Cinque domande a...

Ci rivolgiamo ad  assessori alle politiche sociali neonominati, di metropoli e città medie, del nord e del sud, anche con maggioranze che si sono alternate. La prima domanda: questo vostro nuovo incarico  cade in uno dei momenti di maggior crisi di risorse. Con quali priorità vi muoverete?

Michele La Rosa - direttore Rivista “Sociologia del lavoro”, già docente Università di Bologna

Nel corso della sua carriera universitaria, lei è stato docente di sociologia del lavoro, autore di numerosi testi, ma si è anche occupato dei servizi sociali, in particolare  di quelli per anziani. Quali sono gli elementi che, dalla sua prospettiva, sono modificati nell’organizzazione dei servizi alla persona?

E’ cambiata la società, sono cambiati i soggetti che compongono la società e dunque sono mutate molte delle condizioni entro le quali i servizi alla persona erano ‘classicamente’ programmati.

altClara Sereni, scrittrice, caregiver, volontaria

Cara Clara, questa è un’intervista anomala. E' una lettera/intervista. La lettura della tua introduzione al libro Amore caro. A filo doppio con persone fragili,  mi ha suggerito le domande. Già avevamo parlato in altre occasioni: di servizi,di sanità e dei saperi delle famiglie. Questa volta parlo io attraverso il tuo scritto.

Fabio Firenzuoli, Centro di Medicina Naturale, Ospedale S.Giuseppe, Empoli.

La prima domanda non può che essere esplicativa. Cosa è la Medicina naturale e in che rapporto sta con la medicina ufficiale da una parte e le pratiche popolari con erbe e infusi?

altUmberto Veronesi, ci siamo lasciati nel nostro ultimo colloquio parlando, tra l’altro, del suo impegno, quand’era Ministro della Sanità, nella lotta contro il dolore, con una nuova legislazione sugli oppiodi, con il finanziamento degli hospice per i malati terminali, con un progetto per un “ospedale senza dolore” e per le cure palliative e di un suo diritto avendo sempre combattuto il dolore e il non rispetto della dignità e volontà del malato a sostenere la battaglia per il testamento biologico. Dal 2009, data di quella intervista, cosa è cambiato?

 

Ruggero Po, conduttore Radio anch’io, vicecaporedattore Radio 1.

Innanzitutto, come si suol dire: complimenti per la trasmissione. Ho letto i dati di ascolto recentemente diffusi sul successo di Radio 1 e di Radio anch’io. Avrete, tra i vostri dati, quanti sono gli anziani che ascoltano la Radio, quali programmi preferiscono e quanti, in particolare, ascoltano Radio anch’io. Mi dica, per cortesia, alcune cifre significative per informarci tutti

Alberto Arlotti, dirigente Servizio Sanità Pubblica della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna.

Una notizia mi ha colpito. Perché nella lista delle città “amiche degli anziani” la campagna promossa, sin dal 2006, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Global network of age-friendly cities'-OMS), con cui lei lavora, non c’è neppure una città italiana? E casuale o vi è qualche altra ragione,visto che nella rete delle città sane è un comune italiano, Modena, ad essere oggi presidente di turno?