rita rambelliVoi amate il mare, capitano? – Si! L’amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano; è l’immenso deserto in cui l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. ...Il mare non è altro che il veicolo di un’esistenza straordinaria e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l’infinito vivente.. (Jule Verne, Ventimila leghe sotto i mari)

Dal 1° gennaio del 2018 gli shopper biodegradabili e compostabili hanno sostituito i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri usati per prodotti come frutta, verdura, carni e saranno a pagamento. Ma inevitabilmente, anche grazie alla campagna elettorale, è scoppiata la polemica e sui social fioccano le accuse di "nuovo balzello" per i consumatori.

Meglio 15 miliardi di nuovi sacchetti di plastica all’anno, che comunque ci costano, che pagare pochi centesimi in più al supermercato per una cifra annuale che va dei 4 ai 12 euro per famiglia mentre dovremmo pretendere che siano eliminate e sostituite tutte le confezioni in plastica che vengono quotidianamente utilizzate per impacchettare di tutto (frutta, verdura, carne, ecc....).
Ogni anno in tutto il mondo si consumano dai 500 ai 1000 miliardi di sacchetti di plastica (Fonte: Agenzia di Protezione Ambientale degli Stati Uniti).
In Europa, secondo Coldiretti, si producono ogni anno circa 100 miliardi di sacchetti di plastica (e si parla solo dei contenitori da asporto, negozio-casa, senza contare gli imballaggi di plastica in cui sono avvolti molti prodotti alimentari e non). Gli shopper sono in gran parte importati da Cina, Malaysia e Thailandia.
Sostituendo i normali sacchetti di plastica con materiali biodegradabili si eviterebbe di disperdere nell’ambiente 1 milione di tonnellate di plastica all’anno, si risparmierebbero 700 mila tonnellate di petrolio e si ridurrebbero le emissioni di CO2 di 1,4 milioni di tonnellate.
Gli italiani utilizzano circa 15 miliardi di sacchetti l’anno a fronte di una media europea di 13 miliardi di sacchetti di plastica utilizzati ogni anno. La media del consumo di sacchetti di plastica pro capite si aggira, nei paesi industrializzati, tra i 200 e i 500 pezzi all’anno. (Fonte: Coldiretti)
L’assurdo è che da quello che si legge sembra che i sacchetti di plastica comunque non si paghino già nascosti negli altri prezzi e soprattutto senza tenere conto del significato vero e importante di questa decisione per la salvaguardia prima di tutto dei nostri mari, che per un paese come l’Italia sono stati il veicolo principale della nostra storia millenaria. Cosa sarebbe l’Italia senza i nostri mari?
Più plastica che pesci nel #mare della Sardegna”. Ma non solo, “le coste occidentali dell’isola sono molto più inquinate rispetto a quelle della zona orientale e le correnti – sostengono gli esperti di Marevivo – trasportano tutti gli scarti dell’Europa del Nord fino alla Sardegna”. Poi le zone che d’estate vengono più frequentate dai bagnanti (turisti compresi), sono quelle più “inquinate” da piccoli rifiuti. Come cicche di sigarette, cotton-fioc e bustine di plastica.
Il 95% dei rifiuti avvistati dalla Goletta Verde era plastica. Nel dettaglio, sono stati trovati teli (39%) e buste di plastica, sia intere sia in frammenti (17%). Una concentrazione particolarmente alta di buste di plastica è stata rilevata nel Mar Adriatico, dove se ne contano 5 ogni km. A seguire, in mare ci sono cassette di polistirolo e frammenti (7%), bottiglie di plastica (6%), reti e lenze (5%), stoviglie di plastica (2%). Il restante 5% dei rifiuti marini è costituito da carta (54%), legno (21%), metalli (12%), gomma (6%), tessili (4%) e vetro (3%).
Anche fuori dall’Europa si stanno prendendo misure drastiche contro le plastiche
In modo molto più drastico di noi e tra i vari paesi voglio citare il Kenia.
Il divieto di utilizzo, produzione e importazione dei sacchetti di plastica annunciato dal Kenya entrerà in vigore fra sei mesi. La mossa del governo africano arriva in seguito al lancio della campagna Onu "Clean seas initiative", che ha già ottenuto il sostegno da dieci governi. Cento milioni di sacchetti di plastica sono distribuiti ogni anno nei supermercati kenioti. Una cifra enorme per un materiale che provoca danni all'ambiente uccidendo uccelli, pesci e altri animali che scambiano la plastica per cibo. Senza contare l'inquinamento dei siti turistici e il supporto (indiretto) alle zanzare che trasportano la malaria. "Il Kenya – afferma Erik Solheim, Responsabile dell'ambiente per le Nazioni unite – sta prendendo misure decisive per rimuovere una brutta macchia sulla sua straordinaria bellezza naturale". E aggiunge che "il Kenya dovrebbe essere lodato per la sua leadership ambientale. È un grande esempio e spero possa ispirare anche altri e contribuire a guidare ulteriori impegni per la campagna 'Clean seas'".
In Kenya, i sacchetti di plastica sono la sfida numero uno nello smaltimento dei rifiuti urbani. In particolare, diventa una vera e propria urgenza nelle aree più povere dove l'accesso al sistema di smaltimento e all'assistenza sanitaria è limitato. I sacchetti fanno parte degli otto milioni di tonnellate di plastica che ogni anno finiscono negli oceani. Di questo passo, gli esperti stimano che entro il 2050 ci sarà più plastica che pesci nei mari, con conseguenze nefaste per la pesca, la fauna selvatica e il turismo.
Il Kenya è l'undicesimo paese che interviene a sostegno della campagna ambientale delle Nazioni unite. Nel continente africano, Ruanda e Marocco hanno già vietato i sacchetti di plastica e presto anche altri Paesi potrebbero annunciare misure in questo senso. E non sono casi isolati. L'Indonesia, ad esempio, si è impegnata a ridurre del 70% i rifiuti gettati in mare, il Canada ha aggiunto le microsfere (minuscole particelle di plastica) alla sua lista di sostanze tossiche, mentre Regno Unito, Nuova Zelanda e Stati Uniti hanno annunciato divieti di utilizzo delle microsfere per i prodotti di cosmesi.

Consiglio a tutti di ascoltare il breve servizio di Paolo Volterra per skytg 24
http://video.sky.it/news/cronaca/sacchetti-e-polemiche-2-cent-per-salvare-la-terra/v391932.vid


Utilizziamo i cookie per garantire le funzionalità del sito e per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Continuando ne accetti l'utilizzo.
leggi la Nota Informativa Ok