paola maraniPaola Marani, volontaria e Amministratrice di Sostegno

Si è occupata della figura dell’amministratore di sostegno in diversi ruoli.

In quello istituzionale, come consigliere regionale della Regione Emilia Romagna quando fu approvata la legge n.11 del 2009, “Norme per la promozione e la valorizzazione dell'amministrazione di sostegno” e attualmente in quello operativo come amministratrice di sostegno lei stessa.
Iniziamo dal primo ruolo. Come si è svolto quell’iter legislativo e qual è la situazione attuale?

 La legge n. 11 del 2009 demandava l’applicazione all’emanazione di linee guida e l’assemblea legislativa di cui ho fatto parte, raccogliendo le sollecitazioni di numerose associazioni si è impegnata affinché si definissero le regole necessarie per una corretta applicazione della legge. Fra gli adempimenti più significativi occorreva disciplinare la costituzione di un tavolo di coordinamento regionale per omogenizzare l’applicazione in tutte le Province, istituire in ogni provincia un elenco dei volontari, offrire un supporto tecnico per familiari, volontari e servizi. Purtroppo, ad oggi, non tutte le Province hanno assunto questi provvedimenti e non è stato sufficientemente valorizzata la figura dell’amministrazione di sostegno.

Quali erano i principi nella formulazione e applicazione di quella norma regionale e quanto, a suo parere, oggi sono rispettati in Regione e nel Paese?
La peculiarità dell’amministrazione di sostegno sta nell’opportunità di offrire a persone, con problematiche che ne limitano l’autonomia e la capacità di provvedere a se stesse, affiancamento ed aiuto. Il valore del volontariato sta proprio nell’opportunità di andare oltre alla gestione di questioni pratiche e di adempimenti burocratici, ma di costruire una relazione di aiuto ed un rapporto fiduciario con la persona.

Per questo l’Istituzione “G.F.Minguzzi” della Provincia di Bologna, ora Città Metropolitana, ha realizzato dall’anno 2011, in collaborazione con il Tribunale di Bologna, l’Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di Psicologia, A.S. Vo. (Associazione per lo sviluppo del Volontariato), la Fondazione Dopo di Noi Bologna onlus, il progetto SOStengo! per realizzare azioni di supporto e valorizzazione in tema di amministrazione di sostegno nel territorio metropolitano.

Ruolo intermedio tra la legislatrice e l’amministratrice, l’impegno in un’associazione di volontariato di Bologna, SOStengo, di cui abbiamo parlato recentemente su questo sito. Che cosa fa il progetto SOStengo! E qual è il quadro della presenza del volontariato in questo ambito?

Il progetto SOStengo! è frutto di un’intuizione dell’Istituzione “G.F.Minguzzi” della Provincia di Bologna, ora Città Metropolitana, che ancora prima dell’emanazione delle linee guida regionali ha messo al lavoro alcuni professionisti, con competenze giuridiche e sociali, con il compito di diffondere l’esigenza di un volontariato motivato e competente, supportare gli amministratori di sostegno famigliari e volontari, svolgendo un ruolo di interfaccia con il Tribunale e nello specifico con l’ufficio del Giudice Tutelare e per diffondere fra i cittadini, i famigliari e gli operatori socio-sanitari, la conoscenza dei contenuti della legge n.6/2004 istitutiva della figura dell’amministrazione di sostegno.
La condivisione delle difficoltà che quotidianamente i volontari possono incontrare e la ricerca di soluzioni condivise con l’aiuto dei professionisti dedicati, facilita il compito, non semplice, degli amministratori di sostegno nelle situazioni di maggiore complessità.
Nello specifico e in sintesi il progetto SOStengo! realizza, dall’anno 2011, sul territorio della Città Metropolitana:
• uno sportello di informazione e consulenza attivo due giorni a settimana presso l’Istituzione G.F. Minguzzi,
• uno sportello di informazione e consulenza per ogni distretto dell'area metropolitana e del territorio imolese in accordo con gli Uffici di piano e con gli Enti di riferimento, a partire da settembre 2015 e con cadenza mensile,
• incontri fra gli operatori dei servizi sociali, del DSM, del SERT di Bologna e dei Comuni del territorio metropolitano e il Giudice Tutelare per favorire lo scambio di buone prassi e di criticità,
• realizzazione di eventi di sensibilizzazione, informazione e promozione dell'istituto giuridico per la cittadinanza e per gli operatori dei servizi sociali, nei distretti dell'area metropolitana,
• realizzazione di incontri pubblici informativi, presso strutture residenziali per anziani, centri sociali, organizzazioni sindacali,associazioni del volontariato, ecc,
• realizzazione di incontri pubblici di formazione sulla modulistica concernente il rendiconto annuale da presentare al Giudice Tutelare da parte degli amministratori di sostegno,
• realizzazione di corsi di formazione per AdS volontari;
• gestione dell’elenco metropolitano degli AdS volontari;
• realizzazione di occasioni di incontro e di confronto fra gli AdS volontari e fra essi e il Giudice Tutelare.


Arriviamo al suo ruolo attuale, Amministratrice di Sostegno di una persona con disabilità mentale. Cosa fa esattamente un amministratore di Sostegno nel suo caso specifico e, più generalmente, ad esempio con gli anziani?

Quando ho terminato la mia esperienza di consigliere regionale, mi è stato chiesto di occuparmi in qualità di amministratore di sostegno di una signora con numerose problematiche seguita da anni dal servizio di Salute Mentale. In questi mesi ho potuto costatare che il mio compito non poteva limitarsi ad aiutare la signora nella gestione delle sue poche risorse, ma era necessario costruire un rapporto di fiducia e stabilire una relazione per aiutarla a uscire dall’isolamento e dalla solitudine. E’ un’esperienza di volontariato molto forte e coinvolgente che implica la necessità di interagire non solo con la persona, ma anche con tutti coloro con cui si relaziona verso i quali è necessario spesso svolgere un ruolo di mediazione.


La domanda finale è in genere più personalizzata. Ha fatto le diverse esperienze in questo campo. Cosa vorrebbe che ci fosse di più (o di meno), in campo normativo e procedurale e tra i diversi soggetti? Ancora più personale: prenderebbe ancora l’incarico di AdS in generale e a supporto di persone con disagio mentale?

Pur comprendendo i motivi che rendono necessaria un’attenta vigilanza sull’opera degli amministratori di sostegno al fine di garantire al massimo il rispetto dei diritti della beneficiaria o del beneficiario, credo occorra sburocratizzare ulteriormente gli adempimenti e vada ulteriormente semplificato l’accesso alle cancellerie del Tribunale per le pratiche relative alla beneficiaria/o. Nelle situazioni più complesse è molto importante il rapporto con i servizi socio-sanitari che seguono la persona per concordare le strategie più adeguate.
Personalmente ho trovato nel supporto degli operatori di SOStengo!, nella relazione con i servizi e nella riconoscenza che la mia assistita mi manifesta, le motivazioni sufficienti per ripetere questa esperienza.