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La casa

Se dovessimo sintetizzare diremmo: l’anziano è la sua casa. Perché la casa è il contenitore, ma anche l’immagine della sua identità.

Potremmo parlare dei legami tra l’anziano e la sua casa con diverse angolature, tutte riconducono all’esistenza di un nesso inscindibile, di cui tener conto sia quando si parla con l’anziano sia quando, con lui e solo con lui, si propongono variazioni per il suo futuro.

La casa non si vorrebbe mai abbandonare e se si è costretti a farlo, per un qualche motivo, si rischia uno stress e uno scompenso come per la perdita di una persona cara.

Questo nodo, continuamente rinsaldato da cose, sentimenti, relazioni e ricordi, è fortunatamente oggi messo al centro anche delle politiche dei servizi, perché da esso non si può prescindere. Ed allora tutta l’elaborazione di questi anni del concetto di domiciliarità, d’assistenza domiciliare, d’ospedalizzazione a domicilio, ma anche di servizi per l’adattamento dell’ambiente domestico.

La casa diventa quindi un termine di riferimento delle politiche, delle attività e opportunità che il sistema sociale deve affrontare.

Si confrontano con la casa dell’anziano i familiari conviventi e no, gli operatori dei servizi domiciliari, il medico di famiglia, le amministrazioni comunali nei settori casa, urbanistica, infrastrutture, le agenzie regionali di gestione dell’edilizia residenziale pubblica.

C’è chi è chiamato ad operare su una condizione data, (operatori, medici, vicini ed altri) ma può segnalare a chi compete, sperando di essere ascoltato, mancanze inefficienze, se non fatiscenze.

C’è chi può adottare sia misure preventive con piani d’investimento per un’edilizia pubblica idonea, come i politici e gli amministratori, e chi può cercare di gestire la presenza di diversi anziani in uno stesso condominio o quartiere come succede nelle “ case popolari” favorendo socializzazioni, ristrutturazioni e adeguamenti.

Sulla casa e/ sulle politiche per la casa molti sono chiamati ad intervenire, con ruolo diversi. Cerchiamo di offrire qualche suggerimento o standard con cui confrontarsi.

Poiché rappresenta la sua identità, non è quasi mai posta in discussione. Ci sono però degli eventi che dovrebbero far riflettere, per poterne continuare a fruirne al più a lungo possibile.

Le prime scadenze si pongono quando i figli si sposano ed escono di casa e si devono ripensare abitudini, ambienti, occupazioni.

Oppure si rimane soli per la scomparsa del partner.

Ci sono azioni individuali, ma altre coinvolgono, a volte indirettamente come esecutori, i familiari più stretti: il coniuge, i figli, il/la convivente.

La valutazione sulla casa, sia in affitto che in proprietà (discorso a parte per gli affittuari delle case d’edilizia pubblica) chiede una prima riflessione individuale. La casa sono mura che accolgono, ma anche una cassaforte di ricordi e di momenti. A volte è quella dove si è sempre vissuti, più spesso ci si è trasferiti con il matrimonio o la nascita dei figli.

Ora bisogna pensare a quelle decine di anni futuri che ci attendono e farlo nella più totale autonomia e convinzione, scansando le trappole dei sentimenti familiari. Occorre prendere in considerazione alcuni aspetti.

Ne indichiamo alcuni con possibili percorsi da seguire.

La casa

Autovalutazione

Azioni da verificare

I familiari più stretti sono facilmente raggiungibili o viceversa (se lo si desidera)

La distanza e la percorribilità (ad esempio a piedi o con mezzi pubblici) tra le case dei familiari esterni e la propria

Si vuole dare supporto incondizionato ai figli e ai nipoti o essere disponibili solo in situazioni programmate o d'emergenza

E’ una considerazione strettamente personale: decidere in base alle considerazioni sullo stato attuale e sulle possibili evoluzioni  il tipo di rapporto da mantenere con i familiari in base alle esigenze di ciascuno, oggi e domani.

Lo spazio è adeguato o sovradimensionato, frazionabile o no

 

Ricorrere ad un tecnico di fiducia o rivolgersi presso le associazioni di categoria dei piccoli proprietari ( se si possiede  l'appartamento) o alle associazioni degli inquilini

La manutenzione  e la gestione sono economicamente sostenibili dal nucleo famigliare residuo

Valutazione dell'appartamento, dello stato del mercato dell'affitto, delle manutenzioni o delle ristrutturazioni necessarie all'appartamento, quelli possibili e sostenibili o convenienti economicamente;

È accessibile e vivibile, in presenza di difficoltà  motorie, sempre ipotizzabili anche per invalidità temporanee; esistono: ascensore, porte adeguate, bagni funzionali;

Valutazione dei possibili adattamenti anche nel futuro alle esigenze di persone con ridotta mobilità

È accessibile e vivibile, in presenza di difficoltà  sensoriali e psichiche, sempre ipotizzabili anche per invalidità temporanee: udito, vista problemi cognitivi

 

- corridoi  ben illuminati e senza mobili che ingombrano il cammino;

- interruttori e prese ad altezza adeguata;

- scalini e dislivelli vanno sostituiti con scivoli e pedane fisse;

- nella doccia (preferibile alla vasca), installare un box fisso e non tende mobili e un sedile ribaltabile (come quello dei corridoi dei treni);

- mettere maniglioni, per potersi afferrare, a fianco dei rubinetti della doccia e dei sanitari ;

- adeguare le altezze dei sanitari;

- gli infissi devono essere manovrabili dall’ interno o comunque senza sporgersi;

- maniglie e rubinetti non devono essere a pomolo ma con una facile presa;

-lampade e lampadari devono illuminare senza creare coni d’ombra;

-il letto deve essere regolato ad una altezza che permetta di scendere e salire senza difficoltà e percorribile sui tre lati;

- i pensili di cucina vanno resi accessibili in tutte le parti senza uso di sgabelli;

- la lavatrice si deve aprire dall’alto (per non costringere a piegarsi) e avere il quadro comandi visibile

- tappeti, stuoini,  scendiletto  vanno eliminati o fissati al pavimento con nastri biadesivi o velcro;

- lampade, attaccapanni  vanno fissati al suolo o messi a parete.

