rita rambelliIl Tiedoli Day, si è svolto sabato 7 luglio, grazie ad una iniziativa della Fondazione Tommasini e del Comune di Borgo Val di Taro, per fare il punto su un progetto nato 15 anni fa dalla volontà di Mario Tommasini, con l’obiettivo di ridare dignità alla vecchiaia, che deve essere riconsiderata come una fase importante della nostra vita. Tiedoli, una delle tredici frazioni del Comune di Borgotaro, nel 1938 aveva 900 abitanti, nel 1948 ne aveva 680, oltre a due scuole elementari, una bottega alimentare con un'osteria, un monopolio di stato e l’ufficio postale. Fino agli anni 30 del secolo scorso, c’era anche un caseificio sociale, uno dei primi in tutta la regione a produrre il Parmigiano Reggiano di montagna. Nel 2000, quando si iniziò a lavorare sul progetto delle Case, a Tiedoli erano rimasti ufficialmente 75 residenti, dei quali 46 di età superiore ai 65 anni, 9 oltre i 90. In realtà, stabilmente, non vi erano più di 35 abitanti. Questa era la situazione che trovò Mario Tommasini quando arrivò a Tiedoli nel 2000, già reduce da tante battaglie vinte in favore dei cosiddetti emarginati, per i quali operò tutta la vita: i malati di mente, gli orfani, i disabili, i carcerati, donando la speranza a tanti esclusi e dimenticati.

L’idea che Tommasini, attraverso il servizio dell’Amministrazione provinciale definito Laboratorio anziani, ha voluto realizzare è quella di "ridare libertà alle persone anziane, dire basta alle case protette, liberare gli anziani dagli ospizi: creare appartamenti dove possano vivere nei loro quartieri, nei propri paesi, tra le cose e le persone della loro vita, in compagnia ed in libertà”

N° totale appartamenti: 7
Superficie coperta: 180 mq
Superficie appartamenti: 360 mq
Superficie totale area di intervento: 800 mq
Spesa prevista la realizzazione: 361.520 €
Spesa totale realmente effettuata: 352.223 €
Costo realizzazione appartamenti al mq: 857,32 €/mq
Costo sistemazione area esterna: 11.620, 28 €
Tanti sono stati gli interventi e le testimonianze su un progetto che sembrava impossibile a molti e che invece è diventato realtà e che fa credere e sperare che potranno esserci, se si riusciranno a raccogliere le volontà sociali e politiche necessarie, tante altre realtà come Tiedoli. Era presente all’evento anche una delegazione di operatori sociali dalla Germania, guidata da Christian Wittman .
In Germania l’esperienza di Tiedoli è stata conosciuta grazie a un libro scritto dalla scrittrice tedesca Dorette Deutsch, che era presente, intitolato “Schöne Aussichten fürs Alter. Wie ein italienisches Dorf unser leben veränden kann” (Una nuova prospettiva per l’anzianità. Come un paese italiano può cambiare la nostra vita ) , edito da PIPER dove viene confrontata l’esperienza di Tiedoli con le varie realtà tedesche. Il libro ha posto quest’iniziativa sotto la lente dei media di lingua tedesca, che ne hanno trattato ampiamente catturando l’attenzione di molte istituzioni locali tedesche. Nel 2007 la Deputata Silvia Schmidt, della SPD, promotrice dell’iniziativa nazionale Daheim statt Heim "a casa propria invece che a casa protetta" (www.bundesinitiative-daheim-statt-heim.de), ha fatto visita alle Case con una folta delegazione di rappresentanti le istituzioni sociali del propri territorio.
Diversi sono stati inoltre i contatti dalla Germania per ottenere informazioni, visitare le case, partecipare ad iniziative pubbliche e portare in patria l’esperienza che viene percepita come “Progetto per quartieri” cittadini. Tra questi ricordiamo: Ulrike Hes,Gruppo Svizzero Vitalba, Anne Giger,Cristiane Rudigier,Gabriele Lenz, Susanne Moog e a Marianne Byrkhardt, operatrici sociali, che hanno poi organizzato un convegno a Rottenburg (Germania)
MariaTeresa FerrariDi tutto quello che si è detto ne parliamo con Maria Teresa Ferrari – dipendente del Comune di Borgo Val di Taro e membro dell’Associazione “La Montagna Vive” che svolge opera di volontariato sociale presso le Case e che ha partecipato al convegno di Rottenburg come relatrice e che al Tiedoli Day ha svolto una interessante relazione su questo interessante progetto.

