Operatori, Servizi, Formazione

patrizia bernardiHo lavorato per diversi anni in Case di Riposo dove ho conosciuto le realtà più diverse. Ora, da una quindicina di anni lavoro a Bernezzo (CN), sono socia di una Cooperativa. Nei primi anni come OSS nella casa di Riposo Don Dalmasso, lavoravo sui tre turni, mattino, pomeriggio, notte, festivi. Mi è sempre piaciuto mettermi in gioco, sono conduttrice di Palestra di Vita. Per alcuni anni ho condotto la PdV in altre strutture: al Tapparelli di Saluzzo, sia al Centro Diurno e ai Piani, a casa Don Eandi di Lagnasco e a Racconigi.

marco mussettaIl 22 febbraio 2001 nasce la figura dell’operatore socio sanitario con il provvedimento della Conferenza Stato-Regioni e l'accordo tra il Ministero della Sanità, il Ministero della Solidarietà sociale e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. L’istituzione di questa figura tecnica è dunque piuttosto recente Ho scritto "tecnica" perché al momento (2016), non rientra tra le figure sanitarie e, proprio in questo periodo, è in corso, da parte di alcuni enti, una proposta per far rientrare in questa categoria gli operatori sociosanitari.

alice ricchini ilaria iseppato
Alice Ricchini Ilaria Iseppato

La complessità(1)dei processi di cura e riabilitazione ha senza dubbio contribuito ad indurre il superamento dell’esclusività del rapporto medico-paziente, conducendo all’integrazione di saperi e competenze che, seppure diversi per profili funzionali e metodiche professionali, parimenti concorrono al soddisfacimento della domanda di salute degli individui (2).

alberto cesterTra il serio e il faceto, devo dire francamente che non mi ha mai del tutto entusiasmato il dibattito culturale e scientifico sui sistemi di classificazione e valutazione dell’anziano. Ho partecipato attivamente alla formazione sul campo per l’implementazione nella mia regione di uno di questi sistemi, ma sono da sempre abbastanza restio a giudicare pregi, qualità, difetti, confrontabilità dei vari sistemi.

laura bertIl dibattito sui criteri di valutazione delle persone, o di alcune loro caratteristiche, ci accompagna lungo tutto il corso della nostra vita, dagli anni della scolarizzazione, e a volte anche prima, in poi. Non penso sia possibile giungere a una risposta univoca, sarebbe una semplificazione di una materia che semplice non può essere: l’essere umano.

Anche restringendo il campo alla misurazione dell’autonomia, o piuttosto della sua perdita, nei vecchi (evitiamo termini edulcorati che possono ulteriormente aumentare la confusione), non si riesce a semplificare la materia.

manuela vaccariLa parola badante è censita nei vocabolari di italiano a partire dal 1963: sono gli anni dello sviluppo industriale, dell'urbanizzazione di massa, del boom delle nascite.

Si diffonde, insieme alle donne migranti, a partire dagli anni '80, quando in Italia la manodopera femminile entra in modo massiccio nel mercato del lavoro retribuito, spostando risorse fino a quel momento dedicate gratuitamente al lavoro di cura in ambito domestico.

Anche in Emilia Romagna il servizio sanitario e sociale è di fronte a una sfida complessa: rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini in un quadro di calo complessivo delle risorse.

L'Unità di Valutazione Geriatrica è stata istituita in Piemonte da oltre 20 anni e riconosce come principale obiettivo l'individuazione, attraverso una valutazione multidimensionale, dei bisogni sanitari e assistenziali delle persone anziane, identificando le risposte più idonee al loro soddisfacimento.

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