Cinque domande a...


andrea fabboAndrea Fabbo
-Responsabile del Programma Demenze- Direzione Sanitaria A.USL Modena ,Agenzia Sociale e Sanitaria della Regione Emilia Romagna –Area innovazione Sociale; referente tecnico per i progetti “demenze” e “fragilità”. 


Il mese di settembre e in particolare il giorno 21, dedicato alla malattia di Alzheimer e agli operatori, è occasione di bilanci e di presentazione di nuovi progetti, da parte degli addetti ai lavoro e degli esperti. Per le persone coinvolte a diverso titolo, perché pazienti o caregiver, la domanda è sempre una: cosa mi porto a casa che mi possa aiutare e sostenere?
Partiamo dal quadro generale, nazionale e internazionale. Chi si sta occupando d’Alzheimer, a che titolo e con quali programmi?

fulvia signaniFulvia Signani- Psicologa, sociologa della salute, esperta di salute e genere, Dirigente Azienda Usl di Ferrara 

 

 

Nella presentazione del  suo libro "Salute bene comune- Domande e resposte" avevo lasciato in sospeso due temi che, per la loro importanza, avendone avuta la possibilità, mi sembra giusto approfondire direttamente con lei: la Promozione della Salute (PdS)e i Fattori Determinanti di Salute, per costruire un quadro d’insieme. La prima domanda è: perché c’è questo legame tra “Promozione della Salute” e un concetto di “Salute come bene comune globale”?

gavino macioccoGavino Maciocco- Docente di Politica sanitaria Università di Firenze Promotore e coordinatore del sito web Salute Internazionale

 

Se permette, vorrei condurre questo colloquio, percorrendo il libro di Giovanni Berlinguer, recentemente uscito, “La salute, tra scienza e politica” sia perché di Berlinguer è stato amico, ha con lui collaborato in nome, credo, di un visione comune della salute e della sanità pubblica, che oggi sembra essere molto offuscato se non accantonato. Il libro, intenso e profondo illustra la storia e la personalità di Berlinguer, che coniuga l’esplorazione di valori e principi con il pragmatismo operativo che devono sottendere a ogni azione per la difesa della salute della popolazione da parte del soggetto pubblico. Innanzi tutto chi era Giovanni Berlinguer?

mariaangela molinariPsicologa- Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze- U.O.Neurologia NOCSAE- Modena

 

Il Centro Disturbi cognitivi rientra tra i servizi previsti nel Piano demenze della Regione Emilia Romagna.
Operate su due livelli: l’assistenza ai pazienti del distretto dell’Azienda Usl di Modena e nello stesso tempo come Centro Universitario di Ricerca nell’area della Neurologia, coinvolto in progetti nazionali e internazionali.
Come si sviluppano e s’intrecciano i due ambiti d’intervento?

edoardo patriarcaEdoardo Patriarca, deputato PD, primo firmatario della proposta di legge


Partiamo con le informazioni. E’ stata presentata alla Camera dei Deputati la proposta di legge(link cliccando) avente per titolo “Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno dell’attività di cura e assistenza familiare”, di cui lei è primo firmatario. Analoga proposta è stata presentata al Senato, sempre dal gruppo parlamentare del PD. Ora cosa succede o dovrebbe succedere, secondo le procedure parlamentari e secondo gli auspici?

mario paoliniMario Paolini, pedagogista, formatore, musicoterapeuta e docente

Il tema della violenza è, forse anche per una maggior attenzione dei famigliari e dei media, quasi ogni giorno sulle prime pagine dei giornali. Sono bambini e disabili, vecchi e malati mentali. Si tratta sempre di luoghi chiusi, per alcune ore come gli asili nido, o per tempi indeterminati come le case di riposo.C’è un minimo comun denominatore oppure è solo violenza generalizzata sui soggetti fragili?
Mi costa un po’ di fatica parlare di queste cose, bisogna stare attenti a non buttare via tutto ciò che di buono si è fatto e si fa ogni giorno in tanti luoghi, ma allo stesso tempo si deve prevenire e impedire qualsiasi tipo di abuso e di violenza su persone che qualcuno af-fida ad altri perché si fida: tradire questa fiducia è inconsentibile.

marco toscaniMarco Toscani- regista e web reporter 



Le chiedo di presentare lei il suo cortometraggio “Ti ho incontrata domani”. Come è nato, chi l’ha appoggiato e sostenuto come idea culturale ed anche sul piano finanziario.

L’idea di dedicarmi a questo tema nasce dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni miei amici che hanno avuto uno dei propri genitori malati di Alzheimer. Il cortometraggio, snobbato inizialmente dall’associazione Alzheimer di Piacenza, è stato quindi realizzato a Trento, grazie al fortunato incontro con Paola Taufer, psicologa, psicoterapeuta e psicologa dell’invecchiamento, che ha prodotto il film, sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento, il comune e la Cassa Rurale di Trento.

silvana botassisSilvana Botassis, medico e presidente associazione "Al Confine"-Milano 


 

 Tom Kitwood, psicogerontologo, uno dei primi studiosi che ha affrontato il tema della demenza partendo non dalla patologia degenerativa, ma dalla persona. Come presenterebbe la sua elaborazione a un corso di formazione per operatori della cura?

Proprio partendo da qui, da quello che lui stesso chiama il cambio di paradigma: da “persona con DEMENZA” a “PERSONA con demenza”. Si tratta di spostare la focalizzazione dello sguardo, dal deficit in tutte le sue manifestazioni, alla totalità della persona con le sue risorse e il suo inalterato bisogno di relazione. Decenni di focalizzazione sul deficit ci hanno portato ad avere uno sguardo molto parziale che vede solo quello che si aspetta di vedere, e un pensiero che legge come “sintomi” tutti i comportamenti di chi è vittima, se posso usare questo termine, di una diagnosi di demenza.