Maria Teresa, come avete conosciuto Mario Tommasini e quale era il suo pensiero?
Mario Tommasini arrivò a Tiedoli nell’anno 2000 nel momento in cui stava cercando una frazione di montagna tra le più disagiate ed abbandonate a cui proporre un progetto innovativo per le persone anziane. Mario Tommasini è stato l’uomo che usò il suo mandato di Assessore alla Provincia di Parma ai servizi sociali per smantellare il manicomio di Colorno e restituire alla vita i 1.220 internati, ben 12 anni prima della legge Basaglia, che portò alla chiusura in Italia di tutti gli ospedali psichiatrici; riuscì a convincere il comune di Parma e i privati cittadini a mettere a disposizione case ed appartamenti ed a restituire così una vita normale, un lavoro, e degli affetti a uomini e donne che fino ad allora erano rifiutati dalla società e quindi dimenticati da tutti diventavano conseguentemente delle persone invisibili.
Dopo la chiusura del manicomio fece abolire le classi e le scuole differenziali per i bambini handicappati, svuotò il carcere minorile della città e fece chiudere il brefotrofio. Nell’elenco dei suoi progetti c’era anche la necessità di cambiare il destino degli anziani nella fase finale della vita.

Quale era il progetto di Tommasini?
L’idea che Tommasini voleva realizzare con questo progetto era quella di ridare libertà alle persone anziane, dicendo basta alle case protette e agli ospizi: creare appartamenti dove le persone possano continuare a vivere nei loro quartieri, nei loro paesi, tra le cose e le persone della loro vita. Voleva dimostrare che è possibile invecchiare e morire liberi, tra i propri mobili, nel proprio letto, tra le cristallerie di famiglia, le foto degli avi, i luoghi dell’infanzia e della familiarità, decidendo quando alzarsi, quando mangiare, quando lavarsi, quando andare a letto, a che ora spegnere la luce. Rivendicava soprattutto il diritto di scegliere come condurre la propria esistenza anche quando il corpo tradisce i desideri e disobbedisce al cuore e alla mente
La vecchiaia considerata non una malattia ma semplicemente una tappa della vita.
Ma non solo: oltre che far rimanere gli anziani a Tiedoli, anche quando erano soli e gravemente non autosufficienti, il progetto era anche di favorire il rientro degli emigrati o dei loro figli e di dare nuovo impulso alle attività economiche. Due obiettivi che stiamo tuttora perseguendo ma che non siamo, al momento, riusciti a raggiungere in modo soddisfacente.

Quando avete iniziato a lavorare e con quali fondi?
Il primo lavoro fu quello di incontrarci: Tommasini, il Sindaco, qualche assessore comunale, il parroco, i membri del Circolo ACLI, attorno ad una stufa a legna, spesso fino a notte, per parlare del progetto e studiare come rendere possibile questo sogno che qualcuno considerava utopia e come individuare i partner con i quali intraprendere questa avventura.
Fu determinante il contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma.

