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“Activity is the best medicine”, l’attività è la migliore medicina, recita un articolo di un supplemento divulgativo del luglio di quest’anno di Nature, una delle più importanti e prestigiose riviste scientifiche del mondo, dedicato alla malattia di Alzheimer.

Finger Food  sono gli alimenti  che possono essere portati alla bocca direttamente con le mani senza l’ausilio delle posate.

Con il trascorrere del tempo una persona con demenza perde diverse capacità ma la risposta alla musica si conserva anche se la malattia è molto avanzara (Sacks, 2008).

altPerché ho accettato di scrivere un articolo su Ivan Illich

Quando Lidia Goldoni mi ha chiesto di scrivere un articolo su Ivan Illich per la sua rivista on line ho pensato che ne valesse la pena per almeno 6 motivi (via via, i motivi sono aumentati, e questo è già di per sé indicativo).Perché me lo chiedeva una amica.

Perché 40 anni fa per noi, giovani medici - ma, prima di tutto, cittadini  appassionati, visionari,

Ogni essere umano può essere descritto sia come persona, come individuo in sé, sia come elemento di una rete relazionale più o meno estesa. 

Un’Italia vecchia, grassa e pigra. È il quadro che emerge dall’8° Edizione del Rapporto Osservasalute che evidenzia un continuo consolidamento dello stato di salute degli italiani, sebbene ad esso sia associato un progressivo aumento delle differenze fra macroaree geografiche, tra singole regioni e tra generi.

Una eterogeneità si rileva anche per quanto riguarda le performance dei sistemi sanitari. In alcune regioni, infatti, la mancanza di razionali scelte programmatorie, organizzative e gestionali ha determinato scenari finanziari problematici e di difficile ricomposizione con conseguenze nell’offerta, nell’accesso e nella qualità dei servizi erogati. Permangono, quindi, situazioni di non adeguata assistenza sanitaria che vedono il Meridione nettamente in svantaggio rispetto alle regioni Centro-settentrionali.

C’è un paradosso da mettere subito a fuoco a proposito della legge sul testamento biologico nel testo che è all’esame del Parlamento. Chi l’aveva per lungo tempo invocata, a cominciare dal Prof. Veronesi, oggi dice che è meglio non farla; chi l’aveva sempre osteggiata, come la Conferenza Episcopale Italiana (e con essa il seguito dei “teodem” e degli “atei devoti”, non tutti per la verità) sostiene che occorre approvarla senza indugio.

La mia ricerca parte da un interrogativo: è possibile la creatività in una attività di musicoterapia? A tal fine svolgerò una breve disamina sui concetti di musicoterapia e di intelligenza e riporterò alcune definizioni illustri di “creatività”. Descriverò infine alcune mie esperienze. Queste esperienze sono state sorrette dalla convinzione che il pensiero creativo possa manifestarsi anche in condizioni di disabilità purchè il contesto musicoterapico garantisca sicurezza e libertà psicologica.

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