Oltre l'età di Rita Rambelli

il blog di Rita Rambelli

rita rambelli “ Siamo gli unici genitori del mondo a sperare che i figli non ci sopravvivano", questa è la frase terribile pronunciata da Lucia Viggiano, mamma napoletana di una disabile grave, Francesca, il 10 maggio scorso in occasione di un incontro al senato a sostegno del ddl 2128, fortemente voluto dal Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi. Punto di forza sono le tutele reali, che mancano negli altri ddl presentati alle Camere. Il coordinamento famiglie disabili ha puntato il dito contro “l'assenza dello Stato” e la mancanza di tutele per chi assiste in modo continuativo un familiare non autosufficiente. I caregiver chiedono che al più presto sia approvata una legge che li riconosca e rivendica tutele adeguate e concrete: come il telelavoro.

rita rambelliIl rapporto sulla saluta della donne in Europa pubblicato nel dicembre 2016 presenta un'istantanea della salute delle donne nella regione europea dell’OMS e discute sui fattori sociali, economici e ambientali che determinano la salute e il benessere delle donne. In particolare si concentra sull'impatto della discriminazione e gli stereotipi di genere e considera come i sistemi sanitari centrati sulle persone potrebbero rispondere alle esigenze delle donne delineando prospettive importanti per i quadri nazionali e internazionali che regolano la salute e il benessere delle donne in Europa.

rita rambelliLe prime Case Famiglia per anziani risalgono a circa quindici anni fa quando in alcune zone del Nord d'Italia nascono le prime sperimentazioni, sviluppandosi poi successivamente su tutto il territorio nazionale. In mancanza di altre soluzioni proposte dal sistema di welfare statale la Casa Famiglia è sembrata essere la soluzione ottimale e meno traumatica per le famiglie, una misura alternativa alla istituzionalizzazione dell'anziano e in molti casi una "struttura provvisoria" in attesa di trovare una soluzione all'interno della rete istituzionale. Oggi si assiste ad una crescita continua di queste strutture che in molti casi viene preferita alla classica “badante” per la continuità garantita nell’assistenza più o meno a parità di costo.

rita rambelliQuante volte il medico ci ha consigliato di svolgere una regolare attività fisica per sconfiggere i chili di troppo, debellare qualche doloretto o magari contrastare una quotidianità troppo sedentaria? Consigli che spesso sono rimasti lettera morta.
Cosa ben diversa sarebbe se il suggerimento fosse una prescrizione vera e propria. Se il consiglio fosse messo per iscritto, nero su bianco, su una ricetta specialistica, come ci comporteremmo? Continueremmo a far finta di niente o ci attiveremmo per seguire quanto indicato sulla prescrizione?

rita rambelli“Una Città Attiva definisce quella città in cui le infrastrutture, i servizi di mobilità, sportivi, ricreativi e l’ambiente sociale facilitano l’uso del corpo nella vita quotidiana, contribuendo a rendere la città più sana, intelligente, vivibile e sicura” (Borgogni, 2013)
Nel precedente articolo abbiamo evidenziato che in Emilia-Romagna oggi il 28% delle persone con più di 65 anni, vive da sola, di cui il 17% sono uomini contro il 37% di donne. Numerose e ancora non del tutto esplorate, sono le implicazioni di tale fenomeno e tra le criticità, i dati chiamano in causa non solo problemi di salute e di povertà, soprattutto per le donne dopo i 75 anni, ma anche di isolamento sociale. Sullo stato di salute e la percezione di benessere influiscono molto anche gli stili di vita: gli uomini praticano in misura maggiore delle donne, sport (19% contro il 15%) ed attività fisica (43% contro il 27% ). Si può ipotizzare che nei prossimi venti anni la consistenza della popolazione over 65 superi nella nostra regione 1 milione e 273 mila unità e quindi nel 2035 rappresenterebbe oltre il 28% della popolazione complessiva. Per affrontare i numerosi problemi conseguenti alle variazioni demografiche in atto, nel 2015 la Regione Emilia-Romagna ha finanziato la ricerca “La Città Attiva: verso un cambiamento di paradigma”, prestando una particolare attenzione alle relazioni tra anziani e progettazione della città.

"Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità ad arrampicarsi sugli alberi, lui passerà la sua vita a credersi uno stupido" Albert Einstein
rita rambelliL’Assemblea Generale dell’ONU il 6 dicembre 2006 ha adottato la “ Convenzione sui diritti delle persone con disabilità ” sottoscritto dall’Italia il 30 marzo 2007 a New York, in vigore in Italia dal 15 marzo 2009 (G.U. n. 61 del 14 marzo 2009), condiviso da 191 Paesi aderenti all’ONU, redatto come sancisce l’art.1° “con l’obiettivo di promuovere, proteggere ed assicurare pari diritti alle persone disabili nel rispetto della dignità di ognuno”.

rita rambelliL’avvicinarsi della fine dell'anno porta quasi inevitabilmente a fare dei bilanci e delle previsioni per il futuro. Io credo che uno degli argomenti più interessanti su cui cercare di capire dove stiamo andando sia quello che riguarda le variazioni della popolazione nella nostra regione e di conseguenza le sfide che ci aspettano per mantenere l’attuale livello di welfare.

rita rambelliHo incontrato Dario Fo per la prima volta a Milano qualche mese dopo aver ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, il
9 ottobre del 1997, per parlargli della campagna di informazione sulla donazione di organi che stava per essere avviata in Emilia-Romagna, della quale lui e Franca furono tra i primi convinti testimonial. In quella occasione mi regalò, come fosse un bene prezioso, quella che lui definì “la nostra più bella foto insieme” con i loro autografi, autorizzandomi ad utilizzarla per la campagna di informazione regionale e da cui ricavammo con la loro collaborazione, un bellissimo manifesto.