marco toscaniMarco Toscani- regista e web reporter 



Le chiedo di presentare lei il suo cortometraggio “Ti ho incontrata domani”. Come è nato, chi l’ha appoggiato e sostenuto come idea culturale ed anche sul piano finanziario.

L’idea di dedicarmi a questo tema nasce dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni miei amici che hanno avuto uno dei propri genitori malati di Alzheimer. Il cortometraggio, snobbato inizialmente dall’associazione Alzheimer di Piacenza, è stato quindi realizzato a Trento, grazie al fortunato incontro con Paola Taufer, psicologa, psicoterapeuta e psicologa dell’invecchiamento, che ha prodotto il film, sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento, il comune e la Cassa Rurale di Trento.

Devo ringraziare anche il Dott. Ferdinando Schiavo, poiché anche la lettura del suo libro “Malati per forza” ha dato una spinta emotiva per iniziare a scrivere.

Realizzare un film sull’Alzheimer, anche oggi che il tema è stato affrontato da diverse prospettive, risulta sempre un compito arduo. Qual è stato il suo obiettivo?

Proporre uno sguardo diverso sull’Alzheimer. Il film non si sofferma tanto sulla malattia, ma sui suoi esiti profondi nei rapporti fra il malato e i suoi familiari.
Legami che fino a poco tempo prima erano punti fermi solidi e definiti, si dissolvono per colpa di questa patologia e lasciano il caregiver nello smarrimento e nel dolore.


“ Ti ho incontrata domani” corre su un filo: la persona con Alzheimer e coloro che l’amano vivono in un gioco degli specchi in cui si riflettono le loro immagini, perché c’è un dolore comune, comunicante e contagioso. Cosa o chi le ha suggerito questa ambiguità di condizione che rimane sino alla fine ?

L’idea narrativa è frutto di un lavoro comune sviluppato con Marzia Vitanza, la mia compagna. Racconto le emozioni dei parenti: proiezioni pregne di speranze, un inseguimento quotidiano per non lasciare “sfuggire” i ricordi. Si racconta soprattutto il dramma di chi “rimane”, di chi osserva, inerme, l’inesorabile dissoluzione di una vita. Ho cercato di portare lo spettatore nel medesimo smarrimento: quando lo specchio e la sua immagine riflessa non coincidono più.

A chi intende rivolgersi con questo suo lavoro? Come e a chi vuole proporlo perché ottenga quei risultati che lei si è prefisso?

L’intento è di indirizzare l’attenzione del pubblico verso questa tematica, di sconcertante attualità, e al contempo offrire allo spettatore un'occasione per riflettere.
Promosso dagli enti locali, arricchito da interventi mirati, è il pretesto e l'occasione durante momenti d’incontro con la cittadinanza, per dibattiti, convegni, conferenze.

L’ultima domanda è sempre più personale. Il “prodotto” cortometraggio assume una vita propria, partecipa a Festival e iniziative culturali del settore cinematografico, conquistando premi.L’autore come intende proseguire la sua attività?

Ho altre idee, soprattutto sulla disabilità, ma non voglio anticipare nulla per scaramanzia. Rimango ovviamente interessato a proposte di collaborazione da parte di associazioni o di enti pubblici e privati che desiderino, grazie alla fruibilità e all’immediatezza di un linguaggio comunicativo d’impatto come quello cinematografico, realizzare qualche loro progetto.
Ovviamente, raccontando ancora temi sociali poiché, una tra le cose che più mal sopporto, è proprio l’indifferenza.

 {youtube}cJPlGT_IJik{/youtube}

http://www.marcotoscani.it/marcotoscani.it/TI_HO_INCONTRATA_DOMANI.html