Mille parole per l'eguaglianza

La società odierna  è per le persone o per i mercati? Nasce  l’atroce dubbio dopo le ultime dichiarazioni della Presidente del FMI (Fondo monetario internazionale) Christine Lagarde riportate dai giornali. Ne citiamo due, con diverso taglio: la Repubblica e la Stampa. Per la prima il titolo è: Fmi, "nessun investimento è sicuro" La longevità mette a rischio i bilanci degli Stati - Economia e Finanza con Bloomberg -

Auspicavamo,  nei giorni scorsi, che al termine di ogni evento celebrativo dell’anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, si proponessero azioni positive  a ciò mirate.

Questa volta esprimiamo un’altra speranza.

Servono riforme strutturali. Riforme di lungo periodo e per stabilizzare la situazione.

Prendiamo a prestito le parole ripetute a iosa in questi tempi da più parti, spesso con contenuti e toni non condivisibili.

Il principio d’uguaglianza, costituzionalmente garantito, può e deve essere difeso in molti modi, sia garantendo direttamente condizioni di pari opportunità tra i soggetti singolarmente, sia garantendo pari accesso e godimento dei servizi.

Abbiamo più volte scritto che solo una nuova cultura del welfare basata su prevenzione, integrazione delle politiche e solidarietà tra soggetti e all’interno di una comunità più possa imprimere una svolta al nostro sistema sociale, su cui innestare leggi, programmi, servizi.

Equo/Equità, in tutte le sue declinazioni e derivati sono oggi i termini più diffusi:

Il futuro è sempre più buio, per lo stato sociale, per i più deboli e fragili. 

Quando oltre vent’anni fa assunse, nelle case e nelle residenze per anziani, una dimensione dirompente la presenza di persone con problemi cognitivi, comportamenti strani, perdite di memoria, che non riconoscevano i familiari, si comincio a parlare di morbo d’Alzheimer.