Chi ha principalmente collaborato?
Hanno concorso alla realizzazione delle Case di Tiedoli:
Il Comune di Borgo Val di Taro, a cui fa capo il progetto, che tramite il proprio servizio anziani ha vigilato e sorvegliato sull’intero percorso e si è fatto carico della gestione;
La Fondazione Cariparma che si è assunta l’onere di finanziare la ristrutturazione e l’arredamento degli alloggi, nonchè la realizzazione del Giardino d’Inverno.
La Parrocchia di Tiedoli, proprietaria degli immobili, che al compimento del complesso piano di recupero li ha ceduti in comodato d’uso al Comune di Borgotaro;
La Cooperativa Sociale Aurora che ha accettato la sfida della iniziale sperimentazione dell’attività di assistenza e che tuttora ha in affido tale servizio.
L’Amministrazione provinciale di Parma che ha cofinanziato il progetto ed ha dettato linee guida per la realizzazione di alloggi e per la loro gestione tramite lo stesso Mario Tommasini, che agiva attraverso il servizio dell’Amministrazione Provinciale definito LABORATORIO ANZIANI.
L’Azienda USL di Parma che ha concorso al finanziamento del progetto tecnico realizzato;
La Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno che ha attivato la Rete dei Servizi.
L’Associazione Parmigiani Valtaro a Londra che ha acquistato il vecchio fabbricato e lo ha donato alla Parrocchia di Tiedoli;
Non per ultimo è poi stato l’apporto delle Associazioni di volontariato della frazione: La Montagna vive ed il Circolo Acli di Tiedoli che si sono assunte il compito l’una dei programmi di sviluppo della montagna del luogo, e l’altra di occuparsi di ogni forma di supporto alle Case (dalla manutenzione all’organizzazione dei momenti di socializzazione ed intrattenimento), nonchè di monitorare il buon funzionamento dei servizi.
Attraverso il giornalino annuale “Si scrive Tiedoli”, arrivato ormai alla 10° edizione, i giovani tiedolesi mantengono vive le tradizioni locali e sono di stimolo alla risoluzione dei problemi del paese.

Quali sono stati invece i principali ostacoli?
Le resistenze furono molte anche da parte di chi sosteneva che comunque Tiedoli non fosse il luogo adatto perché troppo dislocato rispetto alla rete dei servizi, sostenendo che esistevano altri luoghi e altri immobili situati vicino al capoluogo o a fondovalle, quindi, a dir loro più comodi, che avrebbero potuto essere utilizzati per realizzare il progetto. Non avevano capito che la scommessa forte che Tommasini voleva vincere era invece quella di dimostrare che era possibile invecchiare e morire liberi nel luogo che si ritiene casa propria anche se situati geograficamente in posizioni disagiate. Creando un modello di appartamenti dove gli anziani potessero vivere nei loro quartieri, nei propri paesi, tra le cose e le persone della loro vita, in compagnia ed in libertà.

Come si svolge la vita nelle case di Tiedoli?
Tiedoli si può considerare una delle realtà della rete dei servizi alla persona tra le più innovative, in quanto fin dagli inizi si è cercato di arricchire il lavoro di cura e assistenza attraverso un approccio olistico alla persona. Per le commissioni personali, spese giornaliere, visite mediche, parrucchiere, etc., gli anziani vengono accompagnati dall’operatore, ma per chi lo desidera è disponibile anche un servizio di Prontobus. Si tratta di un mini bus con cui l’utente, previa telefonata del giorno prima, prenota il viaggio all’orario desiderato per il capoluogo, al costo di pochi euro, muovendosi autonomamente. Tutto dipende naturalmente dalla loro condizione di salute.

Quali e quanti operatori lavorano con gli anziani e quale è il ruolo degli operatori ?
Presso gli alloggi di Tiedoli sono garantiti tutti i giorni dell'anno i seguenti servizi socio-assistenziali:
-Il portierato. È assicurato da un custode sociale che abita nell'alloggio destinato a questo servizio ed è attivo 24 ore al giorno dal lunedì alla domenica. Il custode viene sostituito da un’addetto del “pool sostituzioni” per il riposo settimanale, per le ferie e la malattia. L'attività di monitoraggio viene effettuata tramite visite dirette, contatti telefonici e un sistema tecnologico di Ambient Assisted Living di cui parleremo più avanti.
-Animazione e socializzazione. Il servizio è erogato da un Animatore qualificato e con esperienza per 4 ore alla settimana suddivise in 2 giorni: il martedì pomeriggio e venerdì mattina. A questi appuntamenti di routine si aggiungono i momenti destinati agli eventi quali: feste di paese, gite etc.
-La pulizia degli alloggi.È assicurata giornalmente dal custode della portineria o dagli Operatori di Assistenza in base al Progetto individuale del singolo abitante.
La pulizia delle parti comuni è assicurata dal custode 2 volte a settimana ed al bisogno.
-Il Servizio spesa-commissioni. È organizzato in base ai bisogni individuali, di norma la spesa collettiva si fa una volta a settimana il lunedì mattina.
-Ristorazione. Gli abitanti degli alloggi, se lo desiderano, possono prepararsi i pasti in modo autonomo. In alternativa al custode è affidato il compito di preparare i pasti nei singoli alloggi o nella cucina comune posta all'interno del giardino d'inverno. Questa ultima possibilità, al momento, è quella preferita dalla maggiore parte degli abitanti.
-I trasport. Vengono organizzati in base ai bisogni individuali (es. accompagnamenti per visite specialistiche) e per i progetti di animazione (es. uscite, gite etc) La Cooperativa Aurora Domus mette a disposizione un autoveicolo dedicato, che rimane sempre a disposizione della portineria, ma anche ulteriori mezzi in base alla necessità (ad es. autoveicoli attrezzati per il trasporto di persone con disabilità).
-Lavanderia e guardaroba. Questa attività di norma è effettuata 2 volte a settimana da parte dell'addetta alla portineria sociale. In alternativa o ad integrazione si usufruisce del servizio di lavanderia industriale di Aurora Domus.
-L'assistenza sanitaria. È in capo alla Azienda sanitaria secondo le modalità proprie del servizio sanitario nazionale.

