×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 62

Il futuro è sempre più buio, per lo stato sociale, per i più deboli e fragili. 

Le risorse si riducono, le scelte di politiche sociali che sembrano prevalere non s’indirizzano sulla tutela di quel 99% che le recenti manifestazioni hanno indicato per quelli che non contano a fronte di un uno per centro che arraffa soldi, potere, privilegi.

L’inno al liberismo e alle leggi ( o arbitri e malversazioni ) del mercato non connotano neppure con chiarezza una differenza tra i conservatori e i progressisti, per usare i termini più generici.

I più deboli, fragili ed esposti all’emarginazione non hanno ancora trovato un filo comune di solidarietà. Preziose le iniziative della Fish e dei sindacati ma ognuno marcia da solo. I giovani, i precari, i movimenti della società civile ( i referendari per i beni comuni, per la legge elettorale) non trovano ancora un’identità, minacciati in Italia da infiltrazioni minacciose e fotogrammi di un passato tragico.

I deboli e fragili sono tanti: i vecchi, i disabili, le donne che vivono sempre più nell’isolamento della propria situazione, che le attuali misure economiche accentueranno.

Abbiamo sostenuto, vogliamo continuare a farlo, una campagna per i diritti dei caregiver.

Vorremmo che su questo sito, e dal suo avamposto su Facebook, partisse anche un contributo ulteriore per creare, con altri gruppi similari, un progetto che accanto alla protesta e “all’indignazione” per le scelte di politica sociale ed economica del paese, affiancasse un progetto di miglioramento della qualità dei servizi con un miglior utilizzo delle risorse e un recupero di efficacia.

Non siamo convinti che gli sprechi nell’assistenza (falsi invalidi, ricorsi impropri ai servizi) siano una voragine nei conti pubblici.

Ci è più chiaro quanto costano alla comunità le truffe, gli appalti truccati, le tangenti, le nomine e le promozioni per raccomandazione e non per merito.

Ciò nonostante come addetti ai lavori, credo ci si debba adoperare per proporre progetti d’innovazione che affianchino le buone esperienze che si fanno all’interno di singoli enti o istituzioni.

Il paese è ricco di progetti che coinvolgono il mondo dell’assistenza, che però difficilmente arrivano ad estendersi alla stessa regione d’appartenenza.

Se le buone prassi non sono sottoposte prima ad una corretta valutazione con requisiti condivisi e, in secondo luogo, rielaborate per favorire la loro riproducibilità e adattabilità a contesti diversi, si esauriscono rapidamente, in particolare se sono frutto di finanziamenti mirati e finalizzati solo alla progettazione e non alla gestione.

La stessa legge 328/2000, nel mutato contesto istituzionale, normativo ed economico non riesce, anche nella rilettura proposta per il suo decennale, ad attivare innovazione, né tanto meno, ammesso che siano emanati, potranno farlo i livelli essenziali delle prestazioni sociali o Liveas.

Dovendo stilare, per i servizi alla persona, una graduatoria di priorità d’intervento che richiedono un approfondimento ed una rielaborazione rispetto alla media delle conoscenze diffuse e della pratiche in vigore e in grado, a nostro parere, di incidere sia sulla qualità dei servizi sia sull’efficienza e l’efficacia delle azioni metteremmo tre temi:

·      L’integrazione tra le politiche sociali, sanitarie, abitative, educative e del lavoro;

·      La prevenzione;

·    La rete dei servizi territoriali e il suo funzionamento (telesoccorso, assistenza domiciliare, residenze assistenziali, poliambulatori, accessi ai    servizi).

L’elenco potrebbe risultare generico perché i termini sono ricorrenti in qualsiasi documento o norma o regolamento.

Come sperimentato approfondendo una rilettura dell’integrazione sociosanitaria, spesso ci attardiamo sui termini generici, che implicano una condivisione generale, perché dare loro sostanza e contenuti suscita al contrario difformità di opinioni.

All’altro estremo, c’è una grande profusione di energie- anche se non ovunque- a introdurre interessanti sperimentazioni nel proprio ambito diretto.

In mezzo langue la condivisione di linee guida, di programmi e attività che collegando i temi generali sopra richiamati alle singole realtà dei servizi, costruisce una cornice e una griglia di azioni che trovano la loro successiva traduzione in tutti gli strumenti dell’azione sociale: professioni, formazione, gestione, costi, appalti, valutazione ed altro ancora.

L’istituto dell’accreditamento, mancando una condivisione culturale e gestionale dei principi e criteri di buona qualità ha subito, nel tempo, lo stesso appesantimento che caratterizzò l’autorizzazione al funzionamento, ove ogni successivo atto normativo e regolamentare, oltre alle prassi di ogni singola commissione di vigilanza, ha costruito dei “mostri” burocratici che richiederebbero la semplificazione che si era auspicata per la legislazione nazionale stratificata ancora sulla legislazione post unità d’Italia.

I convegni e i seminari servono per diffondere conoscenze non per confrontarsi ed approfondire.

I documenti e le Linee guida che escono anche da Enti e ministeri centrali su temi d’interesse generale, da commissioni apposite, nella loro necessità di sintesi sfiorano spesso la genericità.

I siti, i blog che operano nei network sociali, difficilmente arrivano a sintesi, quando non si trasformano in palestre in cui il più colto o il più presente intrattiene la propria schiera di plaudenti. Più produttivi e  ricchi i gruppi d’interesse su singoli temi, anche se a volte un po’ dispersivi.

Crediamo che ci siano molte energie e intelligenze nel settore, anche disponibili a confrontarsi, ad elaborare, a dare contributi su un progetto condiviso. Crediamo che quegli stessi strumenti oggi così diffusi come i luoghi d’incontro del web, nelle loro diverse organizzazioni, siano un’opportunità da sfruttare per comporre “un’intelligenza collettiva” di cui si sta parlando e che Wikipedia, prodotto per eccellenza di intelligenza collettiva definisce : L'intelligenza collettiva……….., è un particolare modo di funzionamento dell’intelligenza che supera tanto il pensiero di gruppo (e le relative tendenze al conformismo) quanto la cognizione individuale, permettendo a una comunità di cooperare mantenendo prestazioni intellettuali affidabili.

Ritorneremo sul tema dell’innovazione nei servizi alla persona, delle opportunità offerte dalla rete e della costruzione di progetti condivisi, cercando assieme, se è possibile, di dare vita ad un soggetto collettivo, esperto e creativo.