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Una serie di notizie si rincorrono in questi giorni, che riguardano anziani, non autosufficienti, disabili. Dopo il decreto “Balduzzi” ora in parlamento,  è stato licenziata dal governo la bozza del disegno di  “legge di stabilità”[i].

Alcune delle norme qui previste, che colpivano anziani, disabili cronici  che prevedevano di tassare le pensioni di invalidità e gli assegni, non compaiono più nel testo pubblicato, dopo che si era sollevato da più parti un  agguerrito  movimento di protesta, anche se, dobbiamo dire, promosso dai diretti interessati, perché in Italia il welfare non è un “bene comune”.


Resta e cresce ineluttabilmente una diffidenza ed una delusione perché si ha sempre la sensazione che qualcuno, tanti o tutti nel governo ci provino- esplicitamente o di straforo- a colpire lo stato sociale, a cancellare quelle norme frutto di una stagione ricca di riforme e di conquiste per i soggetti più deboli. Questa volta hanno tentato con il DPR 29 settembre 1973, n. 601/1973, articolo 34 che prevede che pensioni di guerra, pensioni e indennità per ciechi e “i sussidi corrisposti dallo Stato e da altri enti pubblici a titolo assistenziale” siano esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche., la l. 104/1992, "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", con il suo articolo 33 sui permessi lavorativi  dei familiari per l’assistenza ai disabili, la l. 18/1980, "Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili" ed altre ancora. Nessuno mette in discussione che queste norme debbano essere migliorate, adeguate ai tempi ed anche alla crisi, ma non è certo la legge di stabilità che lo può fare. L’attuale cancellazione non tranquillizza per il futuro.


Di indirizzo opposto (ma forse è proprio lo stesso) la recente sentenza n.233 dell’11 ottobre scorso della Corte Costituzionale  che dichiara incostituzionali i tagli agli stipendi dei magistrati e dei dirigenti della P.A, ”in evidente contrasto” con gli articoli 3 e 53 della Costituzione, dove viene sancito come tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge…..‘irragionevolezza non risiede nell‘entità del prelievo denunciato, ma nella ingiustificata limitazione della platea dei soggetti passivi”. Stiamo parlando di redditi superiori ai 300.000 € l’anno, erogati dallo stesso soggetto che deve far quadrare i conti.


Un’ ultima notizia pescata sempre  nei giornali di questi ultimi giorni: Il nomenclatore tariffario [ii], attualmente in vigore è quello stabilito dal DM 332 del 27/8/1999 . Ha tredici anni e la domanda è: siamo sicuri che protesi e ausili  in questi quasi tre lustri non abbiano modificato non solo prezzi , ma anche tipologie, finalità, funzionalità?

Questa carrellata su uno spaccato doloroso e inaccettabile  dell’attuale situazione di diseguaglianze e ingiustizie sociali nel Paese mi è stata suggerita dagli stimoli e dalle sollecitazioni nell’avvio sul sito, nella rubrica dei protagonisti del ‘900, di tre interviste sull’esperienza di Adriano Olivetti, l’imprenditore “illuminato” per altri “utopista” che realizzò in gran parte, prima che lo cogliesse una morte repentina a solo 60 anni, un progetto avanzato sia di politica industriale che di realizzazioni sociali, nella sua città di Ivrea.

Oggi Olivetti e il suo programma sono divenuti ancora , fortunatamente, oggetto di studio e di attenzione. Gli è stato dedicato un numero della trasmissione televisiva “Correva l’anno” del 21 giugno scorso dal titolo “ la passione per il futuro” accomunava nella narrazione Olivetti a Steve Jobs, il fondatore di Apple (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-59af4dcd-4a1a-429c-8730-86419fe6b989.html), la Biennale di Architettura di Venezia dedica il padiglione Italia al progetto Urbanistico e la realizzazione di edifici industriali e sociali (scuole, asili, campi giochi, colonie) di Olivetti ad Ivrea, complesso di interventi candidato a divenire uno dei tanti beni italiani, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Infine anche la fiction televisiva sembra interessata a riproporre la vita e le idee di questo imprenditore.

Alle nostre interviste hanno risposto il sociologo Franco Ferrarotti, che neo laureato entrò nello staff di Olivetti, unitamente a Franco Momigliano, Renzo Zorzi, Paolo Volponi, Geno Pampaloni, PierPaolo Pasolini ed altri che si susseguirono nel tempo. Le altre due interviste sono state fatte a Cornelia Lombardo, prima responsabile delle assistenti sociali del Servizio sociale Olivetti, poi responsabile dell’area asili nido e scuole dell’infanzia e poi Monsignor  Luigi Bettazzi che arrivò a Ivrea quando la fabbrica Olivetti aveva già iniziato licenziamenti di massa e , come dice Monsignor Bettazzi, non potemmo fare altro che  cercare di attutire, richiedendo ammortizzatori, quella tragedia umana e sociale.

