Cinque domande a...

federico-bastianiFederico Bastiani- giornalista freelance

Unanimemente riconosciuto come l’ideatore della social street di Via Fondazza a Bologna le chiediamo di spiegarci come le è nata questa idea e come ha iniziato? Come tradurrebbe social street?

L’idea del social street mi è venuta l’estate del 2013. Passeggiavo sotto i portici di Via Fondazza con mio figlio di 20 mesi e pensavo che giocava sempre da solo, non sapevo se nella strada vivessero altri bambini con cui farlo giocare. Abitavo in via Fondazza da oltre tre anni eppure vedevo le stesse facce ogni giorno ma non conoscevo i miei vicini! Come risolvere questo problema? Come socializzare con i miei vicini di casa non avendo tempo a disposizione? Ho aperto cosi un gruppo chiuso “residenti in Via Fondazza – Bologna Social street” ed ho stampato dei volantini e distribuiti in strada per pubblicizzarlo. Pensavo che la gente fosse troppo diffidente e non avevo grosse aspettative invece mi sbagliavo, nel giro di due settimana erano già 93 gli iscritti.

altGabriella Lo Cascio- musicoterapista

Dopo tanti anni di collaborazione, mi permetto di darti del tu e chiederti: cosa è la musicoterapia e cosa è per Gabriella Lo Cascio?

altFelice Strollo-  Direttore della UOC Diabetologia e Dietologia, Polo Ospedaliero Santo Spirito, ASL RME, Roma

Partiamo dalle ultime pagine del suo libro: cosa è l’invecchiamento nel terzo millennio? Esiste una definizione di vecchiaia?

altPaolo Bosi- docente UNIMORE e componente CAPP

La ricerca che Lei ed altri esperti della Facoltà di Modena e Reggio e del Capp (Centro di analisi delle politiche pubbliche) avete presentato a Milano al convegno organizzato da IRS con la collaborazione del Capp ( vedi programma in calce NdR) rappresenta una seconda tappa di un percorso iniziato nel 2011. Ci può illustrare gli obiettivi principali di questa ricerca, la domanda di base ?

 

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Fulvia Signani, psicologa e sociologa, dirigente ASL Ferrara e docente universitaria

 

Partiamo dalla spiegazione del titolo: cosa è la medicina di genere e perché non è la medicina delle donne, aiutandoci con le tabelle molto chiare che allega nel libro?

La classificazione che descrivo qui brevemente è una mia originale elaborazione, prodotto della personale ricerca di comprensione. 

altFausto Podavini - Fotografo vincitore nei concorsi foografici World Press Photo e Sony World Photography Awards

Lei ha vinto recentemente  il 1° premioalt nella categoria “Vita quotidiana/ Storie” del World Press Photo e si è classificato 3° al Sony World Photography Awards, che  nel 2013 ha registrato 62654 partecipanti al concorso  Professionisti.

 

 

 

 

Clara Sereni, scrittrice 

altE’ uscito nei mesi scorsi il suo ultimo libro “Una storia chiusa” sintesi di due facce del nostro paese: un magistrato, donna, sotto copertura e una “compagnia di giro” di persone più o meno anziane all’interno di una casa di riposo. Da dove nasce lo spunto, dopo un lungo periodo di silenzio, di questo libro?

Nasce da un’esperienza diretta per quanto riguarda l’ambientazione, perché in una casa di riposo ci vivo davvero. 

 

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Rosanna Cima- Insegna Educazione delle Adulte e degli Adulti; Pedagogia della mediazione culturale e Pedagogia Sanitaria all’Università degli Studi di Verona

Occorre qualche spiegazione: cosa significa pedagogia dell’invecchiare? Si tratta di educare gli anziani o altro?

Di solito si conosce la Pedagogia declinata così: pedagogia dell’infanzia, dell’adolescenza, dell’età adulta, e così via. Pedagogia dell’invecchiare è invece sospesa tra  un verbo all’infinito e le forme di  percorsi di vita che si realizzano perché vi è l’attraversamento dei singoli e delle generazioni.