Chi sostiene le spese di gestione ? e quale è il contributo economico degli ospiti?
“Le Case di Tiedoli” testimoniano che innovare equamente è possibile: vivere in un alloggio con la portineria sociale e affitto (spese di luce, acqua, gas escluse) si aggira oggi, per un residente a Tiedoli a 600 euro al mese, per una persona residente nel resto del territorio di Borgotaro a € 650, mentre per i residenti fuori comune a €700 euro al mese. Le spese di gestione sono coperte per circa il 46% dagli utenti ed il restante 44% dal Comune e dal rimborso oneri FRNA (Fondo Regionale Non Autosufficienza NdR)

Se qualcuno volesse replicare questo progetto, magari più in grande, quali consigli gli darebbe?
Credo che un progetto di maggiori dimensioni, con più alloggi e quindi più utenti, potrebbe aumentare la sostenibilità economica del progetto stesso, riducendo l’incidenza dei costi fissi e delle spese di gestione. A Tiedoli il mantenimento di costi bassi a carico dei 6 attuali utenti, richiede uno sforzo economico da parte del Comune e quindi comporta una scelta politica che può essere condivisa o meno da chi si trova a governare l’ente locale.

Cosa fare e cosa non rifare?
Personalmente rifarei ogni cosa naturalmente cercando di migliorarla. Rimane il rischio che il momento di grave difficoltà economica influenzi le scelte politiche degli enti coinvolti, ma il tentativo di trovare soluzioni sempre più economiche ai bisogni dei residenti rischia di diminuire la qualità dei servizi.
Il personale che opera nelle case è fondamentale e va continuamente sollecitato affinché condivida ed applichi la filosofia che ha portato alla realizzazione del progetto: il pieno rispetto della libertà delle persone. Spesso la scarsa gratificazione economica, il dover svolgere il proprio lavoro a contatto con le persone in tempi rigidi e predefiniti, rischia di vanificare gli sforzi fatti.
L'esperienza di Tiedoli dimostra comunque che con l'investimento sui rapporti umani e sull’empatia oltre che sulla solidarietà tra le diverse generazioni, è possibile trovare le soluzioni migliori ai problemi della vecchiaia.

Un sincero Grazie!! a Maria Teresa Ferrari e a tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questo progetto.
Anch’io, dopo aver visitato questo luogo speciale e aver parlato con gli operatori e con gli utenti, non posso che condividere l’idea di Mario Tommasini perché cambino le politiche e le scelte che oggi caratterizzano gli anziani in Italia, perché invece possano nascere 10, 100, 1.000 Tiedoli !!!!!

Breve rassegna  di foto e articoli  sulla storia  de "Le case di Tiedoli"

Maria Teresa con Mario Tommasini, Festa al Ciroclo ACLI, Festa  per il Tiedoli Day 2013

Teresa e Mario Tommasinifoto al Circolo Aclifesta luglio 2013 Teresa Ferrari e Rita

Tiedoli nella stama tedesca

Case di Tiedoli . Mostra a Francoforte

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Si scrive Tiedoli: Buone prospettive per anziani

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