rita rambelliDa alcuni anni do il mio piccolo contributo economico ad una Associazione che si prende cura di bambini che un destino crudele ha condannato ad una vita fatta di buio e silenzio: i bambini sordo-cechi.
È la Lega del Filo d’Oro il cui lavoro ed impegno mi ha sempre emotivamente coinvolto perché credo sia una condizione terribile che merita tutto l’aiuto possibile.
"Le mie dita ti hanno detto" è il ritratto della fondatrice di questa Associazione, Sabina Santilli, una donna sordocieca nata in un piccolo paese contadino dell’Abruzzo negli anni Venti. 

Grazie alla sua determinazione, alla sua intelligenza e alla sua instancabile volontà di entrare in dialogo con il mondo, Sabina è riuscita a mettere in rete i sordociechi italiani, a dare visibilità alla loro esistenza, ai loro problemi e ai loro diritti, fino a creare nel 1964 la Lega del Filo d’Oro. Il nome dell’Associazione, all’apparenza fantastico, è in realtà il simbolo della buona amicizia senza il quale le persone prive della vista e dell’udito sono condannate all’isolamento, il filo prezioso che unisce la persona sordocieca al mondo esterno. Sabina è stata la prima Presidente dell’Associazione e mentre realizzava il suo sogno, ha anche infranto un tabù: è stata la prima persona sordocieca ad assumere una carica sociale. Per poterlo fare il notaio ha equiparato il caso di Sabina, che per la legge sarebbe stata incapace di intendere e di volere, a quello di uno straniero che necessita di un interprete. Ma voglio raccontarvi la sua storia. Sabina nacque il 29 maggio 1917 robusta e calma, precoce e con un'intelligenza molto viva ma a 7 anni si ammalò di meningite e divenne cieca e sorda..
"Troppo lungo sarebbe descrivere il salto dalla luce all'ombra", scrive lei. "Mi ritrovai rinchiusa in me stessa come un eremita nel mezzo della società; sola con le mie idee e i miei capricci”. All'età di 10 anni, Sabina fu ammessa nell'Istituto "Augusto Romagnoli" dove avevano iniziato a mettere in atto un nuovo Metodo d'educazione per i ciechi che utilizza le falangi della mano. (Vedi disegno).
Rita mani

Cresciuta, dopo uno studio attento e, avendo seguito per anni l'attività delle associazioni dei cieco-sordi inglesi, americani, francesi, tedeschi, russi, Sabina iniziò a sollecitare le Istituzioni e i Ministeri, perché aprissero un settore di attività per la rieducazione di questi bambini, ma senza successo.
Nel 1964 a 47 anni, fondò quindi la Lega del filo d’oro con la sola collaborazione della sua famiglia.
Intervistata da un giornalista del quotidiano "Tempo" nel 1966, dichiara:
"La pluriminorazione comporta una problematica che si differenzia profondamente da quella dei semplici ciechi e dei semplici sordomuti, ed esige soluzioni pure differenti, molto più complesse che variano spesso da individuo a individuo. Vi sono ciechi-sordi psichicamente normali (e questi sono i più fortunatamente),per quelli non bisogna mai attendere, perché il bambino non perda nulla della parte che gli spetta nella vita - cosa possibile solo mediante una metodologia pedagogica tutta speciale (già se ne hanno esempi, non solamente in Elena Keller, ma i numerosi fanciulli educati presso I'Istituto Perkins nel Massachussets, nella Scuola di Condover Hall in Inghilterra, nell'Istituto di Psicologia differenziale a Mosca) - e perché, se adulto, gli sia provveduto tempestivamente un riadattamento adeguato - prima che la disperazione, la pesantezza oppressiva di ambiente e di cose contrarie nell'impossibilità d'intendersi con gli altri, non lo sopraffacciano con spesso gravi conseguenze psicologiche e sociale”.
Sulla spinta delle molte famiglie italiane che la cercavano per avere aiuto e consigli per come poter comunicare con questi bambini, scrive:
“Mi resi conto allora della loro situazione di abbandono quasi completo, senza diritti e senza posto al sole. Tentai così di ottenere provvedimenti speciali in loro favore presso varie organizzazioni esistenti (per ciechi o per sordomuti); ma evidentemente, di fronte ad una problematica così complessa nessuno si sentiva preparato: infatti non ebbi mai una risposta positiva. ..... Ma esistevano queste vite, esisteva l'imperativo del loro bisogno, superiore senza dubbio a quello degli altri minorati. Perciò, conoscendo già i progressi fatti all'estero nell'assistenza ai non vedenti privi di udito e considerato il rifiorire della loro esistenza in seno ad organizzazioni proprie, non appena qualcuno si associò alla mia idea prestando- mi una mano, decidemmo insieme a questi di costituire anche in Italia un'Associazione nazionale per la tutela a l'assistenza dei non vedenti
privi di udito: LA LEGA DEL FILO D'ORO -sul modello della National Deaf-Blind Helpers League (Lega Nazionale d'Aiuto per ciechi-sordi) in Inghilterra, e con scopi più affini a quelli del"Anne Sullivan Macy Service" negli USA.
L'azione della Lega del Filo d'Oro è molto più elastica e va ben più in là, che non quella degli Enti assistenziali delle altre categorie, a causa appunto delle diverse minorazioni, spesso associate insieme, che determinano esigenze complesse e per risolvere le quali è necessario mettere insieme le varie competenze ed organizzare iniziative nuove.”

Il 17 luglio 1966 Sabina viene ricevuta in udienza privata da Sua Santità il Papa Paolo VI, il quale all'uscita commentò: "Oggi mi sono consolato!".
Nell'ottobre 1967, coraggiosamente, l'Associazione aprì la prima scuola a Osimo in provincia di Ancona e ha accolto i primi quattro bambini cieco-sordi.

Sabina non si stancò mai di insistere sulla necessità di una diagnosi e di un intervento precoce perché non si poteva attendere che questi piccoli perdessero tutta la duttilità ed elasticità ad una educazione.
“Una vita indipendente non è bastare a se stessi, ma “essere capaci di stare con tutti”. ... Massima indipendenza significa massimo inserimento nel contesto sociale”.
Nel 1982 Sabina fu chiamata a far parte della Commissione Nazionale del Lavoro sempre per ciechi pluriminorati, alla quale diede il suo contributo, reso prezioso dalla sua esperienza, insistendo su una fondamentale distinzione tra ciechi minorati solo nei sensi e quelli pluriminorati psico-sensoriali.
RitaIl 22 luglio 1987 Sabina è stata insignita dalla Santa Sede dell'onorificenza "Pro Ecclesia et Pontifice".

È morta a San Benedetto dei Marsi il 12 ottobre 1999
https://www.legadelfilodoro.it/