rita rambelliL’obiettivo che si è posto il nuovo direttivo del Circolo PD D’Attorre di Ravenna, di cui faccio parte, è aprire le porte ai cittadini per parlare di diritti civili, incontrando le donne e gli uomini del territorio per dar loro la possibilità di parlare, esporre i problemi quotidiani e ascoltando attivamente le loro richieste di aiuto e le loro proposte. Per questo il Circolo proporrà una iniziativa al mese con l’intento di creare un network utile alla comunità per scambiarsi idee, darsi sostegno, dialogare, crescere insieme ma anche tramandare le tradizioni alle nuove generazioni divertendosi.
Promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita sociale della città significa anche fare una gestione della politica sempre più condivisa che rispecchi le reali esigenze della comunità nella convinzione che la “politica” deve tornare al suo significato originale” l’arte di governare una comunità”.

Appartenere ad una comunità significa avere, oltre che, tradizioni e/o costumi e valori, anche ideali e obiettivi condivisi. Tra questi ideali c’è sicuramente quello del riconoscimento dei diritti di tutti e in particolare di quei cittadini che hanno maggiori difficoltà a causa di malattie o handicap. Per questo uno dei primi incontri è stato dedicato al tema del Dopo di Noi e in particolare su tutto quello che c'è da sapere sulla Legge 112/2016, provvedimento che introduce il sostegno e l’assistenza alle persone con disabilità grave dopo la morte dei parenti che li accudiscono per cercare di dare una risposta all’angoscia dei genitori per il “dopo di loro”, quando i figli dovranno affrontare la vita da soli, con la loro disabilità.
Al centro dell’incontro il tema dell’ “inclusione”, per contribuire a garantire, come si legge nell’articolo 19 della Costituzione Onu sui diritti alle persone con Disabilità: “eguale diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella comunità, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, adottando misure efficaci e appropriate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e della piena inclusione e partecipazione all’interno della comunità”.
RitaDopo di noi “Vogliamo coinvolgere i cittadini con nuove modalità,- dice la dr.ssa Manuela Fantinelli, coordinatrice dell’iniziativa- per conoscerci e lavorare insieme, mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per dare informazioni e chiarimenti, ma vorremmo anche avvalerci delle loro competenze, ascoltare le loro proposte, e le loro esperienze, per avere tutti più conoscenza, per ragionare insieme, confrontarci e contribuire consapevolmente al miglioramento della vita di tutti. “
L’incontro è iniziato con il racconto di una mamma, Patrizia De Giovanni, che ha sempre considerato suo figlio prima di tutto, una persona, e insieme al marito ha lavorato soprattutto per potenziare le abilità di Giovanni, per riconoscerne i talenti che sono propri di tutte le persone e quindi anche di questi ragazzi. “Mio figlio mi ha insegnato la pazienza e la perseveranza e mi ha aiutato nel percorso di crescita personale di cui ora vado fiera...”. Oggi Giovanni frequenta l’Accademia delle Belle Arti e dipinge. Un suo quadro sarà appeso anche all’interno del Circolo.
Francesca Vitulo e Angela Mazzotti, avvocati, hanno spiegato alcuni punti della legge 112 sul Dopo di noi e illustrato in particolare le possibilità introdotte
dall’Amministrazione di sostegno, chiarendone i passaggi più controversi e confrontandosi con il pubblico e con i rappresentanti delle tante Associazioni presenti in sala.
Il presidente Anmic Deggiovanni – con un appassionato intervento sulla realtà che coordina, ha poi anticipato l’istituzione di uno sportello di assistenza sulla legge 112/2016 che aprirà a breve in tutte le sedi provinciali dell’Associazione in Emilia-Romagna.
Rita 2L’architetto Patrizia Magnani ha introdotto il tema delle barriere architettoniche nella nostra città, anticipando una prossima iniziativa tutta dedicata a questo importante argomento.
Il dr. Raffaele Iosa, segretario del Circolo D’Attorre, condividendo le parole di Don Milani “offrire opportunità a tutti a prescindere dalle loro capacità” ha intervistato alcuni dei ragazzi con disabilità che hanno raccontato le loro esperienze e i desideri per il futuro. Il desiderio che più è emerso da parte di tutti, anche se espresso in vari modi, è stato comunque quello di poter partecipare di più alla vita della comunità.
Il primo progetto concreto di apertura del Circolo sarà l’avvio di un “Laboratorio dei Cappelletti” per bambini e ragazzi, anche con diverse abilità, che passeranno un po’ di tempo insieme alle nostre "azdore", che racconteranno storie e aneddoti in dialetto romagnolo, e nel frattempo impareranno a fare i cappelletti, il piatto tradizionale più diffuso a Ravenna, divertendosi insieme.
Per portare le informazioni aggiornate sulla parte attuativa che compete alle Regioni sulla legge, era presente la consigliera regionale Manuela Rontini, che ha esposto i contenuti del bando regionale per 2,8 milioni di euro che scade il prossimo 30 Marzo 2018. I fondi sono stati stanziati nell’ambito del programma di attuazione della Legge nazionale sul “Dopo di noi”, che si pone proprio l’obiettivo di favorire l’assistenza, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone sole e gravemente disabili.
“Si tratta di una legge che riconosce alle persone con disabilità diritti troppo a lungo negati, come quelli dell’autonomia e della piena inclusione sociale – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – che la Regione attua ora erogando, con un bando, parte dei 13 milioni di euro a disposizione per queste politiche nel triennio, 6,6 dei quali già assegnati”.Il bando attuale si concentra sull’avvio di nuove forme di coabitazione. Rientrano in questa categoria gli appartamenti per piccoli gruppi (massimo 5 persone) o le soluzioni di co-housing (un modo di abitare che coniuga gli spazi privati con aree e servizi a uso comune), purché riproducano le condizioni abitative e le relazioni della casa familiare. Destinatari dei contributi sono i Comuni (e loro forme associative), le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali, ma anche associazioni di genitori e singoli familiari.

ihttp://sociale.regione.emilia-romagna.it/disabili/temi/fondo-per-il-dopo-di-noi/contributi-per-interventi-strutturali-per-l2019assistenza-alle-persone-con-disabilita-grave-prive-del-sostegno-familiare-fondo-per-il-dopo-di-noi