonista di “L’amore che dura” l’ultimo romanzo pubblicato (2019-editore Bompiani).
Ho letto il libro tutto d’un fiato, aiutata dalla struttura narrativa e dalla attrattiva dei protagonisti
Non mi aveva convinto Costanza, la protagonista di “Terzo tempo” (qui) e avevo espresso le mie perplessità sia nell’intervista con l’autrice, sia nella presentazione del libro. Elisabetta de “Gli Scaduti”(qui) scompariva, con il marito in quell’ angosciante racconto di rottamazione.
Avevo ammirato Iris di “Piangi pure”,(qui) una figura poetica di un tempo passato, ma che con i suoi 79 anni non ti chiedeva di misurarti, ma solo di sperare di avere la stessa vita a quella età.

Nonna dimentica copertina Edizioni EricksonUn piccolo gioiellino, ben illustrato, piacevole a leggersi, utile strumento educativo: questo è il volumetto “Nonna dimentica” di Paul Russell e Nicky Johnston, pubblicato dalla casa editrice Erickson,pensato e scritto in base alla loro esperinza, per aiutare gli adulti a spiegare ai bambini cosa è la malattia che ha colpito la nonna.
Due commenti puntuali sono riportati nelle copertine: “Vi aiuterà a trovare un nuovo modo di continuare ad essere una famiglia” ( Sunday Telegraph), “ Un libro pieno di affetto e di buffa tenerezza”” (The Guardian).
Nelle illustrazioni, tipiche dei libri per l’infanzia, si immaginano le varie situazioni in cui i bambini si ritrovano con la nonna, un po’ sperduta.
Nella postfazione la Guida per l’adulto diEloisa Stella, con le istruzioni per l’uso..
Eloisa che già abbiamo ospitato con le sue riflessioni e i suoi progetti su Perlungavita.it ci spiega perché è importante dare spiegazioni ai bambini, perché osservano e imparano da ciò che vedono, perché non si devono sentire esclusi dal mondo degli adulti con risposte improprie e perché hanno bisogno di essere compresi.

Chris Bonner“Evitare stress inutili (alla persona con demenza)”di Chris Bonner è un libro della collana “Assistere gli anziani” curata da Maria Luisa Raineri per la casa editrice Erickson. L’autore, australiano è un farmacista clinico, specializzato in assistenza geriatrica, professore universitario. Svolge attività di consulenza e formazione nelle strutture residenziali e ha condotto numerose ricerche proprio sull’uso dei farmaci e fa parte di numerose commissioni governative. Sin dall’inizio denuncia, proprio perché conoscitore della materia, la pericolosità della somministrazione di farmaci, in maniera non corretta ad anziani con demenza. (ma non solo a loro!).
L’avevo appena ricevuto, ma volevo legarlo, come faccio di norma, ad un contesto specifico, come questo aggiornamento in cui si parla di un corretto uso dei farmaci per gli anziani, in particolare se donne.

Schermata 2019 03 06 alle 15.54.05Il libro di Enzo e Nicola Ciconte tratta di un episodio specifico, il ripudio del matrimonio da parte del ministro Crispi, come se mai fosse avvenuto, tra lui e Rosalie e l’asservimento della Magistratura.
Il libro è diviso in tre parti perché non si può parlare di quell’inchiesta, delle conclusioni e del clima circostante, se non ricostruendo la storia e la personalità dei due protagonisti. Di questi parla nelle prime due parti Enzo Ciconte. Nella terza parte è analizzata e commentata da Nicola Ciconte sia la fase istruttoria sia la sentenza finale. Le conclusioni sono a quattro mani.
Il racconto di Enzo Ciconte parte dal matrimonio nel 1854 e si conclude con l’inchiesta sul reato di bigamia di cui Crispi è accusato nel 1878.
Se Maria Attanasio scrive per Rosalie il diario che lei avrebbe potuto lasciarci, Enzo Ciconte è il cronista dell’epoca, che nelle vesti dei giornali del tempo, con una lente non oscurata dal clima politico d’allora, rilegge una storia di negazione dei diritti di una donna, di asservimento alla classe politica di tutti potenti del momento, compreso gli amici “rivoluzionari” di Crispi, che oltre che la fede mazziniana hanno abbandonato anche gli ideali di giustizia abbandonando Rosalie.
Nicola Ciconte partendo dalle carte rilegge l’asservimento della magistratura napoletana.

Schermata 2019 03 06 alle 15.41.41La storia la scrivono sempre i vincitori e sono uomini. Se il vincitore è pure un politico e nel caso anche il marito, la verità diventa un miraggio.
Questa è la storia di Rosalie Montmasson, nome sconosciuto ai più, perché non compare neppure nei nostri vecchi sussidiari di storia che tanto amavano eroi e eroine. Per noi la sua storia inizia nello stesso anno, il 1849, in cui Anita Garibaldi muore nella pineta di Ravenna.
Ma non è il solo legame tra le due donne.
Perché Rosalie Montmasson fu l’unica donna a partecipare, per volontà del Generale alla spedizione dei Mille in Sicilia, nel 1860.
Il vincitore, suo marito, Francesco Crispi potente politico post Unità d’Italia, l’abbandonò, nascose le carte del matrimonio, rinnegando l’unione e condannò Rosalie all’oblio. Fu “ripudiata” con l’aiuto della magistratura, della chiesa cattolica e della nuova classe politica post unitaria.

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