Gli obiettivi specifici del progetto hanno riguardato:
- la mappatura delle risorse territoriali a favore delle persone anziane;
- l’individuazione dei bisogni prioritari delle persone anziane e le risorse della comunità per affrontarli in modo appropriato ed efficace;
- la sperimentazione di forme attive di partecipazione finalizzate alla prevenzione, alla cura e al benessere complessivo delle persone anziane attraverso il loro diretto coinvolgimento;
- la promozione dal basso di risposte ai bisogni reali degli anziani sostenendo nella comunità forme di auto organizzazione e valorizzazione integrata dei servizi presenti (pubblici, privati).
Il progetto si è sviluppato con la modalità della ricerca - azione che nella fase di implementazione e sviluppo
ha visto coinvolti gran parte degli anziani residenti nel comune di PSN (2852 di cui i 44%M e il 56/% F).
Protagonisti indiretti del progetto sono state le istituzioni locali (Comune di Ponte San Nicolò, Università di PD e AULSS di PD) e le principali organizzazioni della società civile (Centro servizi per il volontariato della provincia di Padova, Centro Sociale Pino Verde di Ponte San Nicolò, Ass. Ponte sul Domani, Associazione Amministrazione di Sostegno etc.), che stanno beneficiando dei risultati della ricerca, utili a facilitare la riprogettazione futura per il miglioramento della qualità della vita delle persone anziane nella comunità di appartenenza.
L’avvio della ricerca azione partecipata ha cercato di rispondere a due interrogativi:
-da un lato la domanda: “ L’approccio della Community Base Rehabilitation (CBR) utilizzato nei Paesi a basso reddito, può essere efficace anche nel contesto dei paesi industrializzati per garantire un miglioramento della qualità della vita delle persone anziane?;
- dall’altro rispondere ad una domanda specifica del progetto implementato a Ponte San Nicolò: “ Le persone anziane, le famiglie e le comunità locali che cosa fanno o possono fare per migliorare la qualità della vita degli anziani?”.
Attraverso la ricerca sono stati presi in considerazione diversi ambiti della vita delle persone anziane nel contesto territoriale ( bisogni, criticità, consapevolezza dei servizi e del loro impatto nella comunità ), il significato che le persone anziane danno al benessere, analisi ed identificazione delle risorse disponibili incluse quelle che le stesse persone anziane mettono in campo, il ruolo esercitato dalla famiglia e dalla comunità.
Dopo la mappatura iniziale, il gruppo delle persone anziane interfacciandosi con il gruppo di supporto ha discusso su come procedere con la fase esplorativa di raccolta dati. Dal confronto sono emerse due piste di lavoro:
- aprire un’azione qualitativa, caratterizzata da una serie di interviste narrative che andassero ad intercettare soprattutto le persone sole, che facevano fatica ad accedere ai luoghi socializzanti;
- sviluppare un’ indagine più ampia, assumendo una metodologia quantitativa, che permettesse di conoscere, in modo statisticamente rappresentativo, il punto di vista degli anziani di Ponte San Nicolò sulla loro qualità di vita.
Entrambe le piste sono state seguite e portate a termine con il risultato che, per quanto concerne le interviste qualitative è stato già predisposto un primo report (italiano-inglese) con i risultati ottenuti e, per quanto riguarda l’indagine quantitativa sono già stati elaborati i dati e si sta procedendo a rappresentarli nello specifico e nel confronto con le interviste qualitative.
Tralasciando gli aspetti tecnici (organizzazione, metodologia e formazione ) si presentano di seguito alcuni risultati conseguiti dall’indagine qualitativa in alcune aree oggetto d’indagine: quotidianità, relazioni, partecipazione nella comunità, salute.
Per quanto riguarda la quotidianità la maggior parte delle persone anziane intervistate presenta una routine abbastanza regolare, sia nei giorni feriali che in quelli festivi.
Complessivamente, le attività individuale svolte a casa sono in ordine di frequenza: le pulizie, guardare la Tv, pregare, fare ginnastica, ricamare, scrivere e prendersi cura di nipoti o familiari. Le attività svolte dagli anziani fuori casa sono: fare volontariato, svolgere attività con la parrocchia, fare attività fisica (palestra, nuoto, bicicletta), coltivare l’orto, prendersi cura di un’altra persona, spesso familiare. Molte persone anziane svolgono il ruolo di care- giver di familiari o altre persone.
Riguardo ai passatempi preferiti, le attività più gradite risultano: la lettura di libri o giornali; frequentare il centro sociale; occuparsi dei nipoti e fare visita ai parenti.
Lo svolgimento di attività fuori casa ha fatto emergere la problematica dei mezzi di trasporto che molte persone anziane ritengono inadeguati alle loro esigenze di mobilità e di libertà di movimento. La carenza di una rete adeguata di trasporti pubblici rende l’automobile il mezzo privato che permette maggiormente di stare in contatto con alcune realtà territoriali.
Il 30% degli anziani dichiara di non avere dei passatempi preferiti.
