Nonne, favole e bambini

ida accorsiQuesto racconto è rimasto inedito in Italia fino al 2012 quando è stato pubblicato, insieme ad altri, nel libro Racconti dal focolare.
Gli inediti di Charles Dickens. L'adattamento e la traduzione che leggerete sono di ©ViDi.
"C'era una volta, molto tempo fa, un viaggiatore che decise di partire per un viaggio. Era un viaggio magico, che all'inizio dovette sembrargli molto lungo e poi molto breve quando arrivò alla metà del cammino.
Viaggiò per qualche tempo, lungo sentieri bui e solitari, fino a quando incontrò un bel bambino. Il viaggiatore gli chiese: "Cosa fai qui, tutto il giorno?". E il bambino rispose: "Gioco, gioco e gioco. Vieni a giocare con me!". Così, giocarono insieme, per tutto il giorno e si divertirono un mondo. Il cielo era così azzurro, il sole così brillante, l'acqua così splendente, le foglie così verdi, i fiori così delicati, il canto degli uccelli così melodioso e le farfalle così belle che tutto fu fantastico.

ida accorsiRitenuto il primo scrittore di favole, anche se nel mondo greco, il genere della favola si presenta inizialmente nella forma dell'«aínos», nella similitudine, come mostra l'esempio offerto, nell'VIII secolo a.C., dall'Usignolo e lo sparviero narrato nelle Opere e i giorni di Esiodo - non a caso definito il primo favolista da Quintiliano, nel quale un usignolo, catturato dal rapace, cerca di impartirgli una lezione sul significato della giustizia.
Secondo i grammatici antichi, fu Archiloco, poeta di Paros, attivo nel VII secolo, il creatore della favola del tipo che sarà poi sviluppata da Esopo, ma restano scarsi frammenti, come frammenti di favola sono in Solone e in Simonide, del VI secolo.

ida accorsi[...] Ricordo la forza magnetica per me di una favola, il registro della voce che cambia in chi legge, e rammento come sentir raccontare anche di un cane mi portasse a un altro livello, non realistico, ma nemmeno confuso, sconnesso. Perché ai bambini piace attivare l'organo metafisico dell'immaginazione e superare ogni frontiera mentre il padre o la madre li portano con la parola da qualche altra parte: insieme si prende a volare, ma al tempo stesso si è protetti. Ed è importante perché la loro mente è ancora caotica, non sa bene la differenza tra sogno e realtà: con la fiaba si entra nei sogni e li si accompagna, allargando l'esperienza della vita. E poi una storia legittima quasi sempre un humour che non sempre è usato dagli adulti, un'altra dimensione in cui entrare e sorridere.
Crescere oggi è più dura, servono più favole” [...]”.David Grossman ( intervistato da Susanna Nirenstein per “La Repubblica” (18 novembre 2016).
Grossman è uno scrittore e saggista israeliano. È autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i suoi libri sono stati tradotti in numerose lingue.

ida accorsiLa differenza tra favola e fiaba. Entrambi sono dei generi dedicati ai fanciulli: la fiaba riesce a catturare l'attenzione dei bambini, fornendogli anche un messaggio morale, mentre la favola ha anche un compito sociale importante.
Nel mondo della fantasia, e in particolare nel settore dedicato ai fanciulli, la fiaba riveste un ruolo importante capace come è di catturare l’attenzione dei bambini, divertendoli ma lasciando filtrare messaggi e insegnamenti. Ci ricordiamo tutti le fiabe famose che i genitori ci hanno raccontato da piccoli: Cappuccetto Rosso, Pollicino, Cenerentola, Il gatto con gli Stivali ...
Tuttavia, dedicato ai giovani (e meno giovani), esiste un altro importante genere fantastico che, pur distinguendosi dalla fiaba, rappresentano sempre narrazioni piacevoli o comunque frutto dell’immaginazione, con un compito sociale importante che poi vedremo. Si tratta della FAVOLA.

ida accorsiChi segue il pifferaio?
In noi c’è qualcosa che sa vedere l’incanto, che vuole andare avanti ridendo e cantando, mano nella mano con gli altri.
È la parte di noi, è il bambino interiore che corre entusiasta dietro a chi sa farlo sognare.
E nell’immagine dei bambini di Hamelin che danzano persi dietro al pifferaio, c’è il nostro inseguire chimere?
Il Pifferaio Magico di Hamelin

ida accorsiMolto è stato detto e scritto su Gianni Rodari (Omegna, 1920 – Roma, 1979), autore di libri per bambini, di testi teatrali e di programmi televisivi, pedagogo, maestro elementare, giornalista dell’«Unità» e di «Paese sera», direttore di riviste.

