I vecchi e il medico di Rosanna Vagge

il blog di Rosanna Vagge

rosanna vaggeDire che sono rimasta esterrefatta è poco. Proprio così. Eppure ho letto e riletto più volte le norme che definiscono i compiti dell’Operatore Socio Sanitario. E non da sola, ma insieme alla Direttrice, considerato che quattr’occhi vedono meglio di due.
La recente normativa regionale ha reso obbligatorio che nelle residenze protette e RSA, pubbliche o private, certificate o convenzionate che siano, operino, oltre infermieri, medici, fisioterapisti e animatori, esclusivamente persone diplomate OSS (operatore socio sanitario) altrimenti gli organi ispettivi applicano le sanzioni.

rosanna vaggeVi voglio raccontare la storia di Ferdinando, ex finanziere di 85 anni, persona per bene con alle spalle una onesta e impegnata vita lavorativa e famigliare, ma ora, purtroppo, con una salute zoppicante per problemi circolatori, un pregresso infarto miocardico con esiti e altre discrete magagne che lo costringevano ad una vita morigerata e all’assunzione quotidiana di un discreto numero di farmaci.

Ma Ferdinando era ben assistito dalla moglie, Anna che, seppur più anziana di qualche anno, era ancora molto attiva e sapeva condurre mirabilmente sia il marito che la casa. Poi c’erano i due figli con le loro famiglie che contribuivano ad aiutarli, qualora ci fosse stato bisogno del loro intervento.

rosanna vaggeE’ arrivata in casa di riposo la scorsa estate, esattamente il 20 di luglio, dopo oltre 4 mesi di ricovero nell’RSA ospedaliera per una brutta caduta in casa in seguito alla quale aveva riportato la frattura del femore sinistro e del polso dello stesso lato, cosa che aveva ostacolato non poco il recupero della deambulazione. Angela, 88 anni, nata e vissuta in piccole frazioni della montagna ligure, donna caparbia, dall’ espressione spesso ingrugnata, di quelle che non guardano in faccia nessuno e non hanno peli sulla lingua.

rosanna vaggeLa diapositiva riportava “IL GIUDICE PUO’ NON PROCEDERE…” e la docente leggeva “Il giudice NON PUO’ PROCEDERE …” e proseguiva … bla bla bla… mentre nella mia mente si scatenava un vortice di funesti pensieri. Chissà se gli altri discenti hanno colto l’inesattezza di esposizione? Che cosa sarà frullato loro in testa?

E’ accaduto una settimana fa, a una lezione del corso sull’amministratore di sostegno, il primo nel territorio, dove risiedo, organizzato in collaborazione con l’ASL e il tribunale del capoluogo al quale hanno partecipato una quindicina di persone, dall’età anagrafica disparata e verosimilmente di diversa estrazione e professionalità, interessati comunque a questa tema.

rosanna vaggeCi sono voluti più di 5 anni dalla partenza per arrivare al primo spugnaggio della maratona “Arco della vita” ed esattamente 2 anni e un mese per percorrere i 2,5 Km che ci separano dal quinto.

Siamo al primo spugnaggio del Km 7,5. Non sapevamo nemmeno se fosse previsto dall’organizzazione e quindi lo accogliamo con grande piacere. Rinfrescarci un po’ e sostare anche solo un attimo è sicuramente una buona cosa.

rosanna vaggeOgni giorno che passa, mano a mano che accresce la mia esperienza professionale nei confronti dei vecchi che vivono in famiglia o in strutture residenziali, nonché dell’organizzazione sociale che gravita intorno a questo mondo, sempre più mi convinco che il nocciolo della questione stia nella medicalizzazione della vita, dalla nascita alla morte, senza esclusione di alcuna età.


Lo spiega bene Ivan Illich nel suo libro “Nemesi Medica” al capitolo Iatrogenesi sociale.

“Massimo livello di allerta, bollino rosso, per l’ondata di caldo che ha colpito rosanna vaggesette città d’Italia tra cui Genova: pericolo per tutta la popolazione! Bollino arancione in altre città: pericolo per le persone fragili, vecchi e bambini!”

Urla a gran voce il Ministero della Salute e detta le sue raccomandazioni.

rosanna vaggeSi chiamano Rina e Fortuna i pulcini di Casa Morando, ma si tratta di nomi provvisori perché non sappiamo cosa diventeranno da adulti, se galli o galline. Ebbene sì, Gilda l’ha combinata bella e, eludendo la sorveglianza della badante, si è nascosta tra le foglie, dietro un albero del giardino, e ha covato, imperterrita, per giorni e giorni. L’abbiamo cercata in ogni angolo, almeno così credevamo, persino lungo gli argini del Rupinaro che costeggia la casa di riposo, abbiamo sparso la voce tra gli abitanti della zona, ma niente, di Gilda, una gallina nera di piccola taglia, nemmeno l’ombra.