ida accorsiQuesto racconto è rimasto inedito in Italia fino al 2012 quando è stato pubblicato, insieme ad altri, nel libro Racconti dal focolare.
Gli inediti di Charles Dickens. L'adattamento e la traduzione che leggerete sono di ©ViDi.
"C'era una volta, molto tempo fa, un viaggiatore che decise di partire per un viaggio. Era un viaggio magico, che all'inizio dovette sembrargli molto lungo e poi molto breve quando arrivò alla metà del cammino.
Viaggiò per qualche tempo, lungo sentieri bui e solitari, fino a quando incontrò un bel bambino. Il viaggiatore gli chiese: "Cosa fai qui, tutto il giorno?". E il bambino rispose: "Gioco, gioco e gioco. Vieni a giocare con me!". Così, giocarono insieme, per tutto il giorno e si divertirono un mondo. Il cielo era così azzurro, il sole così brillante, l'acqua così splendente, le foglie così verdi, i fiori così delicati, il canto degli uccelli così melodioso e le farfalle così belle che tutto fu fantastico.

Il tempo era sereno. Quando pioveva, il bambino e il viaggiatore si divertivano a osservare i goccioloni e a respirare l'aria fresca e profumata. Quando tirava vento, si deliziavano ad ascoltare la sua voce immaginando che stesse parlando con se stesso o con quanti potevano comprenderlo. "Da dove viene?", si domandavano il bambino e il viaggiatore mentre il vento soffiava, urlava, sospingeva le nuvole, piegava gli alberi, vorticava nei camini, scuoteva le case e sollevava le onde del mare in tempesta. Ma il momento più bello era quando nevicava. Sì, perché il bambino e il viaggiatore si divertivano tanto a osservare i bianchi fiocchi di neve cadere come piume dal petto di una miriade di uccelli bianchi. E quale meraviglia guardare la neve posarsi vellutata al suolo, poi ascoltare il silenzio riempire i sentieri e la campagna. Avevano i giocattoli più belli e i migliori libri illustrati: libri pieni di scimitarre e babbucce e turbanti; e nani e giganti e geni e fate e barbe blu e fagioli magici e tesori e caverne e foreste: tutte storie meravigliose e di certo vere.
Ma un giorno, all'improvviso, il bambino scomparve. Il viaggiatore lo cercò, lo cercò e lo cercò ancora; ma non riuscì a trovarlo. Allora, decise di riprendere il suo viaggio e dopo un lungo cammino solitario incontrò un ragazzo gentile e simpatico.
Allora, decise di riprendere il suo viaggio e dopo un lungo cammino solitario incontrò un ragazzo gentile e simpatico. Il viaggiatore gli chiese cosa facesse lì tutto il giorno e il ragazzo rispose: "Passo il mio tempo a imparare. Vieni e impara tante cose con me!".
Il viaggiatore imparò, insieme al ragazzo, chi fossero Giove e Giunone, i Greci e i Romani, e non so che altro, certo più di quanto io possa dire - e anche di quanto lui possa dire, perché presto ne ha dimenticate molte di cose.
Ma il viaggiatore e il ragazzo non stavano sempre a studiare. Giocavano, anche, e i loro giochi erano i giochi più divertenti di sempre. Andavano in barca lungo il fiume in estate; pattinavano sul ghiaccio in inverno. Facevano lunghe passeggiate a piedi e a cavallo. Giocavano a cricket e a palla e praticavano più sport di quanti io ne conosca. Nessuno poteva fermarli.
Avevano anche giorni di riposo e di vacanza, con serate danzanti e pomeriggi a teatro in cui potevano assistere a tutte le meraviglie del mondo. E sempre erano circondati da amici affettuosi, così tanti che mi manca il tempo per contarli. Erano tutti giovani e si erano promessi di non allontanarsi mai e di rimanere amici per tutta la vita.
