I vecchi e il medico di Rosanna Vagge

il blog di Rosanna Vagge

rosanna vaggeFin dai primi anni della mia professione mi sono interrogata su cosa volesse dire "essere medico". La ricerca del significato profondo di alcune parole, come missione, vocazione, etica mi ha sempre accompagnato con forza maggiore man mano che cresceva l'esperienza di vita . Ora è diventato quasi un riflesso condizionato cercare di distinguere, ogni qual volta io debba affrontare una decisione professionale, ciò che è giusto e quindi è bene fare da ciò che non lo è.

rosanna vaggeCi sono attimi , nella vita, che fanno cambiare il corso del destino. Di questo ne sono stata sempre convinta. Basta un attimo per distrarsi e combinare qualche catastrofe. Basta un attimo per sfuggire a qualche inconveniente, anche alla morte. Basta un attimo per costruire cose meravigliose, un attimo per distruggerle. E' la vita.

Il mio interesse per il governo clinico, per le cause di errore sanitario, per l'appropriatezza organizzativa, per la qualità in generale, risale all'epoca in cui lavoravo in ospedale ed ero impegnata a tempo pieno nella gestione del malato critico.

Sono di guardia in clinica, impegnata a riordinare le mail ricevute negli ultimi giorni. Squilla il mio cellulare personale al quale mi sono dimenticata di togliere la suoneria. E' un numero sconosciuto, ma, senza troppe titubanze, rispondo. "Sono Daniela, è caduta Fortuna e non ce la fa più ad alzarsi, sono sicura che si sia rotta una gamba!"

Una notte di guardia, come tante. Mi chiamano. Sono le 3 e 38. “ Dottoressa, può salire per favore al primo piano? La paziente al letto 110 è piuttosto agitata. E’ una anziana signora che sarà dimessa in mattinata”.

E' tutto il giorno che mi frullano in testa queste parole: fattori umani. Ma che cosa sono? Mi chiedo?

Sono molti anni che non vado in ferie e mi limito a partire per qualche maratona in giro per l'Italia, rimanendo fuori casa per non più di due giorni. La data di solito non me la dimentico, tra iscrizione, partenza, rientro e ripresa della routine quotidiana. Ma ricordo che quando il periodo di vacanza era di una lunghezza tale da meritarsi questo nome, fin dall'inizio perdevo la cognizione del tempo , del giorno della settimana, persino delle ore della giornata, cognizione che ricompariva con tutta la sua potenza e crudeltà qualche giorno prima del rientro al lavoro.
Il mio pensiero va, ancora una volta, al Mini Mental State Examination.

Silvia è una allegra e vivace vecchietta del 1916 che vive in casa di riposo da oltre 14 anni.
Il suo stile di vita sembra essere refrattario allo scorrere del tempo, con tutti gli acciacchi che si porta dietro, e pure ben poco condizionato dagli stati patologici.