Complessivamente prevale una visione positiva della propria quotidianità e più del 50% delle persone anziane intervistate ha riferito di essere soddisfatta della vita che conduce. Altri considerano la loro vita quotidiana abbastanza piatta, ma non sanno cosa proporre di diverso ed alcuni si dicono insoddisfatti attribuendo questo prevalentemente alla loro condizione di salute o alla mancanza di tempo a causa dell’impegno con nipoti e familiari.
Le relazioni, che si intrecciano anche con la vita quotidiana, si possono organizzare attorno a due grandi nuclei: quello relativo ai rapporti con i propri familiari con contatti quotidiani e quello delle relazioni amicali o di vicinato con contatti sporadici e poco significativi.
Riguardo alle relazioni familiari specie con figli e nipoti emerge quanto sia forte e presente il senso di responsabilità verso questi e quanto gli anziani si facciano carico di dare loro aiuto e anche supporto economico. Non mancano le segnalazioni anche di relazioni familiari conflittuali, ma in generale vengono evidenziate quelle positive sia con i figli che con i nipoti. Le relazioni intra familiari si rivelano nel complesso, l’elemento cardine e antidoto contro la solitudine causata spesso dalla morte di familiari e amici dall’assenza o noncuranza dei figli tanto da richiedere una non meglio specificata “mobilitazione delle istituzioni”. Fuori del gruppo familiare, le relazioni amicali e di vicinato sono per lo più improntate al rispetto, ma superficiali e basate su momenti passeggeri di incontro.
Quando il tema delle relazioni si intreccia a quello del “bisogno e assistenza” si manifestano posizioni diversificate che vanno dalla gratitudine per l’aiuto ricevuto da familiari o vicini a quella di arrangiarsi come meglio si può anche per la difficoltà a chiedere aiuto.
Riguardo alla partecipazione nella comunità sono emersi punti di vista diversi e articolati. Una buona parte delle persone anziane è coinvolta in diversi ambiti associativi, chi come fruitore di attività, chi con partecipazione diretta a livello organizzativo e operativo. Rilevante la partecipazione alle parrocchie e alle associazioni di volontariato, culturali e ricreative e ai gruppi informali di anziani. Per una parte degli intervistati l’impegno nella comunità si traduce in relazioni di aiuto verso qualcuno spesso persone anziane e non autosufficienti. Tra i fattori che spiegano la ridotta partecipazione alla vita sociale della comunità prevale il problema della salute, del poco tempo a disposizione dato che molti sono impegnati ad accudire i nipoti e per ultimo l’inadeguatezza degli spazi socio-culturali a misura di anziani. I fattori individuati per una maggior motivazione della partecipazione delle persone anziane alla comunità sono indicati nell’accompagnamento personale come fattore facilitante e di stimolo e la maggiore accessibilità ai mezzi pubblici di trasporto. La presenza/assenza di opportunità di socializzazione e relazione favorisce od ostacola la partecipazione. Le feste, i mercati, le attività ludiche e ricreative quali teatro,gite e sale da ballo, corsi, sono apprezzate da metà delle persone intervistate che si dichiarano molto soddisfatte delle iniziative aggregative a cui partecipano.
Riguardo alla salute molti degli intervistati si sono soffermati sugli acciacchi e sulle problematiche più complesse che caratterizzano la loro quotidianità. Nello stesso tempo,nel corso delle interviste non è stato semplice soffermarsi su un tema cosi delicato ed intimo: per molti anziani, infatti, parlare dei propri problemi di salute ha significato sottolineare il progressivo deterioramento psico- fisico e un inesorabile processo di dipendenza dagli altri. Quasi tutti i partecipanti convivono con qualche patologia più o meno importante e il tema salute è strettamente collegato con i servizi ed i professionisti che li forniscono, in particolare quelli che fanno visite a domicilio: fisioterapisti, infermieri e altri che intervengono spesso dopo le dimissioni ospedaliere per la riabilitazione e il recupero dell’ autonomia.
Per quanto riguarda protesi ed ausili come sostegno all’autonomia, se si tralasciano quelli di uso comune: occhiali, protesi dentarie e acustiche, vi è un uso scarso e poco diffuso, forse per la difficoltà di informazione e apprendimento al corretto utilizzo o forse anche per la burocrazia e i costi da sostenere per acquisirli.
Gli stessi temi affrontati attraverso le interviste qualitative sono stati proposti a un campione più ampio di persone anziane tramite questionario i cui risultati sono già stati comparati e restituiti alle persone anziane al Comune e agli altri soggetti partecipanti con la finalità di valutazione e restituzione di un quadro d’insieme della condizione degli anziani di Ponte San Nicolò come viene vista dagli stessi anziani.
A conclusione del lavoro sarà predisposto un report finale dove verranno individuate e indicate delle linee di indirizzo per la programmazione locale finalizzata al miglioramento della qualità di vita delle persone anziane, risorse fondamentali in una comunità coesa ed inclusiva.

Biografia
Author: Francesca Succu
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