Dagli AppuntiFederica Taddia, responsabile animazione Villa Ranuzzi e Villa Serena 

Iniziamo con due informazioni di base: in primo luogo, cosa sono Villa Serena e Villa Ranuzzi e chi sono gli anziani residenti (quanti sono, quale la loro fotografia sociosanitaria ed altro) e chi quelli coinvolti nella ricerca; in secondo luogo può descrivere le tecnologie e gli strumenti digitali che avete adottato e come si usano?

 

Villa Serena e Villa Ranuzzi sono strutture socio-assistenziali residenziali che accolgono anziani non autosufficienti con bisogni assistenziali di diversa entità (disturbi comportamentali, bisogni sanitari correlati ad elevati bisogni assistenziali, disabilità severe e moderate), persone anziane non autosufficienti non assistibili a domicilio e richiedenti trattamenti continui, affetti da patologie cronico-degenerative a tendenza invalidante.

L'assistenza in esse presente è concepita come "assistenza globale" nella quale trovano spazio: l'assistenza sanitaria, l'assistenza tutelare, l'attività di riattivazione fisioterapica e l'attività di animazione, finalizzate al recupero dell'autonomia funzionale dell'anziano al fine di rallentarne il decadimento psicofisico. Le attività di riattivazione e animazione, in particolare, si concretizzano in numerose proposte che creano momenti di condivisione, coinvolgimento e valorizzazione dell'anziano e delle sue capacità.
L'obiettivo di Villa Serena e Villa Ranuzzi è accogliere anziani che non possono rimanere in famiglia o nella propria casa, prestando loro la necessaria assistenza, sia sociale che sanitaria. In esse si cerca di migliorare le condizioni di vita degli ospiti promuovendone il benessere psico-fisico offrendo loro occasioni di svago e di relazione sociale in un ambiente confortevole e stimolante.
In entrambe le strutture, al fine di contrastare la tendenza dell'anziano a estraniarsi dal mondo, interviene il servizio animazione, facilitando situazioni in cui l'ospite è stimolato a partecipare ad attività individuali o di gruppo mirate e strutturate e svolte da personale altamente qualificato. Tutte le attività organizzate, incidono sul benessere psico-fisico dell'ospite e sono volte ad accrescerne l'autostima e migliorarne il tono dell'umore con l'obiettivo di evitare la chiusura in se stessi e di recuperarne la memoria storica. I laboratori proposti riguardano: Laboratorio artistico/creativo, Laboratorio teatrale e musicale, Laboratorio di ginnastica espressiva, Laboratorio di stimolazione pluri sensoriale con persone affette da demenza, Pet Therapy.

Dove e come è nato questo interesse per usare strumenti digitali e come si integrano con i normali protocolli di assistenza, anche farmacologici, agli anziani, specie se con problemi cognitivi?
Da diverso tempo si svolgevano attività di stimolazione cognitiva su supporto cartaceo attraverso esercizi di training per la coordinazione oculo-manuale, la memoria procedurale, esecutiva e topografica, il controllo attenzionale, la percezione e il linguaggio con l'intento di mantenere e potenziare le capacità funzionali di ogni singolo ospite. Poi a seguito di un incontro in Regione Emilia-Romagna relativo al progetto degli audio libri abbiamo avuto i primi contatti con la Fondazione Asphi e da lì si è aperta una importante e fruttuosa collaborazione che ha aperto la possibilità di trasferire il materiale che avevano su carta nel formato elettronico.
televisioneDopo questo iniziale approccio abbiamo voluto esaminare alcuni indicatori che dessero evidenza dell'impatto delle nuove tecnologie sul miglioramento dei disturbi comportamentali correlati alla demenza e sugli aspetti cognitivi. Ovviamente i risultati sono stati molto incoraggianti e così abbiamo continuato e tutt'ora le stimolazione avvengono anche tramite supporto tecnologico.
È stato ampiamente validato che, in campo geriatrico, gli interventi di animazione realizzati tramite differenti approcci e tecniche hanno lo scopo di ridurre i deficit e le difficoltà relazionali con importanti ricadute sul recupero, mantenimento e potenziamento delle funzioni affettive, fisiche e intellettive necessarie alla persona per rimanere il più possibile aderente alla realtà.

