Mille parole per l'eguaglianza

Sono tanti i partecipanti quando si parla di salute e assistenza, dai microcosmi familiari per la cura per un congiunto, agli incontri assembleari delle diverse associazioni ed enti, pubblici e privati, per la individuazione della domanda e dell'offerta, per costruire o modificare le tipologie dei servizi e alla fine, stendere il progetto di programmazione pubblica di servizi sociosanitari.

esperti-di-troppoAvevo sospeso la precedente nota sulla partecipazione degli utenti e sulla sua qualità.
Riparto da qui per cercare di proporre principi e requisiti, soffermandomi sui tre attori: il singolo, i familiari, le associazioni.
La persona che interfaccia con un servizio o un professionista- amministrativo, sociale o sanitario o con qualsiasi altra competenza abbia- chiede:

Sono apparsi recentemente, su http://www.lavoroculturale.org/category/focus/reparto-agitati/ , a firma di Riccardo Ierna e Luca Negrogno due articoli(1) in cui sono richiamati alcuni nodi del modo di essere dei servizi e della partecipazione degli utenti e familiari.
Riassumo la riflessione posta in alcune parole chiave: inclusione, partecipazione, empowerment, utenti, familiari, volontariato, territorio, comunità, negoziazione degli interessi, programmazione.

Ultimo messaggio ai sindaci: gli anziani auto e non autosufficienti non sono una massa indistinta, ma sono tante persone e tante individualità. I servizi gestiti, direttamente o indirettamente, dalla pubblica amministrazione, o da altri soggetti convenzionati o anche solo autorizzati, devono garantire una risposta rispettosa della persona.

Come si può pensare tra 10/20 anni di poter garantire un'assistenza per la disabilità cronica solo in servizi residenziali collettivi? Come si può lasciare che il giusto concetto di domiciliarità pesi solo sulle famiglie e sui caregiver, siano anche "badanti", perché non si è progettato un welfare flessibile a più ingressi?

Perlungavita.it compie quattro anni. Lascio agli altri valutare se sta crescendo bene o ha bisogno aiuto. Mi sono impegnata, nel corso di questi anni, con attenzione al mondo circostante, sulla base delle mie riflessioni e principi, ad individuare alcuni filoni d’intervento che mi sono sembrati innovativi e forse non sufficientemente all’attenzione

Ho parlato di formazione degli operatori nell’organizzazione dei servizi (isole di lavoro per l’assistenza), nel perseguire umanizzazione e personalizzazione, nel rinsaldare responsabilità individuali e collettive, per valorizzare l’integrazione, per adottare nuove tecnologie.

Tecnologie, nuove tecnologie, ritardi dell’Italia sulle tecnologie. Sono termini ripetuti all’infinito sui giornali, in radio e televisione, in ogni spazio in cui si racconta  qualcosa.

Nell’area welfare e servizi possono avere declinazioni e significati diversi in relazione al campo di applicazione e alle discipline.