Città e Società

Da oltre un decennio il mio impegno professionale si è indirizzato in modo prevalente verso le tematiche abitative che riguardano l’invecchiamento, 

Parlare di Città Camminabile significa “pensare senz’auto”! Significa ridare le gambe al proprio cervello, che riducendone l’operatività sta trasformando il corpo in un oggetto pesante, fardello del proprio pensiero distorto che lo pensa attivo mentre lo riduce a passivo spettatore della propria decadenza.

Rileggo, dopo un po’ di anni, quanto avevo scritto a proposito del “Progetto arco della vita” presentato  nell’aprile 2010 in Chiavari presso la casa di riposo Fondazione Antonio Morando  e pubblicato su questo sito  con il titolo “La struttura come luogo di vita per ciascun individuo”.

Avendo a che fare con gli esseri umani, non si sa mai cosa può capitare. Ti sei messo d’accordo una settimana fa per andare al cinema e ora stai aspettando da venti minuti, dell’altro nemmeno l’ombra, tra cinque minuti inizia il film e se chiami una voce al cellulare ti dice che il numero non è raggiungibile. Alla fine entri e cominci a guardare il film, voltandoti ogni tanto per vedere se per caso l’altro arriva in ritardo.

Ai primi di giugno 2013 presso l’Accademia Nazionale dei Lincei si è svolto un importante convegno sulla “società che invecchia”. Nella maggior parte dei paesi industrializzati il progresso è costituito, fra l’altro, dall’allungamento della vita media delle persone, anche se, nello stesso tempo, diminuisce la natalità, per cui aumenta il numero degli anziani, di coloro che hanno più di 65 anni, e diminuisce la parte della popolazione “giovane” e di quella attiva. Lo stesso fenomeno si sta verificando più o meno rapidamente anche nei parsi emergenti e in quelli poveri.

Il cambiamento demografico che ha determinato la cosiddetta "società dell invecchiamento", e' un fenomeno assolutamente unico nella storia dell'umanità':

L’entrata in funzione di un centro socio-aggregativo per anziani “I saggi” a San Cesario in provincia di Modena è stata occasione di una discussione ad ampio raggio con l’assessore ai servizi sociali Maria Borsari.

Quella che voglio raccontare è una storia avvenuta già qualche anno fa, ma che sempre, quando la racconto, suscita curiosità, interesse e sorpresa. E mi interessa farla conoscere perché narra di un’esperienza, a mio parere, ricca e coinvolgente. Che può anche essere ripetuta con altri protagonisti.

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