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Diana
Catellani

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Vagge

Lisa
Orlando

Voci dalla rete

Perlungavita.it diventa grande, si fa nuovi amici, li accoglie in casa propria, li ringrazia per aver accettato l’ invito a costruire una preziosa rete di persone che guardano alla vecchiaia in modo positivo. Tutte le persone che fanno parte di queste “Voci” hanno già scritto per PLV dalla loro finestra aperta.

  • Ivano Baldini, presidente dell’Associazione AlzheimER Emilia Romagna, ha già raccontato, oltre alla sua vita, cosa è, cosa fa questa organizzazione. Su PLV ci farà conoscere esperienze nuove promosse dai familiari.
  • Diana Catellani ha accettato di aprire un altro suo blog, oltre a quello personale “nonnaonline” per raccontare il suo percorso con gli strumenti digitali, tra ostacoli e soddisfazioni.
  • Rita Rambelli è stata l’apripista, per testimoniare che gli anni sono una convenzione anagrafica, ma che si può andare “ Oltre l’età” per continuare ad essere curiosi del mondo.
  • Rosanna Vagge, anche lei già collaboratrice, medico e amante della scrittura , racconta le sue esperienze e la sua vita accanto ai vecchi delle residenze protette, ma non solo. In questa piacevole compagnia continuo le mie riflessioni sulla qualità della cura nei servizi, parlando di assistenza domiciliare.
  • Lisa Orlando, architetto, con una tesi sulla casa  idonea per gli anziani con l'Alzheimer, amante della lettura della montagna, ma anche della gioia dello scrivere: poesie, articoli, libri.Nel frattempo ha ottenuto un master in Comunicazione.
  • Ida Accorsi, insegnante di asilo nido in pensione, appassionata di Gianni Rodari e di confronti intergenerazionali coltiva i suoi interessi con l'aiuto del web.

rita rambelliSono 2.333 le violenze sulle donne e sui minori denunciate in Italia ad agosto 2017. Purtroppo il termine femminicidio è tristemente e prepotentemente entrato nella quotidianità perché i dati in Italia sono impietosi, ogni anno quasi duecento donne vengono uccise, una ogni tre giorni. Molti sono gli interrogativi che sorgono, ma più di tutti si dovrebbe analizzare, se si vuole seriamente comprendere il fenomeno, il ruolo della donna, il ruolo dei mezzi di comunicazione di massa e, non per ultimo, il ruolo dell’uomo nella società di oggi.
L’attenzione che i mass media hanno negli ultimi anni rivolto al tema della violenza sulle donne è certamente cresciuto tanto che la cronaca quasi quotidianamente ci bombarda con notizie di questo tipo, però la figura della donna compare nei telegiornali, per esempio, prevalentemente come vittima di casi di cronaca nera o di violenze sessuali, dove appaiono come esseri fragili, esposte alla violenza e al sopruso, cioè con una identità opposta all’immagine sempre giovane e splendente offerta invece dalla pubblicità e dall’intrattenimento.

rosanna vaggeMolti anni fa ho avuto una discussione piuttosto accesa con Elisabetta, una mia collega neurologa, inerente alla questione se camminare a piedi nudi sul pavimento freddo (specie in inverno) favorisse o no l’insorgenza del raffreddore. Lei sosteneva di sì, sulla base della sua esperienza personale, io l’esatto contrario. Nonostante entrambe avessimo ben chiaro che l’agente eziologico del raffreddore non ha nulla a che vedere con i piedi freddi, per cui si trattava tutt’al più di ipotizzare eventuali concause, le argomentazioni addotte, dall’una e dall’altra, non scalfirono minimamente le nostre opposte convinzioni.
Ricordo che rimasi stupita del fatto di come si potesse mettere tanta enfasi su di un tema così banale e, essendo toccata nel vivo e tacciata di “madre snaturata”, immaginai le privazioni che i bambini avrebbero potuto subire con il suo diniego. Era così bello, eludendo la sorveglianza genitoriale, scorrazzare a piedi nudi, persino su terreni impervi, ignari delle possibili nefaste conseguenze ben diverse dal raffreddore!

ida accorsiQuesto racconto è rimasto inedito in Italia fino al 2012 quando è stato pubblicato, insieme ad altri, nel libro Racconti dal focolare.
Gli inediti di Charles Dickens. L'adattamento e la traduzione che leggerete sono di ©ViDi.
"C'era una volta, molto tempo fa, un viaggiatore che decise di partire per un viaggio. Era un viaggio magico, che all'inizio dovette sembrargli molto lungo e poi molto breve quando arrivò alla metà del cammino.
Viaggiò per qualche tempo, lungo sentieri bui e solitari, fino a quando incontrò un bel bambino. Il viaggiatore gli chiese: "Cosa fai qui, tutto il giorno?". E il bambino rispose: "Gioco, gioco e gioco. Vieni a giocare con me!". Così, giocarono insieme, per tutto il giorno e si divertirono un mondo. Il cielo era così azzurro, il sole così brillante, l'acqua così splendente, le foglie così verdi, i fiori così delicati, il canto degli uccelli così melodioso e le farfalle così belle che tutto fu fantastico.