Tuttavia, un giorno, il viaggiatore perse il ragazzo, così come già aveva perduto il bambino, e dopo averlo chiamato e cercato invano, decise di proseguire il suo viaggio.
Dopo un lungo cammino solitario, il viaggiatore incontrò un giovane uomo a cui chiese: "Cosa fai qui tutto il giorno?". E il giovane uomo rispose: "Passo il mio tempo amando. Vieni anche tu!".
Il viaggiatore accettò e così presero a corteggiare una delle donne più belle che si fossero mai viste - proprio come Fanny, lì nell'angolo. Lei aveva gli occhi di Fanny, i capelli di Fanny, le fossette sulle guance come quelle di Fanny e poi rideva proprio come ride ora Fanny mentre parlo di lei.
Il giovane uomo si innamorò presto di lei - proprio come ha fatto qualcuno di cui non posso fare il nome appena è arrivato qui. Veniva preso in giro, ogni tanto, proprio come qualcuno veniva preso in giro da Fanny; litigavano, ogni tanto, proprio come facevano qualcuno e Fanny; poi si riappacificavano, si sussurravano cose dolci, si scrivevano lettere, si rattristavano quando non erano insieme, si cercavano senza sosta negando di farlo.
Arrivò il Natale e il giovane uomo e la bellissima donna si fidanzarono; seduti uno accanto all'altra davanti al fuoco, presto si sarebbero sposati, esattamente come quel qualcuno che non posso nominare e Fanny.
Ma un giorno il viaggiatore perse il giovane uomo e la bellissima donna, come già aveva perduto il bambino e il ragazzo; li chiamò e li cercò, ma non li trovò e così decise di riprendere il cammino.
Il viaggiatore lo chiamò e lo cercò, lo cercò e lo chiamò ma non ebbe risposta e raggiunto il confine estremo del bosco, nel momento in cui del sole calante non restava più alcuna traccia in un cielo già tinto di porpora, incontrò un uomo anziano seduto su un tronco d'albero. "Cosa fai qui tutto il giorno?". Chiese il viaggiatore all'uomo anziano che gli rispose con un pacifico sorriso: "Passo il mio tempo a ricordare. Vieni a ricordare con me!".
Allora il viaggiatore si sedette accanto all'uomo anziano, nella luce di un avvolgente sole calante, e in quel momento tutti i compagni che aveva incontrato durante il suo lungo viaggio lo raggiunsero e lo circondarono con dolcezza: il bel bambino, il ragazzo, il giovane uomo innamorato, il padre e la madre e tutti i loro figli. Erano tutti lì con lui, e lui, in realtà, non li aveva perduti. Voleva bene a tutti loro, era molto felice di rivederli, aveva bontà e indulgenza per tutti e anche loro lo amavano e lo rispettavano.
Penso che fossi proprio tu quel viaggiatore, nonno; perché questo è quello che tu fai per noi ed è quello che noi facciamo per te.
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Breve biografia di Charles Dickens
Nacque a Landport nel 1812 ed ebbe un’infanzia povera e travagliata; esercitò i mestieri più umili e venne a contatto con le classi sociali più povere, A sedici anni, migliorate le condizioni familiari, già esperto di letteratura inglese divenne scritturale presso un avvocato e iniziò a pubblicare articoli sui giornali di Londra. A ventiquattro anni pubblicò "Il circolo Pickwick", a puntate su una rivista, e fu subito il successo. Da allora la sua vena narrativa fu frenetica: scrisse moltissimi romanzi, tutti di grande fortuna, ma il capolavoro fu David Copperfield, romanzo profondo, che uscì in dispense fra il 1849 e il 1850. Egli morì nel 1870, dopo un esistenza vivace e piena di soddisfazioni, e il suo corpo fu tumulato nell’abazia di Westminster, accanto alle maggiori glorie inglesi.
Moltissime sono le sue opere, le più significative:
Il circolo Pickwick (1836)
Le avventure di Oliver Twist (1838)
Tempi difficili (1854)
La piccola Dorrit (1857-58)