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lorena gavillucciRimanere nella propria casa, fra le pareti conosciute dove ogni passo è carico di vita vissuta, fra i ricordi e gli affetti di una vita, è sempre la prima scelta. Può affievolire il disagio di un'autonomia che scema lentamente, sicuramente aiuta a vivificare la memoria con angoli e oggetti significativi per la persona.
Sul piano organizzativo è tutto fattibile, ma si tratta sempre di decisioni personali e familiari alle quali occorre affiancarsi, mai imporsi. Ogni storia è a sé, che si sia assistito, familiare od operatore poco cambia, sono mille le sfaccettature del nostro esistere, complesso il piano psicologico, necessario per tutti far coesistere il più serenamente possibile momenti di vita e di lavoro.

maristella milaniBologna vanta una importante e lunga tradizione di solidarietà e senso civico, che nel tempo è cresciuta, si è rafforzata ed ha anche assunto elementi innovativi.
Proprio qui è esploso, ad esempio, il fenomeno delle cosiddette social street, un modo di utilizzare gli strumenti dell'informatica per avvicinare le persone, e ricreare comunità unite e collaboranti a partire dai propri vicini di casa. Il fenomeno si è rapidamente diffuso, nella stessa Bologna e in altre città.
Interessarsi alla vita quotidiana del territorio attraverso la sua cura migliora la qualità della nostra stessa vita e dei luoghi in cui viviamo, sia con piccoli gesti o con iniziative più ampie, allo scopo di influenzare positivamente la vivibilità di una zona, soprattutto con il contributo della comunità che lo abita o lo frequenta.

manuela berardinelliPer spiegare cosa è il Progetto di Alzheimer Uniti Italia “La città amica della persona con demenza”, (Dementia Friendly Community)devo per forza partire dalla motivazione che mi ha spinto ad impegnarmi nel Terzo Settore.
La scelta di fare volontariato è, come quella di tanti altri, frutto di un’esperienza diretta di dolore, di abbandono.
Divido la mia vita in due parti: prima e dopo l’Alzheimer…
Uno spartiacque netto che ha diviso la mia esistenza stravolgendola nelle modalità, abitudini, affetti, ruoli, persino modificando quelle che consideravo le mie attitudini …
Mentre assistevo impotente alla sofferenza di mio padre pensavo che doveva esserci un altro modo di vivere la malattia, e, qualora non ci fosse stato, occorreva crearlo.
Sono trascorsi tanti anni, ho capito che la malattia è brutta (ma quale patologia è piacevole?!), ma non così terribile come tanti di noi l’hanno vissuta o la stanno vivendo…

renato frisanco

Il testo di legge sulla Riforma del Terzo settore, recentemente emanato dopo due anni di lavori parlamentari, costituisce un’innovazione normativa importante perché affronta con una visione d’insieme un settore molto differenziato al suo interno e, come qualcuno sottolinea, piuttosto “magmatico”. Al processo di differenziazione-specializzazione del composito universo di soggetti privati che erogano e producono servizi di pubblica utilità senza scopo di lucro, che si è determinato a partire dagli anni ’80, ha fatto seguito il riconoscimento giuridico delle diverse famiglie di questa galassia.

rita rossiSono purtroppo molteplici i possibili abusi da mettere in conto nell'esistenza quotidiana della persona anziana, e ciò a prescindere dal fatto che l'anziano sia in possesso o meno delle proprie facoltà cognitive.
Certo, se in condizioni di piena facoltà intellettiva, l'anziano sarà maggiormente in grado di fronteggiare la situazione che gli si presenta, ma va sempre considerato che l'incedere degli anni porta con sè, inevitabilmente, una fragilità esistenziale che potrebbe ridurre la forza di reagire alle trascuratezze dei familiari o del care giver, o alle iniziative malevole degli uni o dell'altro o anche di terzi.

 

patrizia taccaniSul primo numero di maggio del 2011 Per Lunga Vita aveva già ospitato un mio contributo sull’argomento, anche se in quell’occasione si voleva, in particolare, segnalare l’uscita di un volume “Ferite invisibili. Il mal-trattamento psicologico nella relazione tra caregiver e anziano”(1). Si tratta quindi per me, ora, di riprendere un tema sul quale ho lavorato con colleghi per molto tempo, attraverso approfondimenti teorici e con una ricerca sul campo volta a indagare il tema del maltrattamento psicologico nel lavoro di cura informale.

cosetta grecoCosetta Greco

 

 

 

 

  

mariagabriella melchiorreMaria Gabriella Melchiorre


 

 


giovanni lamuraGiovanni Lamura

Il maltrattamento nei confronti degli anziani è un fenomeno complesso, non ancora sufficientemente approfondito in Italia. L’abuso degli anziani incide su vari aspetti (sociali, legali, economici ecc) ed assume forme di diverso tipo quali maltrattamento psicologico, fisico, economico e finanziario, oltre che abbandono, con conseguenze per la salute psico fisica dell’anziano. Al fine di fornire una risposta, seppur parziale, a questo fenomeno, nasce a partire dal 3 novembre 2010 il “TAM TAM - Telefono Anziani Maltrattati”, un servizio preposto alla raccolta telefonica di segnalazioni inerenti episodi di abuso e maltrattamento a danno di persone anziane.

francesca carpenedoIl TAM– Telefono Anziani Maltrattati- si basa sull'esperienza di un'Associazione denominata ALMA - Allô Maltraitance des Personnes Agées, che dal 1995 si occupa del problema in Francia attraverso una rete di centri d'ascolto che operano a livello locale. Adattando alla realtà italiana questo modello, nel 1999 la Fondazione LN-A Onlus ha dato vita a Milano al primo centro TAM. Nel 2001 la cooperativa Solimai ha aperto il centro di Udine, in convenzione con la sede di Milano.

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