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Fabio Firenzuoli, Centro di Medicina Naturale, Ospedale S.Giuseppe, Empoli.

La prima domanda non può che essere esplicativa. Cosa è la Medicina naturale e in che rapporto sta con la medicina ufficiale da una parte e le pratiche popolari con erbe e infusi?

Da sempre noi parliamo di "Medicina Naturale" per far comprendere subito al cittadino quello di cui ci occupiamo: così è chiaro che utilizziamo prodotti naturali, anche se il termine corretto, dal punto di vista tecnico e scientifico è Fitoterapia, cioè terapia medica con piante medicinali. Questa si colloca perfettamente nella medicina scientifica, quella cioè che risponde alle regole della medicina occidentale, senza metodologie diagnostiche o terapeutiche che appartengano a filosofie o credenze particolari. La Fitoterapia certamente emerge dalla medicina popolare, ma è perfettamente validata dal punto di vista scientifico, perché l'attività terapeutica di molte piante è dimostrata secondo i canoni della medicina, con studi clinici, esattamente come si fa con i farmaci di sintesi. Solo che, nel nostro caso, i farmaci sono estratti dalle piante, e generalmente presentano, se ben utilizzati, minori effetti collaterali.

Seconda spiegazione: cosa è il Centro di Medicina Naturale della Regione Toscana e come è inquadrato nel Servizio sanitario regionale?

La nostra struttura, che esiste ormai da 15 anni, è perfettamente inserita tra le attività del Servizio Sanitario Regionale, all'interno dell' Ospedale di Empoli. Infatti. ormai da molti anni la Regione Toscana ha inserito la Fitoterapia tra le medicine complementari, le cui prestazioni mediche sono equiparate in tutto e per tutto alle altre discipline. Del resto i fitoterapici sono medicinali a tutti gli effetti, registrati come specialità ed autorizzati dall'Agenzia Italiana del Farmaco. In molti casi, poi, utilizziamo preparazioni galeniche, che ci consentono di prescrivere con la qualità e la sicurezza del farmaco di sintesi, erbe che altrimenti avrebbero solo valenza di prodotto erboristico o di integratore. Recentissima è, a questo proposito, anche la Direttiva 24/2004 della Comunità europea che isituisce una nuova categoria di medicinale vegetale, quello "tradizionale", medicinale a base di erbe, da automedicazione, cioè senza la necessità di una ricetta medica, ma dotato di auotrizzazione ministeriale con tanto di "bugiardino".

Il nostro sito parla di vecchiaia e cronicità, ma con l’obiettivo di dare consigli e aiuti per prevenire e promuovere salute e ritardare la non autosufficienza. Come si inserisce la medicina naturale?

Molto bene, perchè per numerose piante medicinali e sostanze naturali è ormai conosciuta l'attività nell'ambito della prevenzione, ad esempio cardiologica, ma anche oncologica. Esistono erbe ad attività ipocolesterolemizzante, come l'Aglio, il Carciofo, il Riso rosso fermentato. ma anche utili nel ridurre la glicemia e la pressione arteriosa, come l'Olivo e l'Ibisco. Piante quindi che, se usate in modo corretto, consentono di ridurre i fattori di rischio tipici di molte malattie legate alla terza età. Non ultimi i tumori. Pensiamo al tè verde, alla stessa Curcuma, oppure al resveratrolo, una sostanza presente nell'uva e, in piccola parte anche nel vino rosso.

Quali consigli può dare in merito dalla sua specifica specializzazione?

Il consiglio rivolto ai futuri medici, farmacisti ed erboristi, è quello di studiarla bene perchè è affascinante e perchè riserva continuamente sorprese e novità, spesso belle e innovative, talvolta anche più sgradite, come ad esempio il rischio di interazioni tra erbe e farmaci. Questo per dire che è una materia in continuo aggiornamento e già per questo affascinante. Ai pazienti dico invece di cercare sempre sanitari esperti in fitoterapia, piuttosto che affidarsi al sentito dire, o all'amico dell'amica o al parente dell'amico o, peggio ancora, ai consigli terapeutici che vengono da siti Internet non controllati.

L’ultima domanda è sempre personale/ professionale. Cosa l’ha spinta a seguire questo percorso e quali benefici si potrebbero ricavare, in particolare per gli anziani, da una maggior complementarietà tra i diversi indirizzi medici?

Inizialmente il caso: prima di iscrivermi alla facoltà di Medicina (all'età di 18 anni !) mi imbattei in un opuscoletto che parlava delle proprieà medicinali delle erbe dell'orto, dalla Salvia al Rosmarino, dalla Borragine al pepolino, e la cosa devo dire  mi incuriosì molto. Da allora non ho mai smesso, finchè ho iniziato a curare prima i miei familiari poi, una volta medico, i  pazienti veri, molti dei quali anziani, affetti da malattie reali, spesso croniche, spesso già in terapia con molti farmaci. E proprio per questo serve sempre la massima attenzione, anche quando si prescrivono quelle che molti ritengono solo "banali erbette", o "erbette della nonna"!