rita rambelliSabato 18 novembre nell’ambito del BOOKCITY a Milano è stato presentato un nuovo libro che vede tra i quattordici racconti selezionati uno dal titolo“Le mirabili imprese dell’L’ARMATA BRANCALEONE ". Certamente quando siamo partiti nel 2014, non pensavamo che il nostro lavoro come gruppo di volontari, avrebbe avuto oggi uno sviluppo così importante per la nostra città, ma a quanto pare quello che stiamo facendo ha suscitato interesse anche a livello nazionale perché il Ministro dei Beni culturali Franceschini, venutone a conoscenza, ha visitato personalmente la Rocca e l’ha inserita a settembre scorso, nell’elenco dei monumenti da salvare, stanziando un finanziamento di 5 milioni di euro per il recupero delle mura e per la ricostruzione degli spazi interni ( Bar, fontana, area spettacoli, ecc.)

Nelle biografie del libro ”Leggere la rigenerazione urbana. Storie da “dentro” le esperienze" - Pacini Editore, si legge che l’“Amata Brancaleone” è un gruppo informale di cittadini, associazioni e una cooperativa sociale nato a Ravenna nel 2014 di cui faccio parte fin dall’inizio.
La Rocca Brancaleone di RavennaCi occupiamo della rigenerazione della Rocca Brancaleone, una fortezza del XV secolo con una cittadella e un parco pubblico, nel centro storico di Ravenna, caduta progressivamente in stato di degrado, da anni sotto utilizzata e poco valorizzata. La nostra idea invece è che sia un luogo meraviglioso carico di opportunità per lo sviluppo culturale della città ma anche di opportunità lavorative per i giovani.
Per portare avanti le nostre idee con azioni concrete stiamo sperimentando un progetto di “amministrazione condivisa” in collaborazione con il Comune di Ravenna e abbiamo firmato un “Patto di collaborazione” nell’ambito del Regolamento dei Beni Comuni per la realizzazione di eventi e progetti con le scuole della città, in particolare il liceo artistico Nervi-Severini e l’Istituto Agrario “L. Perdisa” e con le Associazioni culturali che si occupano di rievocazioni storiche legate al periodo medievale.
MILANO 18 NOVEMBRE BOOKCITYL’incontro al Bookcity di Milano è stata l’occasione per presentare in anteprima il risultato del bando PRiNT, la prima edizione della call lanciata dalla collana “Newfabric” di Pacini Editore che ha raccolto a livello nazionale pratiche e visioni sulla rigenerazione degli spazi cui noi abbiamo partecipato con entusiasmo un anno fa, inviando la nostra storia di questi pochi anni.
Quasi 100 sono state le candidature di chi con creatività e dedizione prova lungo tutto lo stivale a far rivivere spazi e allo stesso tempo creare occasioni di sviluppo locale e dare nuovo impulso al ruolo dell’essere cittadino.
Le 14 storie che compongono questo libro sono legate dal sottile filo rosso dell’entusiasmo e della consapevolezza che esistono dei valori comuni di riferimento attorno ai quali riconoscersi come comunità.
Il risultato che emerge dai racconti che rappresentano tutte le regioni italiane è un identikit di massima di cosa possa intendersi con lo slogan ‘rigenerazione urbana’ tenendo ferme due parole che portano con sé significati che stanno a cuore a tutti i partecipanti: cittadinanza e benessere.
Cittadinanza perché è proprio attraverso la rigenerazione di spazi inutilizzati o sottoutilizzati, la presa in consegna di funzioni tradizionalmente delegate all’ente pubblico e mai realizzate (per mancanza di amore, di passione, di appartenenza, di ow¬nership), di implementazione di dispositivi concreti di diffusione del potere dove decide e realizza chi fa, chi si impegna, chi c’è lì e in quel momento;
Benessere perché traduce in italiano quel con¬cetto di welfare urbano che sempre più si sente quando si parla di proget¬tazione pubblica e di città intelligenti che spesso pensano, ma non sentono, il cambiamento che propongono. Chi come noi fa, e soprattutto vede realizzato il pro¬prio sforzo, sta meglio in termini emotivi ma a quanto pare anche fisici perché genera non solo relazione - e quindi meno solitudine-ma anche senso di appartenen¬za e soddisfazione, orgoglio e quindi salute psichica.
Newfabric è la collana di Pacini Editore che ha deciso di puntare sui temi dell’utilità sociale, l’alternativa alla forma di possesso e che identifica negli “innovatori sociali” un nuovo ruolo e nuove strategie per aiutare la società ad aiutarsi da sola.
Noi c’eravamo insieme ad altre Associazioni, Cooperative e Istituzioni che hanno scritto i racconti di rigenerazione urbana: La Capagrossa (Ruvo di Puglia, Ba), DAR=CASA (Mi), Dynamoscopio (Mi), Kilowatt (Bo), Libera Campania, Officina Piedicastello (Tn), Piattaforma delle Resistenze Contemporanee (BZ), Rete delle Case del Quartiere (To), ReUSEs (Aq), Università Tor Vergata (Rm), Urban Landscape Hub (Mi) e insieme a Carlo Andorlini, Luca Bizzarri, Annibale d’Elia, Elena Granata, Lisa Lorusso, Valentina La Terza, Marta Mainieri, Andrea Minetto. L’incontro con tutti i protagonisti dei racconti pubblicati è stato molto stimolante perché eravamo un insieme di professionisti che ragionano da contesti diversi sulla base di valori comuni o meglio che si sono avvi¬cinati attraverso il dibattito e la discussione.
Da questo bellissimo incontro e dai 14 racconti sono emersi concetti nuovi e nuove domande per il futuro:
- Quale è il ruolo degli “Innovatori sociali “?
- Stiamo elaborando una cosa che ancora non c’è?
- Visto che i soldi spesso non ci sono, si rischia in proprio?
I “rigeneratori urbani e gli innovatori” sono difficilmente collocabili nelle dinamiche normali e trovano spesso ostacoli e nemici perché è un processo radicale che mette le mani pesantemente nel concetto di “cittadinanza” e richiede una verifica ed un cambiamento delle normative e dei Regolamenti locali che attualmente definiscono i rapporti tra amministrazioni pubbliche e cittadini per adeguarli alle novità e ad una nuova consapevolezza di cosa significa essere “cittadini attivi”.


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