Questo numero di PLV riprende dalla “domiciliarità” con un articolo, che sostiene la preminenza di questo diritto, di Salvatore Rao, presidente dell’associazione “La Bottega del Possibile, che come annunciato, diventa testimone e interprete “autentico”, su questi spazi.
La domiciliarità ha tante declinazioni , oggi ne richiamiamo tre: casa, comunità, partecipazione. Del buon abitare nella casa e nel condominio, come primo nucleo di una comunità inclusiva, ne parlo con Elvio Raffaello Martini, psicologo di comunità.

Su casa e città si sofferma anche il sociologo Walther Orsi tracciando un quadro di ciò che sarebbe utili/indispensabile perché l’anziano possa rimanere nella sua comunità. Di casa e domiciliarità, con nuovi esperimenti abitativi, sulla base delle esperienze della Cooperativa Agape di Bolzano racconta Lorena Gavillucci. Il cerchio si allarga e dalla casa al condominio, alla comunità si giunge alla città “bene comune”. Mariastella Milani del Comune di Bologna illustra l’esperienza avviata a supporto della partecipazione dei cittadini e anche degli anziani, nella cura degli spazi cittadini, ma non solo.
PLV ha sempre un suo collegamento alla realtà quotidiana. Di dignità della persona ci parla Rosanna Vagge, dopo aver colloquiato con i vecchi della casa di riposo. Diana Catellani ci fa partecipi delle sue scelte nel regalare un libro particolare ad una nipote adolescente. Rita Rambelli attinge alla cronaca istituzionale presentando il nuovo rapporto sociale sugli anziani nella Regione Emilia Romagna, che definisce una difficile sfida per il futuro.
Mi ha passato il testimone per le mie “Mille parole” che si soffermano su questa sfida sociale.