lisa orlando

Ida
Accorsi

Diana
Catellani

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Rambelli

Rosanna
Vagge

Lisa
Orlando

Voci dalla rete

Perlungavita.it diventa grande, si fa nuovi amici, li accoglie in casa propria, li ringrazia per aver accettato l’ invito a costruire una preziosa rete di persone che guardano alla vecchiaia in modo positivo. Tutte le persone che fanno parte di queste “Voci” hanno già scritto per PLV dalla loro finestra aperta.

  • Ivano Baldini, presidente dell’Associazione AlzheimER Emilia Romagna, ha già raccontato, oltre alla sua vita, cosa è, cosa fa questa organizzazione. Su PLV ci farà conoscere esperienze nuove promosse dai familiari.
  • Diana Catellani ha accettato di aprire un altro suo blog, oltre a quello personale “nonnaonline” per raccontare il suo percorso con gli strumenti digitali, tra ostacoli e soddisfazioni.
  • Rita Rambelli è stata l’apripista, per testimoniare che gli anni sono una convenzione anagrafica, ma che si può andare “ Oltre l’età” per continuare ad essere curiosi del mondo.
  • Rosanna Vagge, anche lei già collaboratrice, medico e amante della scrittura , racconta le sue esperienze e la sua vita accanto ai vecchi delle residenze protette, ma non solo. In questa piacevole compagnia continuo le mie riflessioni sulla qualità della cura nei servizi, parlando di assistenza domiciliare.
  • Lisa Orlando, architetto, con una tesi sulla casa  idonea per gli anziani con l'Alzheimer, amante della lettura della montagna, ma anche della gioia dello scrivere: poesie, articoli, libri.Nel frattempo ha ottenuto un master in Comunicazione.
  • Ida Accorsi, insegnante di asilo nido in pensione, appassionata di Gianni Rodari e di confronti intergenerazionali coltiva i suoi interessi con l'aiuto del web.

rosanna vaggeIl 22 ottobre 2015 la maratona “Arco della vita”, dopo ben 5 anni dalla partenza, era giunta al primo spugnaggio al Km 7,5. Era stato difficile arrivarci, gli ultimi chilometri li avevamo percorsi a zig zag e a testa bassa, con passo strisciato per via della formazione obbligatoria del personale di assistenza geriatrica, imposta dalla normativa vigente.
Il risultato era stato epocale: gli operatori di Casa Morando non in possesso del titolo di OSS se ne erano andati preferendo altre soluzioni lavorative e la formazione “Arco della vita”, caposaldo del nostro progetto, sulla quale tanto avevamo investito, si era dispersa per la città.

rita rambelli “ Siamo gli unici genitori del mondo a sperare che i figli non ci sopravvivano", questa è la frase terribile pronunciata da Lucia Viggiano, mamma napoletana di una disabile grave, Francesca, il 10 maggio scorso in occasione di un incontro al senato a sostegno del ddl 2128, fortemente voluto dal Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi. Punto di forza sono le tutele reali, che mancano negli altri ddl presentati alle Camere. Il coordinamento famiglie disabili ha puntato il dito contro “l'assenza dello Stato” e la mancanza di tutele per chi assiste in modo continuativo un familiare non autosufficiente. I caregiver chiedono che al più presto sia approvata una legge che li riconosca e rivendica tutele adeguate e concrete: come il telelavoro.

diana catellaniPensando a mia madre…
Nei prossimi giorni ricorrerà il 17° anniversario della morte di mia madre e in questi giorni mi capita spesso di pensare a lei.
Suo padre, che era sopravvissuto alla vita di trincea, ai cannoni austriaci, ai cecchini, a Caporetto, era tornato a casa in licenza dopo la firma dell’armistizio: era felice perché la guerra era finita e lui a breve sarebbe potuto tornare a casa definitivamente.
Mia madre, che non aveva ancora 9 anni, lo vide per l’ultima volta andarsene da casa fischiettando, mentre salutava lei e i suoi fratelli, con la gioia di chi sa che i tempi duri e bui stanno per terminare. Era ancora molto giovane, ma questo non impedì alla famigerata epidemia di "spagnola" di stroncarlo in pochi giorni e la notizia arrivò come un fulmine a ciel sereno.

ida accorsiMolto è stato detto e scritto su Gianni Rodari (Omegna, 1920 – Roma, 1979), autore di libri per bambini, di testi teatrali e di programmi televisivi, pedagogo, maestro elementare, giornalista dell’«Unità» e di «Paese sera», direttore di riviste.

La lingua di Gianni Rodari 
Tra la fine degli anni quaranta e gli inizi degli anni cinquanta la lingua italiana non è ancora patrimonio diffuso in tutta la penisola, si registrano dati di analfabetismo quasi del 14% e appena il 18% della popolazione in età scolastica risulta iscritto alla scuola post-elementare, soltanto il 18,5% di italiani pari a 7.850.000 individui, usa normalmente la lingua nazionale e ha abbandonato completamente il dialetto, mentre il 63,5% usa il dialetto in ogni circostanza.

diana catellaniQuando sono rimasta sola, mi sono ritrovata non soltanto con la casa vuota, ma anche con tanti tempi vuoti, che ho cercato di riempire rendendomi disponibile per svariate attività. Col tempo gli impegni sono aumentati sempre più e ora ho le giornate piene di tanti incontri.
Tra le cose che mi fanno sentire meglio, ci sono gli appuntamenti con alcune amiche anziane, che, per l'età avanzata e per i guai fisici, non guidano più l'automobile e quindi hanno bisogno ogni tanto di un passaggio per fare la spesa o per altre necessità.

rosanna vagge“[…]Le malattie devono essere combattute, debellate, sconfitte.
Occorre difendersi dall’attacco degli agenti patogeni allertando le barriere immunitarie.
Esistono organi bersaglio, cellule bombardate, eserciti di globuli bianchi, invasioni batteriche, batteri Killer, terapie d’urto.
Cellule il cui ruolo difensivo non è ancora chiarito vengono chiamate null-cell (nulle, codarde).
Porzioni di DNA che non hanno svelato alla tecnocrazia il loro compito sono etichettate non-sense.
Evidentemente la medicina, malgrado il suo pesante corredo tecnologico, non è ancora completamente uscita dalla fase originaria e arcaica, essenzialmente magica e sacrale, religiosa e rituale.

rita rambelliIl rapporto sulla saluta della donne in Europa pubblicato nel dicembre 2016 presenta un'istantanea della salute delle donne nella regione europea dell’OMS e discute sui fattori sociali, economici e ambientali che determinano la salute e il benessere delle donne. In particolare si concentra sull'impatto della discriminazione e gli stereotipi di genere e considera come i sistemi sanitari centrati sulle persone potrebbero rispondere alle esigenze delle donne delineando prospettive importanti per i quadri nazionali e internazionali che regolano la salute e il benessere delle donne in Europa.

ida accorsiLa fiaba siciliana “La Vecchia nell’orto” inizia così: “C’era una volta un orto di cavoli. Era un anno di carestia e due donne andarono in cerca di qualcosa da mangiare: "Comare, disse la prima, andiamo in quest’orto a cogliere cavoli”. E la seconda: “ ma ci sarà qualcuno!” La prima andò a vedere e….” Aveva ragione la seconda comare: l’orto non è un luogo banale, non è il parente povero del giardino, è un luogo vivo, popolato di creature, è un luogo che ha a che fare con il nascere e con il crescere. In un orto c’è sempre qualcuno!

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