Cinque domande a...

altEnrico Giovannini. Dal Rapporto Annuale Istat 2011 a quello attuale, sono state adottate dal suo Istituto con altri soggetti pubblici (INPS, CNEL ed altri) misure per aumentare la conoscenza del progresso reale di un paese oltre alla lettura offerta dal PIL: dal Data Warehouse (magazzino informatico di dati) sulla coesione sociale, ai risultati del primo questionario sulle dimensioni del BES (Benessere equo e sostenibile) alla banca dati per le politiche di sviluppo. Quanto e in che modo questi percorsi rientrano nel Rapporto 2012?

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Marina Piazza Sociologa, ricercatrice e formatrice

Perché ha scritto questo libro?

Libri, saggi, articoli dei giornali affinano le lenti delle analisi sugli anziani e noi in Italia siamo in prima linea poiché siamo con il Giappone il paese più vecchio del mondo.

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Roberto G Marino, Capodipartimento Politiche per la famiglia

Al suo dipartimento è stato assegnato l’incarico di coordinamento delle iniziative nazionali dedicate al 2012-“Anno Europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni. Ci può fare un breve quadro degli eventi già programmati?

altAlberto Cottica, Wikicrazia. E’ il titolo del suo libro. Potremmo dire che la democrazia, l’innovazione, la partecipazione passa anche per la rete?

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Gavino Maciocco, potremmo tradurre, in una sintesi mediatica, la sua vita professionale in tre principi: agire per prevenire, difendere una salute “internazionale”, fare di una sanità pubblica il motore del progresso civile e umano.

Andrea Fabbo, Responsabile Programma Demenze A.USL Modena; Referente Consultori Demenze e Fragilità, Area Innovazione Sociale, ASSR Emilia-Romagna

Vent’anni fa le persone dovettero drammaticamente confrontarsi con una patologia, allora non così diffusa o riconosciuta come tale: il morbo d’Alzheimer. Come descriverebbe l’evolversi del pensiero scientifico e dell’approccio e della proposta terapeutica da allora ad oggi?

Ci rivolgiamo ad  assessori alle politiche sociali neonominati, di metropoli e città medie, del nord e del sud, anche con maggioranze che si sono alternate. La prima domanda: questo vostro nuovo incarico  cade in uno dei momenti di maggior crisi di risorse. Con quali priorità vi muoverete?

Michele La Rosa - direttore Rivista “Sociologia del lavoro”, già docente Università di Bologna

Nel corso della sua carriera universitaria, lei è stato docente di sociologia del lavoro, autore di numerosi testi, ma si è anche occupato dei servizi sociali, in particolare  di quelli per anziani. Quali sono gli elementi che, dalla sua prospettiva, sono modificati nell’organizzazione dei servizi alla persona?

E’ cambiata la società, sono cambiati i soggetti che compongono la società e dunque sono mutate molte delle condizioni entro le quali i servizi alla persona erano ‘classicamente’ programmati.