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Una locandina esposta nei  luoghi pubblici della Provincia di Ferrara stampata per iniziativa oltre che dell'Amministrazione Provinciale, della Prefettura di Ferrara, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Come affrontare la complessità della cura, come valore e come comportamento, come bisogno e come offerta, come aspettativa e come diritto, come competenza e come riconoscimento?

 

Prendersi cura dei luoghi di cura

L'attenzione e sensibilità ai principi base della qualità tesa a garantire la tutela del diritto del cittadino e la qualità delle cure, obbligatoriamente ci porta a considerare come accessibilità, comfort, privacy e gradevolezza degli ambienti rappresentano in ogni specialità medica un aspetto importante nella relazione con il fruitore dei servizi.

A maggior ragione nel campo della salute mentale questi aspetti divengono fondanti della relazione terapeutica e quindi parte stessa del trattamento riabilitativo oltre che coerenti ai principi di umanizzazione e di garanzia di tutela dei diritti di ogni cittadino e persona, a prescindere dallo stato sociale, diagnosi o etnia. In tal senso è stato pensato e ristrutturato il nuovo Centro di Salute Mentale di Cesena con annesso Centro Diurno e ospitalità anche notturna per le persone in difficoltà. Spazi, luoghi e stanze con arredamenti "domestici" che superano i concetti di luoghi speciali per la cura, divenendo casa con assistenza e professionalità a supporto del momento anche terapeutico. Il bancone di accesso, il salotto relax, la cucina autogestita, gli spazi per il laboratorio e gli stessi ambulatori per le visite sono altro dal sanitario, sono luoghi di incontro e relazione. Cosi, abbiamo eliminato, ad esempio, gli ambulatori medici trasformandoli in salotti per i colloqui dove equipe e utenti e famigliari siedono in poltrone e divani in ambienti colorati, empatici e luminosi.

Si è curato anche l'esterno del CSM con giardino, con le mura dipinte da un gruppo di lavoro di 30 persone in carico al servizio. Il CSM 24 ore verrà inaugurato il 21 giugno.

 

Avviamo  un nuovo archivio dedicato alle esperienze d’innovazione e qualità nei servizi sociali e sociosanitari. In questi due mesi di attività, navigando su siti web o nel corso d’incontri ed eventi ci sono state segnalate  diverse buone prassi. Le abbiamo raccolte e  le segnaliamo, in questa sezione.

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Progetto Sociale “TUTTI SU DA TERRA” promosso da una rete di associazioni, istituzioni e organizzazioni sindacali dei pensionati del distretto di Mirandola e sostenuto dal Centro di Servizio per il Volontariato di Modena.

RACCOMANDAZIONI UTILI PER NON CADERE

altAUSL BOLOGNA: Una guida alla terza età

Invecchiare bene si può. Per esempio scegliendo stili di vita e comportamenti che favoriscono una buona qualità della vita. Una dieta equilibrata e una regolare attività fisica possono ridurre l’incidenza di alcune malattie tipiche dell’invecchiamento, coltivare interessi e socializzare con altre persone può ridurre il disagio psicologico e sociale associato all’invecchiamento.

pietro piersanteL’aumento dei casi di patologia neurodegenerativa (demenza Alzheimer type, demenza frontotemporale, parkinsonismi atipici) ha inesorabilmente condotto alla richiesta sempre più pressante di assistenza socio-sanitaria alla persone non più autonome per le attività della vita quotidiana (ADL e IADL).
Le stime, per i paesi occidentali e non solo, sono orientate a una costante crescita di incidenza e prevalenza di nuovi casi. Basti pensare all’incidenza via via crescente dei casi di demenza dai 65 anni in su, che porta a percentuali di circa 20% per gli over 85 anni; se correliamo questi dati al progressivo innalzarsi dell’età media della popolazione, abbiamo dati molto sconcertanti in termini numerici, tanto da realizzare una sorta di emergenza socio assistenziale.

Franco cacciaIl testo nasce all’interno di un’esperienza concreta e per molti versi innovativa di cura a domicilio di persone non autosufficienti. Nel periodo 2013-2017 l’azienda sanitaria di Catanzaro, in partenariato con l’Inpdap, ente previdenziale dei dipendenti pubblici, successivamente assorbito dall’Inps, ha realizzato il progetto sperimentale raccontato nella pubblicazione. Nel testo trova spazio non solo una descrizione analitica delle fasi operative, ma anche una presentazione di strumenti, metodologie di lavoro, innovazioni apportate e risultati ottenuti. In virtù del metodo generativo utilizzato, nel testo sono inserite testimonianze dei diversi attori coinvolti, riflessioni e proposte per un nuovo welfare di comunità di cui, in particolare nel settore della gestione della non autosufficienza, si avverte urgente necessità

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