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Boris Pahor, scrittore italiano di lingua slovena

E’ uscito questa sua autobiografia, con un titolo tra il triste e l’accusatorio: “Figlio di nessuno”. Perché ha scelto di presentarsi in questo modo?

Il sottotitolo doveva essere “Figlio di nessuno per un quarto di secolo”, ma la Rizzoli riteneva che era troppo lungo e che l' avrebbe citato nel risvolto della copertina, come di fatto lo fece.

Il periodo fascista infatti non mi tolse solo la lingua, mi obbligava e divenire un altro, cambiare la mia identità, cosìcche non solo divenni uno studente fallito, psicologicamente ero divenuto come un sonnambulo alla luce del sole e in riva al mare.

Quelli che avrebbero dovuto essere gli anni giovanili più  belli  furono anni di tormento. Certo, non toccò  soltanto a me, molti della mia generazione ebbero una simile malaugurata sorte.

E ora mi trovo di fronte all'insabbiamento di tutto questo male fascista che, come sloveno, ho vissuto e patito anche l'occupazione nel l94l di una parte della Slovenia, l'uccisione degli ostaggi, i morti nei campi di concentramento: Arbe, Gonars, Visco, Chesa Nuova, Renicci ed altri... Di questo non si parla nei libri di storia degli istituti scolastici, si parla però di fojbe e di esuli, come se solo questo male subito fosse importante, quello invece fatto non c’entra, quindi ecco che, di fatto, siamo trattati con una visione dall'alto in basso: Regere imperio populos, Romane, memento, parcere subiectis et debellare superbos. Ma siamo nel ventunesimo secolo e nelle democratica Unione Europea!

 

C’entra forse il fatto che solo dopo oltre ottant’anni di vita, solo nel nuovo millennio, il suo nome, le sue opere, la sua vita e le sue tragiche esperienze sono diventate note al grande pubblico?

Quindi il tardo riconoscimenro certo, in parte, in quanto come sloveno non ero in posizione favorevole per riuscire a trovare un editore per la traduzione italiana di Necropoliche avevo da vent'anni a disposizione; fu tradotta in francese nel 1990, in inglese a New York nel I995, a Berlino nel 2009.

Nel 1997 Necropoli viene pubbbicata dal Consozio culturale del Monfalconese, distribuita solo a livello regionale; solo nel 2008 quindi esce a Roma per merito dell'insistenze del Direttore culturale de Il Piccolodi Trieste Alessandro Mezzana Lona. 

 

Lei, fra le tante persone famose che sto contattando per le interviste è una delle pochissime che mi ha risposto al telefono, personalmente. Oltre che ad esserle grata mi viene di chiederle, quanta importanza ha il suo rapporto con il mondo esterno, con le persone, con i lettori?

Dopo l'invito da Fazio a Che tempo che fa, quando oltre a  presentare Necropoli,ho detto del fascismo nella Venezia Giulia, dell'annientamento culturale, sociale e politico di tutto ciò che era sloveno, sono stato invitato, più di duecento volte , a parlare agli studenti

dell'Italia centrale e settentrionale.

Questo, un fattore molto positivo perchè i giovani non sono indifferenti, come di solito si giudica, stanno attenti anche due ore, senza dare segni di stanchezza, noia o distrazione.

A Firenze ho parlato addrittura a diecimila studenti delle classi superiori della Toscana. L'incontro con  i lettori è straordinario! mi chiedono di concedere loro l'onore di stringermi la mano, ciò che squalifica a posteriori la superiorità sostenuta nella nostra regione fino ancora a quindici anni fa.

 

Con la sua vita, piena di stravolgimenti e avvenimenti, con quale occhi oggi vede il mondo, l’Italia e l’Europa?

Di carattere sono ottimista, ragionando sono invece molto scettico riguardo al futuro. La gente comune, purtroppo si lascia abbindolare, una vera ed efficente opposizione democratica non c'e o, se c' é, non sa farsi valere, quella italiana va a patti con la destra sperando di allargare la propria funzione da quella parte, è, invece, perdente.

L'Europa Unita non ha una sua propria politica e se n'è sempre lavate le mani, a Sarajevo per esempio, nella vergognosa non soluzione del problema israelo\palestinese, nei movimenti arabi ecc.

Il mondo? Ho scoperto di essere stato un'altra volta ingenuo nella fiducia nel nuovo pre-

sidente degli USA.

 

L’ultima domanda è uguale per tutti i miei interlocutori. Mi può riassumere le due convinzioni più profonde, positive e/o negative, che ha maturato nel corso della sua vita?

La convinzione prima é che tutto dipende solo da noi, abitanti della terra, non c'è nessun. aiuto esteriore al nostro reale mondo umano.

Purtroppo predonima sempre la voglia di dominio e, quando si offre l'occasione, c'è lo svegliarsi dell'animale rintanato in noi.

 

 

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