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Prevenzione, autodeterminazione e frontiere della vita. Non sono percorsi in antitesi tra di loro, ma le diverse tappa della storia di ognuno di noi. In epoca di pandemia Covid-19 anche di drammatica attualità perché richiama le migliaia di morti che non hanno potuto esprimere alcuna scelta sulla loro fine vita, altri hanno anche dovuto decider per loro.

Nelle Mille parole, partendo dalle morte di migliaia di anziani e dalla solitudine imposta agli altri nei presidi assistenziali vedo però uno spiraglio di umanità farsi strada: 
Perché ascolto e tenerezza fanno parte della cura


A Nicola Martinelli, coautore con Ugo Albano di un libro sul “fine vita” e sul lavoro di cura chiedo di illustrare il ruolo dei professionisti sociali, i loro strumenti di lavoro, in un quadro più ampio del rapporto con la morte delle varie religioni e etnie: 
Nicola Martinelli- La diagnosi e la valutazione sociale supporta la persona, coglie le fragilità e le risorse famigliari, costruisce la rete d'aiuto dei servizi

L’intervista è accompagnata dalla presentazione del loro libro “Accompagnare alle frontiere della vita-Lavoro di cura, cure palliative, Death education": 
Accompagnare alle frontiere della vita: un percorso educativo per lo stadio finale della nostra esistenza

 

Nel contributo di Giampaolo Collecchia considerazioni e dubbi sull’intervento dell’intelligenza artificiale e il fine vita: 
Sistemi predittivi di fine vita basati sulla intelligenza artificiale: luci e soprattutto ombre


Ferdinando Schiavo
continua, giungendo alla terza puntata, l’esposizione dei criteri e delle condizioni che supportano una buona prevenzione, sconfiggendo diseguaglianze e previlegi: 
Prevenzione, dolce chimera sei tu! Terza puntata. Il dramma del presentismo in un Paese in cui la salute non è uguale per tutti

Anche Rosanna Vagge nel contesto della pandemia e del programma vaccinale denuncia la deriva della medicina attuale orientata non verso il paziente, ma verso la malattia. Non si scorda però un richiamo a Casa Morando: 
Chi bene inizia è a metà dell’opera


Di RSA e progetti futuri parla Rita Rambelli, chiedendosi come saranno spesi i fondi UE su cui sarà necessario vigilare: 
RSA, l’anno ZERO dopo il COVID: come spendere i fondi dell’Unione Europea


Diana Catellani
commemora il 27 gennaio “Giornata della memoria” commentando un film ungherese “Senza destino” sulla storia di un bimbo che reduce dal campo di concentramento di Auschwitz, non troverà più la sua famiglia e riprendendo un poesia di Primo Levi sul campo di concentramento di Fossoli: 
Senza destino

Buona lettura di Perlungavita.it

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