I vecchi e il medico di Rosanna Vagge

il blog di Rosanna Vagge

rosanna vagge“Ma cosa dici, mamma!?”continuava a ripetere Elena alla madre ogni qual volta si recava a farle visita nella RSA. Maria la guardava incredula, con aria di sfida, fiera dell’abbigliamento che aveva accuratamente scelto per accogliere il marito che avrebbe fatto rientro a casa di lì a poco, truccata in viso in modo generoso rispetto all’età e soprattutto all’ambiente anonimo in cui era ospitata mentre Elena proseguiva scrollando la testa con voce sommessa e supplicante: “Il papà, tuo marito è morto tre anni fa, ti prego!”.

rosanna vaggeSono entrata in quella stanza piena di fiducia. Mio cugino mi aveva detto che aveva ripreso a mangiare, seppur in minime quantità ed era riuscita a fare qualche passo aiutata dal fisioterapista. Sapevo che era molto debilitata per l’incessante vomito che l’aveva torturata per giorni e giorni, ma sapevo anche che era stata reidratata e alimentata per flebo durante il ricovero all’Istituto tumori in cui era stato diagnosticato un cancro al pancreas metastatizzato a pressoché tutto il fegato. Una situazione irreparabile a qualunque età, figurati a 93 anni. Con sorprendente solerzia dall’IST era stata trasferita nell’Hospice-Cure palliative dell’Ospedale più grande della sua città. Ma lei, la zia Germana, era convinta di essere in una struttura riabilitativa.

rosanna vaggeimage 19 03 16 06 37 2Cosa vuol dire essere felici? Si può essere felici anche se si hanno preoccupazioni, poca salute o addirittura si è affetti da demenza? Queste
domande mi frullano in testa da parecchi giorni e credo di conoscerne il motivo che vi racconto volentieri: circa una settimana fa ho provato una emozione che non ricordavo di aver provato da tempo ed in cuor mio ho pensato che si trattasse di felicità.

rosanna vaggeDire che sono rimasta esterrefatta è poco. Proprio così. Eppure ho letto e riletto più volte le norme che definiscono i compiti dell’Operatore Socio Sanitario. E non da sola, ma insieme alla Direttrice, considerato che quattr’occhi vedono meglio di due.
La recente normativa regionale ha reso obbligatorio che nelle residenze protette e RSA, pubbliche o private, certificate o convenzionate che siano, operino, oltre infermieri, medici, fisioterapisti e animatori, esclusivamente persone diplomate OSS (operatore socio sanitario) altrimenti gli organi ispettivi applicano le sanzioni.

rosanna vaggeVi voglio raccontare la storia di Ferdinando, ex finanziere di 85 anni, persona per bene con alle spalle una onesta e impegnata vita lavorativa e famigliare, ma ora, purtroppo, con una salute zoppicante per problemi circolatori, un pregresso infarto miocardico con esiti e altre discrete magagne che lo costringevano ad una vita morigerata e all’assunzione quotidiana di un discreto numero di farmaci.

Ma Ferdinando era ben assistito dalla moglie, Anna che, seppur più anziana di qualche anno, era ancora molto attiva e sapeva condurre mirabilmente sia il marito che la casa. Poi c’erano i due figli con le loro famiglie che contribuivano ad aiutarli, qualora ci fosse stato bisogno del loro intervento.

rosanna vaggeE’ arrivata in casa di riposo la scorsa estate, esattamente il 20 di luglio, dopo oltre 4 mesi di ricovero nell’RSA ospedaliera per una brutta caduta in casa in seguito alla quale aveva riportato la frattura del femore sinistro e del polso dello stesso lato, cosa che aveva ostacolato non poco il recupero della deambulazione. Angela, 88 anni, nata e vissuta in piccole frazioni della montagna ligure, donna caparbia, dall’ espressione spesso ingrugnata, di quelle che non guardano in faccia nessuno e non hanno peli sulla lingua.

rosanna vaggeLa diapositiva riportava “IL GIUDICE PUO’ NON PROCEDERE…” e la docente leggeva “Il giudice NON PUO’ PROCEDERE …” e proseguiva … bla bla bla… mentre nella mia mente si scatenava un vortice di funesti pensieri. Chissà se gli altri discenti hanno colto l’inesattezza di esposizione? Che cosa sarà frullato loro in testa?

E’ accaduto una settimana fa, a una lezione del corso sull’amministratore di sostegno, il primo nel territorio, dove risiedo, organizzato in collaborazione con l’ASL e il tribunale del capoluogo al quale hanno partecipato una quindicina di persone, dall’età anagrafica disparata e verosimilmente di diversa estrazione e professionalità, interessati comunque a questa tema.

rosanna vaggeCi sono voluti più di 5 anni dalla partenza per arrivare al primo spugnaggio della maratona “Arco della vita” ed esattamente 2 anni e un mese per percorrere i 2,5 Km che ci separano dal quinto.

Siamo al primo spugnaggio del Km 7,5. Non sapevamo nemmeno se fosse previsto dall’organizzazione e quindi lo accogliamo con grande piacere. Rinfrescarci un po’ e sostare anche solo un attimo è sicuramente una buona cosa.