Caro prossimo pensionato e cara prossima (quando?) pensionata, dovete imparare il “fai da te”, sempre.
Fai da te quando devi scegliere un diverso stile di vita per la tua salute, perché società, governo, istituzioni e Servizio sanitario hanno altro da fare. Fai da te quando devi differenziare i rifiuti e non sai in quale “campana” metterli. Devi diventare un piccolo chimico, perché tutti vogliono salvare l’ambiente, con la tua intelligenza e conoscenza, ma nessuno ha chiesto alle industrie di indicare sugli ingombranti imballaggi dei loro prodotti dove si cestinano.


Fai da te, perché quando hanno liberalizzato la telefonia, ti hanno lasciato solo davanti ai call center e ai soprusi se non proprio truffe dei vari gestori.
Fai da te anche quando devi inventarti un percorso assistenziale, non di quelli colti e sofisticati che sono scritti sulle cartelle mediche, dagli esperti sanitari, ma quello reale, quotidiano che ti permette di dare una cura decente al tuo vecchio genitore, di poter però continuare a lavorare, badare alla famiglia e fare studiare i figli.
Questo stile moderno si chiama “ la legge di mercato”, perché il “mercato” è onnisciente e maturo, sa come regolarsi. Qualcuno, un po’ più drastico, dice che è uno stile neoliberista, che solo chi è forte e sa sgomitare sopravvive, perché lo Stato ha deciso di non intervenire.
Anzi se non sai, se sbagli a mettere un oggetto nella campana dei rifiuti ti fanno anche la multa, perché non rispetti l’ambiente. Le fabbriche dei rifiuti tossici hanno risolto il problema diversamente.
Se ti aumenta la pressione arteriosa o il colesterolo,“quello cattivo”, è colpa tua perché non fai movimento, anche se non sai dove andare a camminare in mezzo al traffico o non hai un mezzo di trasporto pubblico per andare al parco, non sai cosa mangi perché nell’etichetta di quel tonno non c’è scritto con cosa è conservato o se è stato pescato in un mare pulito con metodi “sostenibili”.
Tanto se richiedi un esame devi aspettare qualche mese e forse il colesterolo si aggiusta. Se ti viene un ictus, poi qualcuno ti dirà in quale struttura privata puoi andare a finire la tua vita.
Perché se prima non ti hanno aiutato, adesso però ti lasciano scegliere. La chiamano “libertà di scelta” vale solo quando devi trovare qualcuno che ti assista, anche se non sai dove sbattere la testa, perchè le tue conoscenze e il tuo reddito non ti danno molte opportunità.
La libertà di scelta di come vivere o come morire, quella no, non ce l’hai, perché altri decidono per te.
Se però sei fortunato e tu stai ancora bene, succede sempre più spesso che hai uno o due genitori anziani o anche uno o due suoceri. Se la sono sempre sbrigata da soli, ma adesso uno ha un inizio di demenza e l’altro si muove con fatica.
Cosa fai?
Ti piacerebbe che il tuo vecchio, i tuoi vecchi rimanessero nella loro casa, anche perché tu hai comprato quando ti sei sposato un appartamento lì vicino e puoi passare di lì ogni giorno e portarteli a pranzo a casa tua la domenica. Quando però sei a lavorare chi li assiste, chi controlla che durante il giorno assumano le medicine, che qualcuno non esca e si perda, chi cura quelle piccole piaghe che hanno sulla gamba?
L’assistenza domiciliare si dice che nessuno la chiede più, perché viene a costare troppo. Tu ci sei andato al Servizio sociale e ti hanno detto che prevedevano di venire solo per fare il bagno o portare il pasto a domicilio, nel contenitore di plastica, versione occidentale povera e squallida del Bento giapponese. Ma questi aiuti ai tuoi genitori puoi darli tu. Ti serve altro.
Ti suggeriscono una badante. Tu che lavori e sai cosa sono i diritti dei lavoratori non la vuoi “in nero”. Sai però che una non basta, perché ha diritto al giorno di riposo, alle ferie, ai congedi per malattia. I costi non li puoi sopportare con il tuo stipendio e avresti anche qualche difficoltà di gestione complessiva. Poi chi ti dice che sia brava, che assista bene, che tratti con cura i tuoi vecchi?
Allora ti dicono mettiamo al Centro Diurno il vecchio con inizio di demenza e l’altro sta a casa.
Sai che in giro ci sono esperienze di badanti di condominio, di custodi sociali, ma sono presenti in pochissime realtà. Sono sperimentazioni, anzi li dicono “progetti” perché non si sa quanto potranno durare. Meno male che non sono “start up” perché potrebbero dissolversi.
Allora provi a pensare cosa ti sarebbe utile e quale “percorso assistenziale fai da te” ti puoi costruire.
Ci dovrebbe essere una persona qualificata, che sa come si assiste un anziano, che conosce la zona ma anche il funzionamento dei servizi sociali e sanitari, la loro presenza in quel quartiere e come si può accedere. Una persona che parla con i negozianti del luogo e le altre presenze significative, ad esempio una scuola.
Ci dovrebbero essere anche associazioni di volontariato che organizzano attività nel quartiere, anche per l’uso del computer, così i vecchi si passano il tempo o che li portano ad una visita medica così non devi chiedere sempre permessi. Perché le badanti che conosci non hanno quasi mai la patente.
Ti piacerebbe che ci fosse lì vicino una Residenza per anziani, perché, se uno dei tuoi vecchi sta male, ha bisogno di un breve periodo di cura, possa andare lì, magari è la stessa dove c’è il Centro Diurno. Poi finite le flebo e la riabilitazione torna a casa sua, dove c’è la badante di condominio e quell’operatore del Comune che sa ormai tutto di loro.
Lì forse lo trattano meglio di quando è stato ricoverato in ospedale per la rottura del femore. Gli hanno messo subito il pannolone, gli davano da mangiare in fretta e se non faceva veloce lasciavano raffreddare e poi portavano via il piatto. Poi l’ospedale è dall’altra parte della città, fa orari diversi e devi sempre correre.
Tornato a casa, alla sera si trova con il suo coniuge, tornato dal Centro Diurno, che anche se un po’ scompensato, fa parte della sua vita, è sempre la sua compagnia e poi ascolta quando gli legge il giornale e gli tiene la mano.
Però ti dicono sempre che non ci sono i soldi, ma per metterli al ricovero li trovano perché tanto a te fanno pagare rette sempre più alte.
Anche tu hai il dubbio che nessuno ancora stia pensando che l’aumento di tutti questi vecchi richieda un’organizzazione diversa dei servizi?