altQuesta pagina è, per questo numero, un po’ fuori norma. Le mille parole per l’eguaglianza le spendo per presentarvi il mio libro “Guida alla vecchiaia del terzo millennio” in uscita sul web, nella forma di un ebook. Non per esaltarne contenuti o promuoverne le vendite, almeno non solo, ma per illustrarvi le riflessioni che hanno accompagnato la stesura e la “strumentalizzazione” che ne vorrei fare.

Scrissi 15 anni fa una “Guida alla vecchiaia” (Editori Riuniti-Centro riforma dello Stato), di cui ancora qualche copia è in circolazione. Quando decisi di predisporre una nuova edizione aggiornata, mi accorsi che erano troppi i cambiamenti intervenuti e i primi capitoli della Guida iniziati sui primi numeri di PLV, furono interrotti, per ripensarla e ricollocarla.

Tutto era diverso: dalle condizioni sociali agli stili e luoghi della comunicazione, dalle domande e attese delle persone che si apprestano ad invecchiare alle risposte disponibili nel sistema pubblico e privato, dagli inceppamenti di una società che non si decide a diventare laica alle nuove sensibilità e domande d’autodecisione delle persone.

Le librerie digitali che offrono il libro in formato eBook, mobi e PDF.

La domanda di partecipazione, d’espressione delle proprie scelte etiche e assistenziali, di dialogo con i professionisti assume una veste quasi impellente quando certe opzioni diventano ineludibili o molto prossime.


All’interno dei mutamenti sociali altre variabili restavano immutate: le differenze di genere, la considerazione del ruolo dei vecchi nella società, il depauperarsi di un sistema di relazioni in cui valori “fuori moda” erano sostituiti da altri paradigmi, tra i professionisti e i cittadini, tra pazienti e operatori della salute, tra istituzioni e popolazione, tra politica e militanti.
Un’altra novità si era inserita: la crescita d’internet, la diffusione dei social network, l’utilizzo degli strumenti digitali da più persone con età sempre più avanzate.


La scrittura della Guida è stata accompagnata da un dialogo continuo sul sito di “Per lunga vita” e il corrispondente profilo su Facebook, che mi ha permesso di leggere, direttamente e indirettamente, nella catena di relazioni che s’intrecciano tra”amici” e amici degli amici, tra link e post, e intravedere un’altra umanità, se non diversa da quella che s’incontra per strada, con almeno una fisionomia ulteriore, che si esprime sul web manifestando interessi, curiosità, ed anche stili diversi di relazione con gli altri.
Da questa particolare prospettiva è nata anche l’idea di proporre il libro in ebook, con la persuasione che siano molto di più di quanto s’immagini le persone con una certa età, donne per di più, che, in questa nuova dimensione si cimentano.

A volte solo con conoscenze elementari, altre volte con interessi specifici, che vedi aumentare parallelamente all’aumentata confidenza con lo strumento. A volte porgendosi saluti di buona giornata di mattino e di buonanotte di sera, condividendo gioie e dolori, ricette o foto di familiari, ma anche, con uguale partecipazione commenti di cronaca sociale e politica, scambi di poesie, di massime e aforismi.


Da questo mondo non più sommerso emerge un altro modo di invecchiare, per quella generazione, nata nel dopoguerra, con un relativo benessere economico, almeno pensionistico, un livello di cultura almeno della scuola dell’obbligo, che s’interroga sul come vivere questa fase della vita, con consapevolezza e cognizione, ma anche con alcune idee ben chiare sul come essere assistiti in caso di bisogno, sull'imparare a scegliere e valutare.


Per chi, come me, si è sempre occupato di servizi non si trattava solo di leggerne la qualità complessiva e sostenere la necessità di continua sperimentazione e ricerca all’interno della rete esistente; è divenuto sempre più evidente che gli attuali servizi vanno ripensati, in tutte le loro componenti, perché nel giro di dieci anni si sono stratificate diverse categorie di bisogni e di aspettative. Sui servizi e sugli operatori, sul funzionamento e sulla professionalità, molto spazio è dedicato nelle schede predisposte.


Serve ripensare rapporti e programmi tra i diversi soggetti coinvolti- pubblico e privato, utente ed erogatore di prestazioni- tra organizzazione della “produzione” e formazione del personale, tra utilizzo delle risorse per l’appropriatezza e l’eliminazione di sprechi e sedimentazioni pericolose. Non dimenticate di visitare il parco giochi di online casino.


Conclusa la scrittura del libro mi è sorto un dubbio un po’ scioccante: le riflessioni e i suggerimenti che ho trascritto sulla carta a chi sono destinati? Ad una generica platea di persone che stanno invecchiando e s’interrogano o, per la caratteristica dei temi trattati e degli interrogativi posti, ad alcune in particolare?


Mi sono cioè accorta, convalidando l’ipotesi con un breve sondaggio non scientifico tra amici e parenti, che il mio auspicabile pubblico sarebbe stato forse prevalentemente di donne, perché loro più dei partner s’interrogano sul loro futuro di possibili limiti funzionali, di futuri caregiver, di forza- lavoro a disposizione di figli e nipoti o all’opposto di un’inaspettata e nuova libertà.
Non era solo la mia natura femminile ad aver immaginato un’interlocutrice che leggeva sul tablet, ma era una realtà consolidata, che anche in questa situazione scontava la staticità dei ruoli e delle differenze di genere.

Sono le donne che s’interrogano, con ansia ma anche con vitalità sul loro invecchiamento, cercando anche il modo perché avvenga nel miglior modo possibile.


Tutte le considerazioni che si sono stratificate nel corso della scrittura della Guida e qui riassunte hanno cercato una possibile area di “ strumentalizzazione” del testo per fare passi in avanti.


Per questo la pubblicazione dell’ebook sarà accompagnata dall’apertura su Per lunga vita di un blog dedicato che, scavalcando i capitoli già scritti, chiama i lettori ad esprimersi, non sul libro in quanto tale, che non credo sia un testo significativo di letteratura italiana, ma sui diversi aspetti che sono affrontati per analizzarli, svilupparli e per trovare possibili soluzioni. Inizierò io stessa chiedendo contributi a colleghi e collaboratori per tracciare lo scheletro, se non di un nuovo welfare, che sarebbe troppo ambizioso, ma almeno di un abstract di discussione.

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