I risultati positivi ottenuti nel benessere complessivo degli anziani, che avete presentato in recenti convegni sono molto incoraggianti. (vedi slide NdR).Credo che questa esperienza faccia riflettere anche sui contenuti dell'animazione che più in generale viene proposta per gli anziani, in struttura e nel territorio. Quali i punti comuni e quali le diversità anche teoriche?

RisultatiDa un punto di vista teorico non ci sono differenze. La matrice da cui parte l'animazione è sempre la medesima, ossia quella socio-educativa e culturale. Da sempre l'animazione, sin dagli anni '60, si è posta come pratica sociale all'interno della quale concetti come centralità della persona, unicità, ascolto, attenzione, contrasto dell'isolamento, attivazione di processi di sviluppo relazionale e psicofisico hanno sempre contraddistinto il suo operato.
Per realizzare questi fini ha messo in campo una serie di metodologie strutturate e finalizzate a interpretare le molteplici dinamiche comportamentali e gli aspetti latenti della singola persona, con un approccio attivo e maieutico: operando attraverso il dialogo, l'uso delle domande, l'ascolto, la costruzione e ritagliando l'intervento sui bisogni e capacità cognitive della persona con l'obiettivo di accogliere e comprendere le potenzialità presenti in ognuna.
Purtroppo però ci portiamo ancora dietro il retaggio degli anni '80, momento in cui l'animazione è stata associata all'intrattenimento e alla spettacolarizzazione a tutti i costi in cui il far fare si è trasformato in fare fine a se stesso e per far "passare un po' di tempo", dove il come questo tempo venga poi riempito o vissuto è secondario. In molte realtà questo aspetto è ancora molto forte portando la pratica, e la stessa figura dell'animatore, a perdere di importanza ed efficacia...almeno da un punto di vista di immagine e opinione generalizzata. Per tale motivo, oggi più che mai, vi è la necessità di ridefinire il ruolo e gli ambiti di lavoro dell'animatore in quanto per la sua formazione e bagaglio conoscitivo, può intervenire e andare in aiuto nella gestione delle problematiche e/o dinamiche relazionali, comportamentali e cognitive della persona anziana. Non basta quindi, seppur fondamentale, una volontà, una relazione e una disponibilità all'ascolto, ma vi è la necessità di sapere padroneggiare gli strumenti di analisi e lettura delle dinamiche comunicative e psico-sociali che si instaurano all'interno della relazione affinché la persona possa sentirsi maggiormente accolta e aiutata.

Ci sono alcuni concetti che compaiono sempre più frequentemente nel dibattito sull'assistenza agli anziani non autosufficienti, che possono riassumersi in uno slogan: non esiste uno stato della vita di una persona, per di più anziana, in cui si possa dire che non c'è più niente da fare. Sempre più si praticano azioni di attivazione personalizzate come la narrazione, l'autobiografia, la scrittura, che pure lei ha utilizzato (e raccolto in un libro). Come questa nuova ricerca s'inserisce e come può procedere nel futuro?