rita rambelliA Ravenna, durante la conferenza stampa di presentazione della XXIV Giornata dell’Alzheimer è emerso che ogni anno, nella mia città, si ammalano 100 persone. Dalle statistiche emerge che nella provincia di Ravenna risiedono circa 98.000 persone con età superiore ai 65 anni (di cui 54.000 con più di 75 anni e oltre 17.000 con più di 85 anni) e nei 4 i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze gestiti dalla Unità Operativa di Geriatria dell’Ausl Romagna con sede a Ravenna, Faenza, Lugo e Cervia sono stati valutati per la prima volta nel 2016 oltre 2.600 pazienti che lamentavano problemi di memoria e quasi 4.000 visite di controllo.

diana catellaniIl mondo sta invecchiando, soprattutto il mondo occidentale e questo ha, a mio avviso, un duplice effetto sul mondo del cinema:
-il tempo è molto democratico e passa per tutti allo stesso modo ed ecco così che molti eccellenti attori attempati devono pur trovare modo di lavorare e gli sceneggiatori sono incentivati a inventare storie adatte a essere interpretate da questi ex-bellissimi, ma pur sempre bravissimi e di sicuro richiamo;
-c’è un sempre più vasto pubblico di anziani pronti ad ascoltare queste storie, che li rappresentano, ed è un pubblico che ha tempo libero, che può andare al cinema e pagare il biglietto.
Detto ciò, si spiega come stiamo sempre più spesso assistendo all’uscita di film con vecchie glorie del cinema come protagonisti: due pellicole presentate a Venezia, all’ultimo festival del cinema appena concluso, e uno attualmente in proiezione nelle sale italiane. Ne ho letto rapidamente le trame.

ida accorsiRitenuto il primo scrittore di favole, anche se nel mondo greco, il genere della favola si presenta inizialmente nella forma dell'«aínos», nella similitudine, come mostra l'esempio offerto, nell'VIII secolo a.C., dall'Usignolo e lo sparviero narrato nelle Opere e i giorni di Esiodo - non a caso definito il primo favolista da Quintiliano, nel quale un usignolo, catturato dal rapace, cerca di impartirgli una lezione sul significato della giustizia.
Secondo i grammatici antichi, fu Archiloco, poeta di Paros, attivo nel VII secolo, il creatore della favola del tipo che sarà poi sviluppata da Esopo, ma restano scarsi frammenti, come frammenti di favola sono in Solone e in Simonide, del VI secolo.

diana catellaniAvendo già parlato in questo blog di mia madre, mi pare giusto ricordare, in questo mese di agosto in cui avrebbe compiuto 111 anni, anche mio padre.
A lui sono grata per le ore in cui, da piccola, mi teneva sulle sue ginocchia, insegnandomi a giocare a briscola, a rubamazzetto o a fare i solitari, mentre mia madre era indaffarata a preparare la cena. Altre volte invece si metteva a raccontarmi dei ricordi della sua vita passata o a raccontare delle favole, ma queste erano sempre le stesse storie strampalate che lui raccontava ridendo ... forse in quei momenti si divertiva più di me...
Più che parlare di lui, della sua persona, voglio soffermarmi sulla sua passione per i colombi prima e per i canarini poi.

ida accorsi[...] Ricordo la forza magnetica per me di una favola, il registro della voce che cambia in chi legge, e rammento come sentir raccontare anche di un cane mi portasse a un altro livello, non realistico, ma nemmeno confuso, sconnesso. Perché ai bambini piace attivare l'organo metafisico dell'immaginazione e superare ogni frontiera mentre il padre o la madre li portano con la parola da qualche altra parte: insieme si prende a volare, ma al tempo stesso si è protetti. Ed è importante perché la loro mente è ancora caotica, non sa bene la differenza tra sogno e realtà: con la fiaba si entra nei sogni e li si accompagna, allargando l'esperienza della vita. E poi una storia legittima quasi sempre un humour che non sempre è usato dagli adulti, un'altra dimensione in cui entrare e sorridere.
Crescere oggi è più dura, servono più favole” [...]”.David Grossman ( intervistato da Susanna Nirenstein per “La Repubblica” (18 novembre 2016).
Grossman è uno scrittore e saggista israeliano. È autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i suoi libri sono stati tradotti in numerose lingue.

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