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Aprendo questo terzo anno di pubblicazioni di “Per lunga vita” mi è scattato un titolo in testa”ho visto anche dei vecchi felici”. Poi mi sono ricordata di una delle più belle canzoni del cantautore bolognese Claudio Lolli, “Ho visto anche degli zingari felici”  del 1976 ripresa da un altro bolognese Luca Carboni  nel 2009 nell’album “Musiche ribelli” e nessun titolo mi è parso più adatto per cominciare quest’anno, per lanciare il messaggio che questo sito vorrebbe riuscire  a trasmettere, per sostenere la campagna di solidarietà per l’Emilia del terremoto.

Di questa canzone dissacrante e provocatoria, vorrei proprio cogliere lo spirito ribelle e l’idea di tolleranza, anche se qualcuno può storcere la faccia con il paragone. Ma gli zingari sono il popolo che non ha mai dichiarato una guerra. Centinaia di migliaia sono morti nei campi di concentramento, ma nessuno li ricorda.

Sono troppo pericolose le associazioni che in tanti occasioni si stanno facendo parlando di vecchi, perché, date come ineluttabili, non  aiutano a sconfiggere i casi reali e a proporre soluzioni.

Abbiamo già iniziato parlando di parole, linguaggi, pensieri. Terremo aperto il tema, perché le parole sono il nostro messaggio agli altri, sono indicatori di professionalità, raccontano, singolarmente più di elaborati ragionamenti, i nostri pensieri reconditi.

Vorremmo sfatare questi connubi tra “vecchi e disgrazia” tra “vecchi e malattie” “tra vecchi e solitudine”.

Altro spot: i vecchi rovinano il bilancio sanitario del paese perché vivono più a lungo e si ammalano, quando è ormai dimostrato dalla ricerca che  nel prolungamento degli anni di vita, la disabilità si sposta sempre più avanti.

La vita più lunga è da riempire di nuovi contenuti proprio perché non si riempia di dolori.

I vecchi, si dice, sono un peso per le famiglie, ma i vecchi sono una ricchezza per una società ed è questa che deve offrire opportunità alle persone per affrontare i momenti difficili. Perché non si capovolge la medaglia e si guarda quante opportunità di lavoro può offrire una società che valorizza le professionalità, sviluppa i servizi alla persona, studia e adotta le tecnologie per superare le disabilità?

I vecchi, pensano in molti, rallentano i ritmi di un paese che deve correre.

Abbiamo pensato allora di aprire uno spazio di riflessione sul sito, chiamandolo “Oltre l’età”, perché questa non è più significativa, per  ribaltare i tanti stereotipi, per eliminare parole come “ non autosufficienza ” e parlare di disabilità, perché queste colpiscono purtroppo giovani e meno giovani, così come le malattie. Queste poi si possono  combattere con una prevenzione, mirata, intelligente e umana, che non sanitarizzi i piaceri della vita- cibo, passeggiate, amicizie- ma li restituisca  nei loro benefici.

Abbiamo pensato di coinvolgere, accanto agli esperti e studiosi che collaborano gentilmente con noi, le stesse persone che sarebbero comunemente chiamate anziane e che vediamo attive sui profili  nostri ( Per lunga vita e Prevenzione per una vecchiaia migliore) e di altri su Facebook, che vediamo partecipare alle diverse iniziative, che zitte e silenziose stanno occupando sempre più spazi  nel web, diventandone protagonisti.

Presentiamo un concorso di immagini (fotografie e/o vignette) , che traducono la nostra idea dell’invecchiamento per illustrare  il libro, in corso di pubblicazione, che riprende come promesso, la Guida al benessere e ai servizi, che abbiamo interrotto su PLV, per difficoltà tecniche di scrittura.

Più volte  in questa e in altra sede abbiamo criticato un’incapacità dei ricercatori e degli studiosi, ma anche dei dirigenti dei servizi, di non riuscire ad andare oltre i numeri statistici e la denuncia  dell’insufficienza della risposta del paese ad una popolazione che cambia, per cultura abitudini condizione economica e anagrafica, proponendo percorsi diversi nei servizi ma anche nell’organizzazione sociale, nelle città e nelle professioni, nella offerta formativa e nell’assistenza.

Ci proponiamo quindi per questo nuovo anno di riuscire, in sintonia con il titolo di questo sito, ad essere sempre propositivi, di presentare esperienze significative su cui discutere, di cercare quei materiali- libri, film, poesie (perché no!?)- che sostengono una diversa idea  dello scorrere degli anni, della vita che si srotola su un  percorso sempre diverso.

Sono diversi i ventenni in questo terzo millennio, ma anche i sessantenni e gli ottantenni, le donne e gli uomini, le madre,le nonne e i figli. Se non riusciamo a cogliere queste diversità per costruire offerte e opportunità, rincorreremo solo le solitudini e le esclusioni, perché ne favoriamo sempre di nuove.

Dice una ricerca ISTAT , uscita in questi giorni, che l’Italia spende meno in sanità dei partner europei, anche se è seconda solo alla Germania per indice di vecchiaia (ci sono 147,2 anziani ogni 100 giovani), ma non sembra che il paese della signora Merkel faccia degli anziani un problema.

Dice ancora l’ISTAT che sono oltre otto milioni i poveri, che l’aumento della spesa sociale dei comuni è irrisorio (  nel 2003  lo 0,39 nel 0,46 nel 2009), ma che soprattutto nel 2010  è calata la quota dei comuni che hanno attivato almeno un servizio per la prima infanzia.

Come possiamo affrontare da questo nostro osservatorio questo quadro del Paese?

Alcune idee le abbiamo esposte, altre ne presenteremo. Aspettiamo anche vostri suggerimenti, sottoponendo anche a voi un interrogativo che, gestendo il sito e i profili su Facebook, nasce spontaneo: perchè tante persone, anche tra amici e amiche di Facebook, stentano a diventare protagoniste, a postare il loro parere? Oggi è possibile vedere che “visualizzano”, ma non partecipano direttamente.  Perchè? E’ possibile andare oltre?

Vorremmo concludere questo nostro programma per il 2013, che non vorremmo restasse "una via di buone intenzioni"ricominciando dal titolo e proponendovi “Ho visto anche zingari felici” di Claudio Lolli nella versione dell'autore e in quella di Luca Carboni, che nel video, alla fine, in Piazza Maggiore incontra Lolli.

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