Documentandomi per le tre interviste, leggendo i giornali del canavese, alcuni  libri e articoli usciti sul tema, si comprende che quell’esperienza doveva essere dimenticata, perché ritenuta dall’establishement industriale dell’epoca (Valletta, Cuccia, Pirelli ed altri) troppo pericolosa per l’ordine costituito. Auspicava una fabbrica come “impresa sociale”, una condizione di vita dei lavoratori e delle loro famiglie dignitosa e all’avanguardia per l’epoca, ma anche  per l’oggi, anche come variabile determinante per la produttività aziendale. Perché l’ingegnere Olivetti era un grande manager e imprenditore, anche se- o forse per questo- nella sua fabbrica non si doveva mai parlare di licenziamenti.

In tutti i documenti consultati, tra cui un articolo di Paolo Volponi, nel periodo in cui era responsabile dei servizi sociali Olivetti, (prima lo era stata Luciana  Nissim  Momigliano) emergono riflessioni sul servizio sociale, sulla sua autonomia funzionale anche all’interno della fabbrica- erano in staff alla Presidenza e non  alle dipendenze dell’ufficio personale- su cui varrebbe la pena soffermarsi anche oggi.

Ho voluto iniziare a pubblicare queste interviste in questo mese, per chiudere quest’anno dedicato all’Unione Europea all’Invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni, con tre protagonisti del ‘900 che, sotto la guida di Adriano Olivetti, della crescita economica, della ricerca e dell’innovazione, della coesione sociale, delle condizioni di vita dei lavoratori, di servizi di welfare all’avanguardia, di un’idea di comunità, anche se nell’area ristretta del canadese, avevano fatto il fulcro del loro progetto di sviluppo.

Questi tre protagonisti ultraottantacinquenni, come gli altri intervistati che li hanno preceduti,  tanto hanno ancora hanno da raccontare alle nuove generazioni.

Forse noi dovremmo, in un certo disinteresse della comunità italiana, sorvegliare così attentamente “quelle manine e quei cervelli”, che  tolgono o aggiungono,così come serve, nei programmi e nelle leggi,  norme a favore di alcuni, magari corrotti, e a sfavore di altri, quasi sempre lavoratori, anziani, disabili, pensionati, giovani, studenti, scolari

Adriano Olivetti e il suo mondo

La vita  e le idee di Adriano Olivetti possono essere consultati su  l’enciclopedia Wikipedia-che qui voglio elogiare per le finalità e per la preziosa funzione che  assolve per la comunità degli internauti (http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Olivetti).

Lo faccio in questa occasione  in cui parlo di Adriano Olivetti, perché fu un grande innovatore e anticipatore nel mondo dell’elettronica   e dei computer che se, invece che nell’Italia del dopoguerra, avesse vissuto negli Stati Uniti, avrebbe anticipato Steve Jobs e forse anche il mondo di internet.

Per le interviste ringrazio in primo luogo la Fondazione Adriano Olivetti  nella persona di Francesca Limana.

Le prime informazioni le ho tratte dal numero speciale del giornale “ La sentinella Canavese”, che nel centenario della nascita dell’ingegnere, pubblico un numero monografico sui diversi  aspetti dell’esperienza di Ivrea

 http://quotidianiespresso.repubblica.it/sentinella/nonquotidiano/speciale/olivetti/editore.html

Ho poi consultato il libro Uomini e lavoro alla OlivettiBruno Mondadori Editore, 2005

Ho fatto conversazioni (telefoniche ) illuminanti con i tre intervistati, che ringrazio infinitamente per la disponibilità e la gentilezza. Mi scuso con loro se avevo sollecitato le interviste e le pubblico ora. Ho voluto saltare il periodo estivo ed averle tutte disponibile per completare il ciclo.

Nei singoli articoli sono citati specifici contributi da cui ho riportato foto e  informazioni.

Ho poi, nel corso di questi mesi, raccolto da fonti diverse i nomi di tutti coloro, che per breve o lungo tempo hanno collaborato con Adriano Olivetti e probabilmente,  non sono riuscita a citarli tutti. Se non li conoscete, consultate Wikipedia e rimarrete stupiti come me. Mi sembra, con questo elenco, di formulare la speranza, che anche in Italia le intelligenze, le passioni e le creatività possano diventare il fulcro dello sviluppo economico e sociale. (lg)

Franco Momigliano, Paolo Volponi, Giovanni Giudici, Geno Pampaloni, Bobi Bazlen, Luciano Gallino, Giorgio Puà,  Franco Fortini, Francesco Novara, Bruno Zevi Massimo Fichera,  Giorgio Soavi, Ottiero Ottieri, Luciano Foà, Lodovico Quaroni, Furio Colombo, Franco Ferrarotti, Tiziano Terzani, Luciana Nissim Momigliano, Cesare Musatti, Renzo Zorzi,  Luigi Figini, Gino Pollini,  Piero Bottoni e  Giuseppe Momo

 


[i] La cosiddetta legge finanziaria (chiamata anche semplicemente finanziaria o dal 2010, secondo la dicitura ufficiale, anche legge di stabilità) è una legge ordinaria recante, secondo una formula ricorrente, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato"; insieme a quella di bilancio, è il principale documento giuridico previsto dall'ordinamento del Paese per regolare la vita economica del Paese.

[ii]Il documento emanato e periodicamente aggiornato dal Ministero della Salute che stabilisce la tipologia e le modalità di fornitura di protesi e ausili a carico del Servizio Sanitario Nazionale, con integrazioni disposte dale Regioni.