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Diana
Catellani

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Vagge

Lisa
Orlando

Voci dalla rete

Perlungavita.it diventa grande, si fa nuovi amici, li accoglie in casa propria, li ringrazia per aver accettato l’ invito a costruire una preziosa rete di persone che guardano alla vecchiaia in modo positivo. Tutte le persone che fanno parte di queste “Voci” hanno già scritto per PLV dalla loro finestra aperta.

  • Ivano Baldini, presidente dell’Associazione AlzheimER Emilia Romagna, ha già raccontato, oltre alla sua vita, cosa è, cosa fa questa organizzazione. Su PLV ci farà conoscere esperienze nuove promosse dai familiari.
  • Diana Catellani ha accettato di aprire un altro suo blog, oltre a quello personale “nonnaonline” per raccontare il suo percorso con gli strumenti digitali, tra ostacoli e soddisfazioni.
  • Rita Rambelli è stata l’apripista, per testimoniare che gli anni sono una convenzione anagrafica, ma che si può andare “ Oltre l’età” per continuare ad essere curiosi del mondo.
  • Rosanna Vagge, anche lei già collaboratrice, medico e amante della scrittura , racconta le sue esperienze e la sua vita accanto ai vecchi delle residenze protette, ma non solo. In questa piacevole compagnia continuo le mie riflessioni sulla qualità della cura nei servizi, parlando di assistenza domiciliare.
  • Lisa Orlando, architetto, con una tesi sulla casa  idonea per gli anziani con l'Alzheimer, amante della lettura della montagna, ma anche della gioia dello scrivere: poesie, articoli, libri.Nel frattempo ha ottenuto un master in Comunicazione.
  • Ida Accorsi, insegnante di asilo nido in pensione, appassionata di Gianni Rodari e di confronti intergenerazionali coltiva i suoi interessi con l'aiuto del web.

rita rambelliIl rapporto sulla saluta della donne in Europa pubblicato nel dicembre 2016 presenta un'istantanea della salute delle donne nella regione europea dell’OMS e discute sui fattori sociali, economici e ambientali che determinano la salute e il benessere delle donne. In particolare si concentra sull'impatto della discriminazione e gli stereotipi di genere e considera come i sistemi sanitari centrati sulle persone potrebbero rispondere alle esigenze delle donne delineando prospettive importanti per i quadri nazionali e internazionali che regolano la salute e il benessere delle donne in Europa.

ida accorsiLa fiaba siciliana “La Vecchia nell’orto” inizia così: “C’era una volta un orto di cavoli. Era un anno di carestia e due donne andarono in cerca di qualcosa da mangiare: "Comare, disse la prima, andiamo in quest’orto a cogliere cavoli”. E la seconda: “ ma ci sarà qualcuno!” La prima andò a vedere e….” Aveva ragione la seconda comare: l’orto non è un luogo banale, non è il parente povero del giardino, è un luogo vivo, popolato di creature, è un luogo che ha a che fare con il nascere e con il crescere. In un orto c’è sempre qualcuno!

rosanna vaggeCari lettori, sto per raccontarvi una storia triste, di quelle che fanno male al cuore e lasciano l’amaro in bocca per cui, se non vi sentite, potete evitare di leggerla.
E’ triste in quanto l’epilogo avrebbe potuto essere completamente diverso se noi medici, massimi esponenti tra i professionisti della cura, i soli deputati a fare diagnosi, non avessimo peccato di superficialità, arroganza e persino maldicenza, più ancora che di incompetenza.
Una morte evitabile, se solo fossimo stati in grado di ascoltare col cuore le parole della madre, che lo conosceva bene e sapeva che aveva un brutto carattere ma da mesi era cambiato, in peggio, non le faceva far vita e tutto era successo dopo una maledetta crisi epilettica recidivata dopo 10 anni dall’intervento di idrocefalo.

ida accorsiTanto, tanto tempo fa non si conoscevano le favole come le intendiamo noi, molti nonni non sapevano nemmeno leggere e le storie le inventavano basandosi su fatti lontani, e sui ricordi della loro giovinezza....
Poi le fiabe italiane della tradizione popolare durante gli ultimi cento anni sono state trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino. Sono 200 fiabe provenienti da tutte le regioni d'Italia che Calvino raccoglie e trascrive in lingua italiana.
Nell'Introduzione all'edizione del 1956, l'autore illustra il significato delle fiabe e le particolari caratteristiche di quelle italiane, i motivi che l'hanno spinto intraprendere questo lungo lavoro e i criteri che, sulle orme dei fratelli Grimm, ha utilizzato per scegliere e trascrivere i testi.

diana catellaniUn’amica carissima mi ha regalato un libro che parla della vita di una donna non più giovane accanto al marito affetto da demenza senile.
L’autrice è Edith Bruck, una scrittrice di origine ungherese, che ha vissuto l’orrore dei campi di concentramento, esperienza che ha segnato la sua vita portandole via i genitori. Al momento della sua liberazione dai lager in cui era stata rinchiusa, ha solo 12 anni e inizia per lei un periodo di continui spostamenti da un paese all’altro, forse alla ricerca di un posto in cui sentirsi a casa. In quel periodo fa molti lavori diversi, finché arriva in Italia, dove conosce e sposa Nelo Risi e dove comincia a scrivere con successo della sua infanzia e della vita nei lager.

rita rambelliLe prime Case Famiglia per anziani risalgono a circa quindici anni fa quando in alcune zone del Nord d'Italia nascono le prime sperimentazioni, sviluppandosi poi successivamente su tutto il territorio nazionale. In mancanza di altre soluzioni proposte dal sistema di welfare statale la Casa Famiglia è sembrata essere la soluzione ottimale e meno traumatica per le famiglie, una misura alternativa alla istituzionalizzazione dell'anziano e in molti casi una "struttura provvisoria" in attesa di trovare una soluzione all'interno della rete istituzionale. Oggi si assiste ad una crescita continua di queste strutture che in molti casi viene preferita alla classica “badante” per la continuità garantita nell’assistenza più o meno a parità di costo.

diana catellaniSono andata al teatro Grassi di Milano, dove ho assistito insieme con alcuni amici dell'Università della Terza Età alla rappresentazione del lavoro teatrale "Mister Green" di Jeff Baron e interpretato da Massimo di Francovich e Maximilian Nisi.
Mister Green è un anziano ebreo rimasto vedovo da poco; la perdita recente della moglie l’ha gettato in uno stato di depressione infinita. Prima era lei, Ester, a occuparsi della casa, della cucina, della pulizia e lo faceva in modo impeccabile. Ester era la migliore delle mogli, sempre affiatatissima col marito, che continua a ripetere che loro non hanno mai avuto un litigio… Mister Green si è chiuso tra le pareti del suo appartamento in un palazzo di New York e ha troncato i rapporti col mondo. Esce solo raramente quando non ne può fare a meno. Ed è proprio durante una di queste sue uscite che un giorno, attraversando la strada, viene buttato a terra da un'automobile alla cui guida è il giovane Ross.

rita rambelliQuante volte il medico ci ha consigliato di svolgere una regolare attività fisica per sconfiggere i chili di troppo, debellare qualche doloretto o magari contrastare una quotidianità troppo sedentaria? Consigli che spesso sono rimasti lettera morta.
Cosa ben diversa sarebbe se il suggerimento fosse una prescrizione vera e propria. Se il consiglio fosse messo per iscritto, nero su bianco, su una ricetta specialistica, come ci comporteremmo? Continueremmo a far finta di niente o ci attiveremmo per seguire quanto indicato sulla prescrizione?

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