Anteprima

Si parla dei caregiver come soggetti del welfare nell’intervista a Edoardo Patriarca, prima firmatario della proposta di legge in materia, ma anche della loro fatica quotidiana nell’assistere un familiare. Rosy Martellotta descrive le diverse esperienze di “Sorrisi e caffè” un progetto e un luogo d’incontro promosso dall’Associazione “ Per non sentirsi soli” di Vignola: le narrazioni dei famigliari, l’uso di WhatApps per comunicare, la lettura condivisa di un libro sulll’Alzheimer con l’autore.

Impegno questo numero di PLV su un Focus: abusi e maltrattamenti sugli anziani, quelli fisici e psicologici, quelli evidenti e quelli nascosti, sui diritti personali e patrimoniali, in casa o in una struttura di ricovero, in ospedale o in banca. Denunciare non basta, serve individuare azioni di contrasto e di prevenzione, responsabilità e rimedi.

Un numero di www.perlungavita.it che cerca di guardare avanti. Si parla di un “Polo sociale”, ma anche di felicità, come la interpreta Rosanna Vagge.

Continua l’approfondimento sui diversi modelli per assistenza alle persone colpite dal morbo d’Alzheimer. Questa volta parliamo di Tom Kitwood e della sua elaborazione i una pratica assistenziale, nell’intervista a Silvana Botassis, dell’associazione “Al confine"di Milano.
Ancora sull’Alzheimer due contributi diversi: l’esperienza di cohousing presentata da Laura Nave e il cortometraggio di Marco Toscani “ Ti ho incontrata domani” presentato in un’intervista dall’autore.

E’ un primo Focus sui metodi diversi per la cura e l’assistenza all’anziano con morbo d’Alzheimer.
Antonio Guaita- uno dei primi a studiare il metodo Gentlecare, direttore della Fondazione Golgi-Cenci di Abbiategrasso- presenta lo stato dell’arte.

Anche per PLV si chiude un anno, con un filo conduttore di parole- fiducia, cura, OSS -che ci portano nel prossimo. Così anche i fidati collaboratori rinnovano le loro riflessioni per il 2016: Rita Rambelli su Facebook, Ferdinando Schiavo e i suoi “farmaci maledetti” Lisa Orlando e le sue connessioni ( casa, memoria, nonni, ragazzi, Alzheimer), Rosanna Vagge e le sue vecchiette terribili, Diana Catellani e la sua sensibilità sul tema della morte.

Potrei mettere tutto o quasi sopra lo stesso minimo comun denominatore: fiducia e ricordo.
Di fiducia, parla Antonella Ficorilli, in una lettura profonda e inusuale del film di Moretti “ Mia madre”, riferendosi ai concetti espressi nel suo libro, che presento a margine. La fiducia regola il rapporto tra amministratore di sostegno e fiducioso, nell’intervista a Paola Marani, amministratrice di Sostegno, nel libro di Emilia Grandi sulla realtà di Modena e nella realtà descritta da Rosanna Vagge, che aveva dato il via a questo dibattito.

Concludiamo una prima tappa del confronto sugli OSS, con un invito a sedersi attorno ad un tavolo e con il contributo di due studiose, Ilaria Iseppato e Alice Ricchini. Riportiamo un’esperienza di un’associazione di volontariato SOStengo sull’Amministratore di Sostegno.

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