SignoraDa diversi anni è stato rivisto il concetto di apprendimento: non termina con l'età adulta ma continua anche nella vecchiaia. L'apprendimento può avvenire lungo l'intero arco della vita e ogni fase porta in sé potenzialità di apprendimento e cambiamento importanti.
Una persona affetta da demenza non fa tabula rasa delle sue capacità, mantiene delle funzioni, ha ancora la sua personalità che si esplica in modi diversi di reagire alla malattia, prova delle emozioni e sensazioni differenti e quindi interagisce ancora con il mondo esterno. Chi interagisce con lei deve adeguarsi e comprendere la modalità più appropriata per entrare nel suo schema di riferimento aiutandola ad esternare le sue potenzialità.
Per tale motivo, il nostro servizio animazione prevede interventi individuali e di gruppo che permettono di coinvolgere sia ospiti con demenza di tipo lieve e sia di tipo moderato-grave che presentano anche disturbi comportamentali. Per questi ultimi sono previsti molteplici interventi individuali volti a contrastare l'isolamento socio-affettivo, mantenere le capacità residue sensoriali e infondere una sensazione di benessere generalizzata. In particolare, vengono svolte stimolazioni multisensoriali (sonore, olfattive, tattili, visive) e stimolazioni tramite PC Touch screen e Comunicatori Simbolici (Progetto pilota in collaborazione con la Fondazione ASPHI).
Maglia a righe1I percorsi multisensoriali prevedono stimolazioni che riguardano gli aspetti: sonori (ascolto guidato della musica), olfattivi (spezie, profumi, ecc.), visivi (visione di quadri, colori, immagini, ecc.) e tattili. La manipolazione di materiali è un modo per ricollegarsi alle sensazioni positive dell'infanzia, per scoprire che la materia è plasmabile come lo è il nostro corpo soggetto a cambiamenti; è così possibile riattivare stati assopiti, infondere rilassamento e benessere, ridurre stati di agitazione, facilitare l'espressione verbale, l'esternazione di emozioni, creare un contatto e fornire, a operatori e parenti, un'altra immagine della persona coinvolta.

Da 18 anni lei è animatrice in struttura. Questo è un lavoro usurante e che può anche giungere alla demotivazione. Dove trova lo stimolo continuo? Cosa vorrebbe ancora studiare e sperimentare?

Oltre ad occuparmi di animazione nelle due strutture Villa Serena e Villa Ranuzzi svolgo altre attività di insegnamento e ricerca, collaborando con diversi enti di formazione e con il Dipartimento di Scienze dell'educazione. Oltre a queste attività extra, all'interno delle due strutture ho sempre cercato di mantenere molti rapporti con le realtà e le proposte del territorio in quanto mi aiutano a trovare nuovi spunti e percorsi per continuare a migliorarmi e ad avere maggiori risultati. Nel campo della geriatria e quindi della terza età c'è ancora molto da scoprire. Non sappiamo con certezza il perché di alcuni segnali, non sappiamo sempre con precisione cosa la persona cerchi di comunicarci e ogni giorno qualcuno esprime un nuovo bisogno e narra una nuova storia.
La realtà in cui sono immersa mi porta a riflettere sulle scelte della vita, sul valore della quotidianità e sulle potenzialità umane. Giornalmente vengo a conoscenza di spaccati di vita caratterizzati da soddisfazioni, scelte, lotte e conquiste cercando di ripercorrere, assieme alle persone, gli aspetti che hanno costituito le diverse esistenze. Nelle strutture in cui lavoro vedo persone che soffrono a causa di malattie che colpiscono il fisico e/o la mente, vedo familiari increduli e disperati di fronte alla mancanza di memoria del proprio genitore o attanagliati dai sensi di colpa. Vedo fratelli, sorelle che si ritrovano raccogliendosi attorno al genitore stemperando o acuendo vecchi dissapori. Vedo nipoti che vengono a trovare i loro nonni cercando di ritagliare un po' di tempo dalla loro frenetica vita o bambini appena nati che portano una ventata di serenità in tutti gli ospiti, indipendente che siano o no i loro nonni. Si tratta di un emblematico microcosmo al cui interno e tutto intorno coesistono tutti gli aspetti della vita: la nascita, l'età adulta e la vecchiaia. In una parola: il ciclo della vita.
Per cui all'interno di tale moltitudine, che è la vita, come potrei usurarmi, se mi usuro di questo...mi usuro della vita!

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