La lingua di Gianni Rodari 
Tra la fine degli anni quaranta e gli inizi degli anni cinquanta la lingua italiana non è ancora patrimonio diffuso in tutta la penisola, si registrano dati di analfabetismo quasi del 14% e appena il 18% della popolazione in età scolastica risulta iscritto alla scuola post-elementare, soltanto il 18,5% di italiani pari a 7.850.000 individui, usa normalmente la lingua nazionale e ha abbandonato completamente il dialetto, mentre il 63,5% usa il dialetto in ogni circostanza.

ida accorsiLa fiaba siciliana “La Vecchia nell’orto” inizia così: “C’era una volta un orto di cavoli. Era un anno di carestia e due donne andarono in cerca di qualcosa da mangiare: "Comare, disse la prima, andiamo in quest’orto a cogliere cavoli”. E la seconda: “ ma ci sarà qualcuno!” La prima andò a vedere e….” Aveva ragione la seconda comare: l’orto non è un luogo banale, non è il parente povero del giardino, è un luogo vivo, popolato di creature, è un luogo che ha a che fare con il nascere e con il crescere. In un orto c’è sempre qualcuno!

ida accorsiTanto, tanto tempo fa non si conoscevano le favole come le intendiamo noi, molti nonni non sapevano nemmeno leggere e le storie le inventavano basandosi su fatti lontani, e sui ricordi della loro giovinezza....
Poi le fiabe italiane della tradizione popolare durante gli ultimi cento anni sono state trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino. Sono 200 fiabe provenienti da tutte le regioni d'Italia che Calvino raccoglie e trascrive in lingua italiana.
Nell'Introduzione all'edizione del 1956, l'autore illustra il significato delle fiabe e le particolari caratteristiche di quelle italiane, i motivi che l'hanno spinto intraprendere questo lungo lavoro e i criteri che, sulle orme dei fratelli Grimm, ha utilizzato per scegliere e trascrivere i testi.

ida accorsiLe storie sono un balsamo, generano la gioia, la tristezza, gli struggimenti, le domande, aiutano a riconoscere i sentimenti, aguzzano la fantasia, conducono alla compassione….
Le storie e le favole sono disseminate di istruzioni e simboli che ritroviamo valide guide nella complessità della vita.
L’arte del racconto, tipica dei nonni, ormai si è quasi persa: la lunga catena di storie orali che passavano di generazione in generazione si è interrotta… se molte storie sono state raccolte e scritte, moltissime altre sono andate perdute…
Le storie un tempo non incantavano soltanto i bambini ma anche gli adulti, che chiamavano nelle stalle, nelle veglie, i “folari”, personaggi girovaghi che “raccontavano” !!!

 

ida accorsiUna scuola materna dentro ad un centro anziani? Si è possibile, è già successo.
Il programma Intergenerational Learning Center ha permesso a una scuola materna di trasferirsi nella casa di riposo dando la possibilità a più di 400 anziani di interagire con i bambini, con l'intento di annullare la differenza tra la nuova e vecchia generazione e colmare quel senso di solitudine e d’isolamento che vivono gli anziani.
Quest'iniziativa si propone da una parte di restituire agli anziani un ruolo sociale attivo, usufruendo della loro esperienza e della loro collaborazione per l'educazione e la crescita dei bimbi; dall'altra, è finalizzata a regalare ai bambini la possibilità di crescere insieme ai 'nonni' (anche se non biologici) diversi da loro e a volte con difficoltà fisiche.
E' la scuola materna di Providence Mount St. Vincent, a Seattle, che si trova all’interno di una casa di riposo per anziani.