I negozi di prima necessità, le fermate dei mezzi pubblici di trasporto, i presidi sanitari di primo intervento ( centri prenotazioni, analisi) sono vicini;

Fare una valutazione complessiva della localizzazione dell'appartamento in base ai criteri di accessibilità* ai servizi

Ci sono nella prossimità servizi di quartiere centri e associazioni per il tempo libero: palestre, centri sociali, organizzazioni culturali, parchi, piste ciclabili e pedonali

Procurarsi indirizzi e programmi di attività

Dotarsi di piantine e opuscoli  sui percorsi

Valutare complessivamente l’ambiente costruito*

Dal 2006, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha lanciato il programma delle città amiche degli anziani, cogliendo una palese dissonanza e contraddizione tra il previsto aumento della popolazione anziana e delle possibilità disabilità sensoriali e la riproposizione di modelli di sviluppo urbanistico ritagliati su una popolazione che usa l’automobile, va di fretta e non considera la distanza un ostacolo.
Ci si scorda spesso che una città a misura di anziano è ugualmente più vivibile per i bambini e per le loro mamme, per coloro che sono colpiti da una invalidità temporanea e, alla fine, per chiunque si riproponga uno stile di vita diverso, anche solo facendo una “corsetta” al mattino non tra i gas di scarico.
(Global network of age-friendly cities' - OMS).

Le caratteristiche di una città amica possono ricondursi a tre indicatori:

a)  il perno su cui ruota l’impianto urbanistico sono i quartieri abitati e la casa;

b) i quartieri residenziali devono essere dotati dei servizi indispensabili (verde negozi, scuole, presidi sociosanitari;

c) le percorrenze del sistema pubblico di trasporti, i percorsi agevolati ciclabili e pedonali devono prevedere un agevole collegamento tra l’abitazione ei servizi di prima necessità non a dimensione di quartiere

Abbiamo sintetizzato alcuni standard minimi:

La casa e la città

Requisiti di quartiere

Standard

Presenza di zone verdi di vicinato

Nel raggio di 300/500 m

Presenza di negozi di prima necessità (centri di vicinato)

Nel raggio di 300/500 metri

Presenza di una sede di servizio pubblico (centri di quartiere) con alcune funzioni indispensabili: anagrafe, biblioteca, segretariato sociale ed altro in conformità all’organizzazione urbana

Nel raggio di 1000/2000 metri

Fermate del servizio pubblico protette

Presenza di pensilina, panchine e orari e insegne con lettere a grandi dimensioni

Autobus attrezzati

Predellino abbassabile, insegne luminose esterni ben visibili, sistema di comunicazione orale sia al momento della fermata per annunciare il numero dell’autobus e all’interno per le fermate

Percorsi pedonali protetti

Tra abitazioni e servizi (negozi, centri di quartiere, scuole eccetera

Percorsi ciclabili

Tra abitazioni e servizi (negozi, centri di quartiere, scuole eccetera9 e per altri servizi primari, presidio sanitario, biblioteche, mercati

Eliminazione delle barriere a terra

Livellare i marciapiede al terreno in prossimità di semafori, attraversamenti pedonali ecc

Semafori per ciechi e con tempi di attraversamento adeguati

Segnali acustici, guide agli accessi all’attraversamento

L’appartamento è un microcosmo in un palcoscenico più ampio: l’ambiente edilizio, il condominio.
Si sono abbandonati nel corso degli ultimi anni quegli spazi comuni di servizio, lavanderia, stenditoio, deposito di biciclette.

Solo nelle ristrutturazione di intere aree degradate, all’interno di “Progetti di quartiere” si sono recuperati e valorizzati questo spazi, prevedendo anche luoghi di incontro e socializzazione.
E’ un concetto in controtendenza rispetto agli attuali tempi e stili di vita, in cui tutto si racchiude nel proprio appartamento.

La famiglia risolve individualmente le proprie necessità di servizio (ad esempio anche per un asilo nido) e ancor di più per gli anziani. Hanno contribuito a ciò una necessità di diminuire spese condominiali su luoghi comuni, ma anche filosofie di vita molto individualiste o familiste.

Per le persone con disabilità o anziani, una delle condizioni per poter rimanere nella propria abitazione nasce dalla presenza di un “ condominio solidale” e non solo perché abitato esclusivamente da anziani e disabili (con il rischio della ghettizzazione), ma perché tra tutti i residenti s’instaurano relazioni positive che superano le ormai quasi “legittimate” conflittualità condominiali, che rendono la vita prigioniera di regole egoistiche.

Nella valutazione della casa rientrano anche quelle riguardanti il condominio.

La casa e il condominio

Requisiti

Standard

Assenza di barriere architettoniche

Presenza di ascensore al piano terra,niente gradini all’accesso

Spazio di incontro interno/esterno al condominio

Giardino esterno, ambiente comune interno

Sicurezza esterna

Cancelli e porte con chiusure efficienti, persiane e finestre antisfondamento Videocitofono

Sicurezza interna

Spioncino di avvistamento sulla porta d’ingresso, chiusura di sicurezza e/o citofono interno

Convenienza gestionale

Possibilità di controllo dei consumi di gestione (acqua, gas, luce, riscaldamento) adozione di sistemi di risparmio (pannelli solari, risparmio energetico ecc)

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